Scienza e Tecnologia 

“M’illumino di Meno” tra stelle e telescopi: una serata gratuita per (ri)scoprire il buio della notte

Sabato 21 febbraio, dalle 21 alle 23, l’Osservatorio Astronomico di Genova, sul Monte Gazzo, apre al pubblico con una serata speciale: planetario digitale, terrazza osservativa e cupola con lo strumento principale, meteo permettendo. Ingresso gratuito, ma prenotazione obbligatoria, con un’attenzione particolare al tema dell’inquinamento luminoso

La campagna “M’illumino di Meno”, nata con Caterpillar su Rai Radio 2 e diventata negli anni un appuntamento simbolico della Giornata nazionale del risparmio energetico e degli stili di vita sostenibili, quest’anno si traduce anche in un invito molto concreto: spegnere un po’ di luci superflue, alzare gli occhi e tornare a vedere davvero la notte. È con questo spirito che sabato 21 febbraio 2026, alle ore 21.00, l’Osservatorio Astronomico di Genova organizza un’apertura pubblica speciale dedicata proprio a “M’illumino di Meno”, unendo divulgazione scientifica e sensibilizzazione ambientale in una serata pensata per curiosi, famiglie e appassionati.

L’appuntamento è in via Superiore al Gazzo, a Sestri Ponente, e durerà fino alle 23.00. L’ingresso è gratuito, ma l’organizzazione sottolinea che la prenotazione è obbligatoria a questo indirizzo: osservatorioastronomico.genova@gmail.com. La ragione è semplice: per rendere l’esperienza più ordinata e godibile, i partecipanti verranno divisi in due o più gruppi direttamente sul posto e seguiranno un percorso a rotazione tra gli spazi della struttura, così da non affollare le postazioni e permettere a tutti di vedere, ascoltare e partecipare.

Il cuore della serata si muove tra tre momenti complementari. Si comincia nel planetario digitale con lo spettacolo “Breve viaggio nel cosmo con Pepper”, pensato per accompagnare il pubblico in una piccola esplorazione guidata tra pianeti, stelle e distanze che di solito restano astratte, trasformandole in immagini e racconti comprensibili anche a chi non ha familiarità con l’astronomia. Poi si passa alla terrazza osservativa per l’osservazione del cielo, ad occhio nudo e con i telescopi, ma qui entra in gioco il fattore decisivo: le condizioni meteo. Se il tempo lo consente, l’osservazione diventa il momento più emozionante, quello in cui la teoria si incastra con la meraviglia pratica del “visto con i miei occhi”.

Infine, c’è la cupola con lo strumento principale, dove l’esperienza assume un taglio più “da osservatorio” e meno “da passeggiata”: non solo guardare, ma capire cosa si sta guardando, perché un oggetto appare in quel modo e quali dettagli si possono cogliere con la strumentazione. In questa serata verrà utilizzato anche un telescopio eVscope Unistellar, che permette di collegarsi e seguire l’osservazione direttamente dallo smartphone: chi vuole può arrivare già pronto scaricando in anticipo l’app Unistellar, così da rendere più immediata la connessione e la fruizione.

Il filo rosso che lega tutto, però, non è soltanto l’astronomia. “M’illumino di Meno” porta con sé una domanda semplice e attuale: quanta notte stiamo perdendo? Non a caso, la serata richiama anche la battaglia contro l’inquinamento luminoso, perché un cielo più buio non è solo “più romantico”: è più sostenibile, più rispettoso degli ecosistemi e, per chi osserva, infinitamente più ricco. In altre parole, spegnere dove non serve non è rinuncia, è restituzione: alla città, alla natura e anche a noi stessi, che da troppo tempo ci accontentiamo di un cielo sbiadito.


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