Via Montevideo, dopo la denuncia di un gruppo di residenti Genova Antifascista rilancia: sabato “attacchinaggio selvaggio”

Dopo la denuncia presentata in Procura da un comitato dei residenti che chiede di identificare i responsabili di quanto accaduto nelle ultime settimane e sollecita misure come il Daspo urbano e una regolamentazione più stringente delle iniziative nel quartiere, l’organizzazione annuncia per domani, un nuovo appuntamento con ritrovo alle 15.30 in piazza Alimonda, nell’area a ridosso della sede di CasaPound

La tensione attorno alla sede di CasaPound in via Montevideo non si spegne e, anzi, si alimenta di un nuovo capitolo. A poche ore dalla notizia dell’esposto con cui un comitato spontaneo di residenti della Foce ha portato in Procura la vicenda delle proteste delle ultime settimane, chiedendo di valutare ipotesi di reato e misure come il Daspo urbano e provvedimenti cautelari, Genova Antifascista risponde con una mossa in controtendenza rispetto a un possibile arretramento: non lascia, ma rilancia.

Sui propri canali, il gruppo ha annunciato per sabato 21 febbraio 2026 un’iniziativa definita di “attacchinaggio selvaggio”, convocata dalle 15.30 in piazza Alimonda e pensata per concentrarsi nuovamente nell’area della Foce, a ridosso della zona in cui si trova la sede di CasaPound. Nel messaggio di chiamata, il collettivo rivendica l’obiettivo politico dell’azione e invita alla partecipazione con toni che puntano a trasformare l’appuntamento in una prova di presenza sul territorio.
Il contesto, però, è cambiato: l’esposto dei residenti – riportato nelle scorse ore – segna il passaggio dalla piazza alle carte giudiziarie. Secondo quanto ricostruito, il comitato ha chiesto alla magistratura di accertare quanto accaduto durante le manifestazioni ripetute nel quartiere e di identificare i responsabili, sollecitando anche misure per limitare l’impatto delle iniziative sulla vivibilità della zona e sulla sicurezza percepita da chi abita nelle strade interessate. La partita, ora, si gioca su due tavoli paralleli: da un lato le valutazioni dell’autorità giudiziaria sull’esposto, dall’altro la scelta di Genova Antifascista di continuare la mobilitazione con un nuovo appuntamento pubblico.
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