Carnevale Sociale, tre cortei e una piazza che si accende: oggi “arrivano i mostri” e la città fa festa

Nel pomeriggio del martedì grasso si chiude la settimana di Carnevale in centro città: alle 15 partono i cortei da Molo, piazza della Nunziata e Lagaccio, alle 16.30 la festa finale in piazza Matteotti tra musica, danze e artisti di strada

Si chiude oggi, nel pomeriggio del martedì grasso, la settimana di appuntamenti del Carnevale in centro città con il “Carnevale Sociale del Centro”, inserito nel Progetto di Comunità del Comune di Genova e pensato come momento pubblico e partecipato, capace di mettere insieme famiglie, bambine e bambini, residenti e realtà sociali dei quartieri coinvolti.

Il programma è scandito da un doppio tempo: alle 15 la partenza dei cortei, che prenderanno il via da tre punti diversi – il quartiere del Molo, piazza della Nunziata e il Lagaccio – per poi convergere verso il cuore della città. La seconda tappa è fissata per le 16.30, quando piazza Matteotti diventerà il centro della festa finale, un grande appuntamento collettivo aperto a tutta la cittadinanza.

Lungo i percorsi e nella piazza, l’atmosfera sarà quella di un Carnevale “diffuso”, con una presenza forte di musica e performance dal vivo: sono attese murghe, busker, artisti di strada, danzatori, bande musicali e giocolieri, chiamati ad animare il passaggio dei cortei e a trasformare l’arrivo in piazza in un momento di incontro e spettacolo condiviso.
L’assessora al Welfare Cristina Lodi ha inquadrato la giornata come un’occasione per vivere lo spazio pubblico in chiave inclusiva e partecipata, richiamando anche il senso più profondo del Progetto di Comunità: l’idea che le relazioni – i legami di vicinato, le reti sociali, l’abitudine a stare insieme – siano un’infrastruttura essenziale da sostenere e valorizzare, anche attraverso iniziative leggere, ludiche, capaci di coinvolgere persone diverse.
A guidare il filo narrativo dell’edizione 2026 è il tema “Arrivano i mostri – spariscono le paure”, scelto per parlare alla città con il linguaggio simbolico dell’infanzia, ma con un significato che abbraccia tutte le età. I “mostri” diventano figure immaginarie utili a dare un volto a ciò che spesso resta nascosto: paure e tensioni, preoccupazioni che attraversano il presente e che, in modi diversi, riguardano tanto i bambini quanto gli adulti. In questa chiave il Carnevale non è solo una sfilata, ma un modo per trasformare – almeno per un pomeriggio – inquietudini e fragilità in creatività, gioco e condivisione.
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