Caregiver e demenze, doppio voto unanime in Regione: via al “censimento” dei caregiver e impegni nel Piano 2026-2030

Ieri in Consiglio regionale approvate all’unanimità la mozione del MoVimento 5 Stelle sul riconoscimento e la tutela del caregiver familiare e l’ordine del giorno di Noi Moderati sul bando per Alzheimer e demenze. La Giunta, con l’assessore Massimo Nicolò, ha dato parere favorevole su entrambi: sul secondo atto richieste e ottenute modifiche all’impegnativa. Dal Partito Democratico arriva la spinta a far avanzare una proposta di legge regionale “organica”

Ieri, in Consiglio regionale, due temi legati alla fragilità – la figura del caregiver familiare e il sostegno a chi convive con Alzheimer e demenze totalmente invalidanti – hanno raccolto un consenso trasversale, con il voto unanime dell’Aula su due atti distinti. Un segnale politico chiaro, almeno sul piano delle intenzioni: quando si parla di cura, non autosufficienza e carico assistenziale sulle famiglie, la maggioranza e le opposizioni hanno scelto di procedere insieme, incardinando però richieste e letture diverse su “come” tradurre quell’impegno in misure concrete.

Il primo via libera riguarda la mozione sul “Riconoscimento e tutela del caregiver familiare”, presentata da Stefano Giordano per il MoVimento 5 Stelle. Il testo impegna la Giunta ad avviare un confronto per “mappare pratiche, servizi e percorsi già attivi”, individuare criticità e fabbisogni organizzativi per una presa in carico integrata del caregiver e della persona assistita, e predisporre indirizzi applicativi che favoriscano l’integrazione del caregiver nei percorsi di cura, garantendo omogeneità sul territorio. Nel pacchetto degli impegni richiesti figurano anche misure integrative di sostegno economico, formativo e psicologico e, soprattutto, una relazione al Consiglio regionale che fotografi la situazione ligure: “numero dei caregiver”, “condizioni di fragilità”, “misure regionali e locali esistenti” e una valutazione dell’impatto organizzativo e finanziario in vista dell’attuazione della normativa nazionale, “in funzione del testo definitivo”.

Sul provvedimento sono intervenuti in Aula diversi consiglieri di maggioranza e opposizione, tutti esprimendo parere favorevole; a nome della Giunta ha dato parere positivo l’assessore alla sanità Massimo Nicolò, illustrando anche iniziative già avviate in materia, comprese azioni nell’assistenza domiciliare. Il capogruppo del MoVimento 5 Stelle, dopo il voto, ha rivendicato il valore del risultato e l’obiettivo di “preparare la Liguria all’attuazione della futura normativa nazionale, evitando ritardi e disomogeneità territoriali”, sottolineando la necessità di valutare anche “misure regionali integrative” e di riportare al Consiglio una relazione dettagliata su numeri, strumenti e impatti.
Dal Partito Democratico è arrivata una lettura complementare ma più “strutturale”: Roberto Arboscello ha salutato positivamente il ritorno del tema in aula, ma ha chiesto che non ci si fermi alle mozioni e che si proceda con un passo ulteriore, facendo avanzare in Commissione una proposta di legge regionale. La richiesta è quella di una norma “organica” che riconosca davvero il ruolo del caregiver familiare, mettendo in fila formazione, sostegno psicologico, tutele assicurative, prevenzione del sovraccarico fisico e percorsi di reinserimento lavorativo. Il punto politico, ribadito dal consigliere dem, è distinguere tra interventi spot e una rete stabile: non “contributi una tantum”, ma caregiver come parte integrante del sistema di welfare. Nella stessa linea la critica all’impostazione che lega il riconoscimento esclusivamente al reddito: la non autosufficienza, viene sostenuto, “non è una condizione di povertà, è una condizione di vita” e ridurre tutto a un criterio economico rischia di trasformare una politica di inclusione in una misura assistenziale.
Nella stessa seduta è arrivato anche il sì unanime all’ordine del giorno (numero 85) presentato da Alessandro Bozzano per Noi Moderati sul “Bando a sostegno dell’Alzheimer e delle malattie di demenza totalmente invalidanti”. Il documento impegna la Giunta affinché la programmazione del nuovo Piano sociosanitario integrato 2026-2030 sia “concentrata ad attività e servizi dedicati ad una più completa presa in carico delle persone con disturbi cognitivi”. Nel testo si richiama anche la cornice del contributo riconosciuto, che può arrivare “nella misura massima” a 1.800 euro mensili, determinato secondo le modalità previste dal bando.
Anche qui la Giunta, con l’assessore Massimo Nicolò, ha espresso parere favorevole, ma chiedendo modifiche all’impegnativa: richieste accolte dal proponente prima del voto. Nel dibattito si sono registrati interventi favorevoli, ma non senza distinguo politici. Gianni Pastorino, capogruppo della Lista Andrea Orlando Presidente e rappresentante di Linea Condivisa, ha espresso apprezzamento per le finalità ma ha contestato quello che definisce uno “svuotamento” rispetto al testo originario depositato nell’aprile 2025. Il nodo, nella sua lettura, è che l’atto approvato risulterebbe più generico e privo di copertura economica, trasformando un indirizzo operativo in un “auspicio”: un elenco di buone intenzioni che, senza risorse e tempi certi, rischia di non tradursi in servizi reali per persone e famiglie alle prese con patologie gravissime e con bisogni di presa in carico continuativa.
Due provvedimenti, dunque, e un dato comune: l’unanimità. Ma anche una sfida che resta interamente aperta e che gli stessi proponenti, da prospettive diverse, hanno richiamato: passare dal consenso formale ai “pezzi” concreti di sistema, evitando che caregiver e demenze restino parole condivise solo quando si vota, e non quando si stanziano risorse, si definiscono procedure e si garantisce omogeneità di accesso su tutto il territorio ligure. Una parte di “assistenza” che sicuramente manca è l’informazione alle famiglie sulle opportunità non solo di fondi, ma anche di servizi (oggettivamente scarsi) non sanitari, ma di ausilio alla gestione di una situazione così delicata e, banalmente, all’approccio alla malattia per la gestione delle incombenze quotidiane.
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