Cultura - 

Spettacolo dal vivo nei quartieri, bando da circa 700mila euro: il Comune punta sui Municipi e sui progetti “professionali”

Tursi aderisce all’Accordo di Programma del ministero della Cultura e vara le linee guida per un avviso pubblico che finanzierà rassegne di spettacolo dal vivo nelle aree decentrate: i progetti, da realizzare tra il 1° maggio e il 31 dicembre 2026, saranno divisi tra “grandi” e “piccole” rassegne e potranno essere presentati da organismi del Fondo Unico per lo Spettacolo o da operatori professionali attivi da almeno tre anni, con esclusione di alcune zone del Municipio I Centro Est come previsto dalle regole ministeriali

Genova prova a spostare la cultura dove spesso arriva meno, scegliendo di investire in modo mirato sullo spettacolo dal vivo nei quartieri decentrati e nei Municipi. La Giunta ha infatti deciso di aderire all’Accordo di Programma del ministero della Cultura per la realizzazione di progetti professionali nel campo dello spettacolo dal vivo e, insieme, ha approvato le linee guida per predisporre e pubblicare un avviso pubblico che assegnerà contributi su fondi ministeriali per una dotazione complessiva di circa 700mila euro. L’obiettivo dichiarato è rafforzare la presenza di attività culturali di qualità fuori dal centro, puntando su iniziative capaci di generare impatto sociale e di diventare occasioni concrete di incontro e partecipazione.

Il provvedimento, portato in Giunta su proposta dell’assessore alla Cultura Giacomo Montanari, rivendica un cambio di passo sul piano attuativo locale: il Comune aderisce da anni all’Accordo di Programma, ma per il 2026 intende rendere più esplicita la modalità di azione e la ripartizione delle risorse economiche, orientandola in modo più netto verso i nove Municipi. «Questo bando è la conferma di una progettualità fondamentale per la città, capace di rafforzare la presenza dello spettacolo dal vivo nei quartieri decentrati, portando attività culturali di qualità laddove può generare maggiore impatto sociale», afferma Giacomo Montanari, spiegando che non si tratta soltanto di mettere in calendario eventi, ma di costruire percorsi di coesione e crescita condivisa, riconoscendo alle delegazioni un valore umano e creativo che può diventare anche leva di rigenerazione urbana.

La dotazione complessiva di circa 700mila euro sarà articolata in due sezioni, dedicate rispettivamente alle grandi rassegne e alle piccole rassegne di spettacolo dal vivo. La partecipazione sarà riservata a soggetti con requisiti professionali precisi: potranno presentare domanda organismi finanziati nell’ambito del Fondo Unico per lo Spettacolo oppure realtà professionali che operano nel settore dello spettacolo dal vivo da almeno tre anni. I progetti dovranno essere realizzati nel periodo compreso tra il 1° maggio e il 31 dicembre 2026 e dovranno svolgersi nei quartieri cittadini di tutti i Municipi, con una limitazione specifica prevista dalle linee guida ministeriali: vengono infatti esclusi Pré, Molo, Maddalena, Castelletto, Portoria e Carignano, cioè alcune aree del Municipio I Centro Est.

Nel disegno del Comune, questa scelta mira a riequilibrare l’offerta culturale e a sostenere proposte che possano radicarsi nei territori, creando continuità e non solo appuntamenti episodici. L’avviso pubblico definirà tempi e modalità di presentazione dei progetti, ma l’indirizzo politico è già tracciato: usare le risorse ministeriali per far crescere lo spettacolo dal vivo come servizio culturale diffuso, capace di rendere Genova più accessibile e più “viva” anche lontano dai circuiti tradizionali.


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