Amt, interrogatori saltati: gli ex vertici scelgono il silenzio e l’inchiesta sul dissesto entra nella fase dei sequestri

La Procura prosegue gli accertamenti su bilanci e gestione dell’azienda del trasporto pubblico: acquisiti documenti e dispositivi informatici, mentre la vicenda del “buco” e della crisi resta al centro della partita giudiziaria e finanziaria

Gli interrogatori erano in calendario, ma non si faranno: nell’inchiesta sul dissesto finanziario di Amt, la municipalizzata dei trasporti di Genova, gli ex componenti del consiglio di amministrazione convocati hanno fatto sapere che si sarebbero avvalsi della facoltà di non rispondere. La conseguenza è stata immediata: gli atti previsti sono saltati e il lavoro degli inquirenti prosegue lungo un’altra direttrice, quella dell’analisi dei materiali acquisiti e dei riscontri documentali, nel tentativo di ricostruire fino in fondo la catena di decisioni, comunicazioni e passaggi contabili che, secondo l’impostazione accusatoria, avrebbero aggravato la situazione economica dell’azienda.

A ricevere l’avviso a comparire, nelle scorse settimane, sono stati quattro ex membri del consiglio di amministrazione, Enzo Sivori, Sabina Alzona, Manuela Bruzzone e Giorgio Canepa, assistiti dagli avvocati Andrea Andrei, Massimo Boggio ed Enrico Moscatelli. Nello stesso fascicolo risulta iscritta anche l’ex presidente e poi direttrice generale Ilaria Gavuglio, difesa dagli avvocati Raffaele Caruso e Andrea Ganzer: per lei non era stato fissato un interrogatorio, ma gli investigatori avevano già proceduto con perquisizioni e sequestri, concentrando l’attenzione sugli uffici e sulle carte ritenute utili a chiarire i punti più delicati della vicenda.

Il procedimento è seguito dal pubblico ministero Marcello Maresca e dal procuratore capo Nicola Piacente, che hanno aperto un fascicolo ipotizzando la bancarotta con l’aggravamento del dissesto collegato al falso in bilancio, iscrivendo complessivamente cinque persone. Ora, con la scelta del silenzio da parte degli ex consiglieri, l’asse dell’inchiesta si sposta ancora di più sull’esame tecnico dei materiali raccolti: telefoni, computer e documentazione cartacea sequestrati negli uffici della sede Amt di via Montaldo e nello studio professionale di Ilaria Gavuglio a Corte Lambruschini, dove gli investigatori della guardia di Finanza hanno acquisito elementi che la Procura intende passare al setaccio.
L’indagine, secondo quanto ricostruito finora, ha preso slancio a novembre, dopo le prime notizie emerse sulla stampa e dopo le contestazioni avanzate dal nuovo consiglio di amministrazione nei confronti dell’ex presidente. Da lì, la raccolta degli atti si è allargata ai bilanci: sono stati acquisiti quelli dal 2020 al 2023 e anche l’ultimo approvato, relativo al 2024, per verificare come siano stati rappresentati conti, poste e passaggi ritenuti determinanti nel fotografare la reale tenuta economico-finanziaria dell’azienda.
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