Cosa fare a Genova 

A Genova sbarca il “Serial Killer Museum”: dal 7 marzo un percorso immersivo tra cere, video e suggestioni

Dopo Torino e Firenze, l’esposizione apre in centro, in via Ceccardi 14/r, con sedici sezioni tematiche e un racconto audio in tre lingue: l’obiettivo dichiarato è trasformare il true crime in esperienza narrativa, tra criminologia e ricostruzioni scenografiche

Genova si prepara ad accogliere un nuovo formato espositivo che punta tutto sull’immersione e sull’effetto “podcast dal vivo”. Dal 7 marzo 2026, in via Ceccardo Roccatagliata Ceccardi 14/r, apre in città il “Serial Killer Museum”, annunciato come il più grande d’Italia. L’operazione arriva dopo le tappe di Torino e Firenze e viene presentata dalla società che la cura come parte di un circuito di mostre itineranti su più continenti, specializzate – è la definizione scelta dagli organizzatori – in «esposizioni di alto interesse esoterico e culturale».

La promessa è quella di portare il pubblico dentro un racconto di criminologia moderna con un impianto spettacolare che combina ricostruzioni in cera, ambientazioni a grandezza naturale, installazioni multimediali e una narrazione audio pensata per accompagnare ogni passaggio. A dare voce al percorso, secondo le prime anticipazioni, sarà Giancarlo De Angeli, conosciuto dal grande pubblico come storica voce di “Lucignolo”, con un’audioguida in tre lingue che dovrebbe scandire la visita trasformandola in un itinerario “a episodi”, come se si camminasse dentro una serie true crime.

Il percorso genovese viene annunciato in sedici sezioni tematiche, costruite per alternare scenografie e approfondimenti: la formula mira a far convivere l’impatto emotivo delle ricostruzioni con la cornice informativa, insistendo sull’idea di “viaggio nella mente criminale” e sulla possibilità di comprendere contesti, dinamiche e profili. La durata stimata della visita, nelle sedi già attive, si aggira intorno ai 45 minuti: abbastanza per attraversare le sale con ritmo sostenuto, ma anche per prendersi il tempo di seguire la narrazione senza ridurla a una semplice galleria di immagini.

Nelle sedi di Torino e Firenze il museo ha proposto, tra gli altri, casi molto noti della cronaca nera e figure diventate iconiche nell’immaginario del true crime, con un impianto che unisce racconto, ricostruzione e atmosfera. Tra i nomi che compaiono nelle presentazioni delle altre tappe ci sono Leonarda Cianciulli, il “mostro di Firenze”, Albert Fish, Jeffrey Lionel Dahmer, Edward Theodore Gein, John Wayne Gacy, Andrei Romanovich Chikatilo, Erzsébet Báthory e Charles Milles Manson. Su Genova, per ora, resta un punto interrogativo: non è stato chiarito se l’allestimento includerà anche capitoli legati alla storia criminale locale o se seguirà un taglio identico alle altre città, con variazioni limitate nella selezione dei casi.

Dietro la scelta di un museo così dichiaratamente “immersivo” c’è un trend evidente: il true crime non è più soltanto lettura o ascolto, ma diventa format dal vivo, esperienza, installazione. Gli organizzatori rivendicano da anni un modello che unisce audioguide, filmati, ricostruzioni scenografiche e ambienti pensati per far “rivivere” un’epoca o un fatto, spingendo il visitatore a entrare nella storia e a coglierne le sfumature. Non a caso, nelle descrizioni delle sedi già avviate viene sottolineato l’uso di tecnologie interattive e di un impianto narrativo continuo che guida, tappa dopo tappa, fino alla scena del crimine ricostruita.

La novità che gli organizzatori rivendicano, però, non è soltanto la tappa genovese: è la dimensione internazionale del progetto. La società che lo promuove richiama un percorso che, oltre alle sedi italiane, ha avuto un’estensione all’estero. Tra gli esempi citati c’è l’inaugurazione, a Città del Messico, di una versione dell’esposizione dedicata ad “Asesinos Seriales y Pena de Muerte”, presentata come un’operazione capace di attirare un pubblico molto ampio e di trasformarsi da evento temporaneo a presenza prolungata, proprio per l’affluenza registrata. È questo “curriculum” estero che viene utilizzato per accreditare il format: un prodotto culturale-immersivo pensato per essere esportato e adattato, mantenendo la stessa struttura narrativa e scenografica.

La stessa società, inoltre, lega il progetto a un percorso iniziato anni fa con un’esposizione inaugurata a Firenze e poi esportata anche fuori dall’Italia, presentando i numeri delle affluenze come prova del richiamo mediatico e del successo di pubblico. È un racconto che punta su una curiosità forte e controversa: quella per i lati oscuri della storia, per la psicologia del crimine e per il modo in cui la violenza diventa narrazione collettiva. Con l’apertura in centro a Genova, questa formula prova a inserirsi anche nella geografia cittadina dell’offerta culturale, scommettendo sul mix tra intrattenimento, ricostruzione e divulgazione.

Questi i prezzi nelle altre sedi

L’apertura è prevista tutti i giorni, sette giorni su sette, dalle 10.30 alle 18.30; il biglietto con audioguida è indicato a 15 euro, mentre chi utilizza il proprio telefono per ascoltare la narrazione, portando le cuffie da casa, paga 13 euro. Per i gruppi con un minimo di dieci persone è segnalata una tariffa di 10 euro a persona, acquistabile solo in cassa, e viene indicato anche un prezzo “Tessera Museo” di 8 euro, sempre solo alla cassa; viene inoltre precisato che l’acquisto online del biglietto non dà diritto all’ingresso con priorità.

In copertina: alcuni serial killer dal sito dell’azienda


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