Liguria, parte la “spedizione più lenta della Terra”: OutBe attraversa mare, fiumi e montagne per un anno di outdoor rigenerativo

Dal 26 febbraio 2026 prende il via Wild Expeditions – Liguria 2026, un viaggio lungo dodici mesi e trenta tappe tra costa ed entroterra: 440 chilometri via terra, 20 via fiume e 170 miglia via mare, con passaggi in nove aree naturali protette. Ideata da OutBe e guidata da Luca Tixi, la spedizione punta su un’esplorazione lenta e accessibile, con il sostegno di Regione Liguria e Comune di Genova e un percorso di ricerca sull’impatto insieme a CNR-IAS e Università di Genova, fino a un docufilm finale diretto da Matteo Fresi

C’è un modo di raccontare la Liguria che non passa dall’istantanea dell’estate o dal classico weekend “mordi e fuggi”, ma dalla scelta opposta: rallentare, restare, attraversare la regione stagione dopo stagione, lasciando che siano i luoghi a dettare il ritmo. È l’idea che sta alla base di Wild Expeditions – Liguria 2026, il progetto con cui OutBe annuncia una spedizione di un anno definita «la più lenta della Terra», pensata per unire outdoor e rigenerazione, esperienza e responsabilità, avventura e quotidianità. La partenza è fissata per il 26 febbraio 2026 e l’itinerario, nel suo disegno complessivo, vuole ricucire l’intero arco ligure, dal mare alle vallate, dai fiumi ai crinali, attraversando nove aree naturali protette e toccando borghi e comunità locali con l’obiettivo dichiarato di generare benefici reali e duraturi sia per le persone sia per gli ecosistemi.

Il progetto, per come viene presentato, è soprattutto una dichiarazione di metodo: esplorare non come performance, ma come pratica consapevole, più lenta e accessibile, capace di rimettere al centro la relazione con l’habitat. Le cifre danno subito la misura dell’ambizione: 440 chilometri via terra, 20 chilometri via fiume e 170 miglia via mare, lungo un percorso che si sviluppa in dodici mesi e trenta tappe. È una scelta che rompe con la narrazione della natura “da cartolina” e punta a dimostrare che il contatto con l’ambiente non è un’esperienza occasionale, né un privilegio per pochi, ma un’abitudine possibile in tutte le stagioni, se la si costruisce con strumenti e linguaggi adatti.
A guidare la spedizione sarà Luca Tixi, fondatore di Wildsteps e di OutBe, che definisce Wild Expeditions «l’opera magna» di quanto costruito in quattordici anni con i brand del gruppo, legandola a una visione identitaria e insieme politica: «Perché siamo natura. E solo vivendola cambieremo il mondo». Il viaggio attraverserà la Liguria con una pluralità di pratiche outdoor che vanno dal camminare al pedalare, dall’acqua dolce al mare, alternando attività come hiking, sci alpinismo, biking, packraft, kayak, SUP, nuoto e coasteering, con l’intenzione di raccontare la regione non solo come destinazione turistica, ma come ecosistema vivo e quotidiano.
Sul piano istituzionale, Wild Expeditions – Liguria 2026 incassa il sostegno e il patrocinio di Regione Liguria e Comune di Genova. Marco Bucci, presidente della Regione, lega l’iniziativa a quella che definisce la vocazione del territorio ligure, «un patrimonio naturalistico unico in Europa» dove mare, fiumi e montagne convivono in pochi chilometri, e interpreta la spedizione come un modo concreto per promuovere un outdoor che diventa benessere e tutela ambientale, oltre che leva per un turismo più responsabile e destagionalizzato. La stessa chiave viene ripresa dall’assessore regionale al Turismo Luca Lombardi, che sottolinea come la regione sia “ideale” per praticare attività all’aperto lungo tutto l’anno e come l’itinerario, spingendo al limite il concetto di destagionalizzazione, possa mostrare la varietà di esperienze possibili tra costa ed entroterra. Dal Comune di Genova arriva la lettura dell’assessora al Turismo Tiziana Beghin, che mette l’accento sul valore rigenerativo del progetto e sulla necessità di promuovere un turismo outdoor che non sia semplice visita, ma esperienza profonda, capace di tenere insieme stili di vita salutari e cura dell’ambiente.
Uno degli elementi qualificanti dell’iniziativa è la presenza, dichiarata, di un’area dedicata all’impatto, con un team che punta a intrecciare ricerca scientifica e azione sul campo, misurando i benefici dell’outdoor rigenerativo su persone ed ecosistemi. In questo quadro entrano i partner scientifici indicati da OutBe, tra cui CNR-IAS e l’Università di Genova attraverso i dipartimenti DISFOR e DISTAV, con il supporto di partner tecnici e di impatto che dovrebbero contribuire alla parte di misurazione e rendicontazione. Il progetto, inoltre, viene presentato come una piattaforma aperta, destinata a coinvolgere istituzioni, enti di ricerca, imprese e cittadini, con l’idea di costruire un racconto collettivo nel tempo, più che un singolo evento da calendario.
Ed è proprio sul racconto che Wild Expeditions gioca una parte della sua scommessa culturale: la spedizione diventerà una narrazione in movimento fatta di contenuti editoriali, fotografici e video, fino alla realizzazione di un docufilm finale in collaborazione con la casa di produzione Epica Film e diretto da Matteo Fresi. Nelle parole di Luca Tixi, l’obiettivo è mostrare come «l’avventura sia dietro casa e accessibile a tutti», restituendo alla Liguria – regione d’origine di OutBe e dei brand Outdoor Portofino e Wildsteps – lo sguardo della meraviglia, ma con una responsabilità nuova: quella di vivere il territorio senza consumarlo, facendone un’esperienza che lascia qualcosa a chi partecipa e, idealmente, anche ai luoghi attraversati.
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