Quartieri 

Frana di via Napoli, l’appello de “La Casa nel parco” ai genitori: «Ragazzi e bambini non scavalchino le transenne nell’ex Gavoglio»

Dopo il nuovo cedimento del muraglione nell’area dell’ex caserma Gavoglio, avvenuto ieri pomeriggio, il collettivo La Casa nel Parco, Casa Gavoglio lancia un avviso a mamme e papà: nel pomeriggio alcuni minorenni sarebbero entrati oltre le barriere per giocare vicino ai massi caduti. «Non è il momento di farlo», il messaggio, con l’invito a vigilare e ad accompagnare i figli nel parco

L’allarme arriva dal Lagaccio, dove la frana in via Napoli ha riaperto una ferita che non riguarda soltanto la stabilità del terreno e la sicurezza delle abitazioni, ma anche la gestione quotidiana di un’area che, tra spazi recuperati e zone ancora abbandonate, continua ad attirare curiosità e passaggi. La Casa nel Parco, Casa Gavoglio ricorda che ieri pomeriggio, intorno alle 17, si è verificato un nuovo smottamento del muraglione sotto il palazzo di via Napoli, con un crollo che ha coinvolto anche un cancello (lo vedete nella foto di copertina), quello che delimitava l’accesso a una porzione dell’ex caserma ancora non riqualificata e rimasta in stato di abbandono.

Secondo quanto riferito dal collettivo, sul posto sono intervenuti vigili del fuoco, polizia e protezione civile per mettere in sicurezza l’area e impedire l’accesso alla zona interessata dal crollo, delimitando lo spazio e rafforzando la chiusura dei varchi. Ma proprio nelle ore successive, viene segnalato un episodio che preoccupa: la presenza di bambini e ragazzi che avrebbero scavalcato le transenne per avvicinarsi e giocare esattamente nel punto dove sarebbero caduti i massi.

Il messaggio di La Casa nel Parco, Casa Gavoglio è diretto e senza giri di parole: i minorenni spesso non hanno la percezione piena del rischio e, per istinto o spirito di sfida, tendono a superare barriere e cancelli per infilarsi nelle parti abbandonate, ma in questo momento farlo può essere pericoloso. «Non è il momento di farlo», è l’avvertimento, che diventa un appello rivolto alle famiglie: chi sa di avere figli sotto i 18 anni che frequentano il parco da soli è invitato ad accompagnarli, guardare con attenzione la situazione e assicurarsi che non scavalchino, perché le condizioni del terreno e delle strutture possono cambiare rapidamente e rendere rischioso anche un gesto che, in altri contesti, potrebbe sembrare “solo una bravata”.

L’intervento non entra nel merito delle responsabilità o delle scelte urbanistiche degli anni ’50 e ’60 del secolo scorso, ma mette a fuoco un punto pratico e urgente: in una fase in cui l’area è stata appena interessata da un nuovo cedimento e le operazioni di sicurezza sono ancora in corso, la curiosità può trasformarsi in incidente. E in un quartiere che vive il parco come spazio di socialità, l’appello chiede una collaborazione immediata: vigilare, spiegare, accompagnare, perché il confine tra zona accessibile e zona a rischio, oggi, non è una linea simbolica ma una barriera che può fare la differenza.

Foto: La Casa nel Parco – Casa Gavoglio


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