Artisti di strada, il regolamento torna sul tavolo: confronto avviato, ma tempi lunghi per arrivare al voto


La revisione del regolamento sugli artisti di strada riparte, ma senza scorciatoie. In consiglio comunale, con un’interrogazione, Filippo Bruzzone, capogruppo della Lista Salis, ha rimesso al centro un tema che negli ultimi anni ha creato tensioni e spaccature, soprattutto tra chi vive e lavora nel centro storico e chi considera l’arte di strada una delle espressioni più riconoscibili dell’identità cittadina.

Bruzzone ha ricordato come il regolamento sia stato modificato nella scorsa consigliatura dalla maggioranza di centrodestra, con un impianto che l’attuale area di governo aveva contestato apertamente. Nel programma elettorale del centrosinistra, ha sottolineato, era stata indicata la necessità di rimettere mano alle regole “cercando un maggior dialogo” tra interessi diversi: da una parte artisti e artiste che operano in città, dall’altra i residenti – in particolare del centro storico – chiamati a convivere con esibizioni, flussi di persone e, in alcuni casi, con problemi legati alla rumorosità e alla gestione degli spazi.

Nel suo intervento, il capogruppo ha anche citato una proposta già avanzata in più sedi da Laura Sicignano, sua collega di lista: portare una parte delle postazioni fuori dal centro storico, distribuendo le esibizioni in altre aree della città, come ad esempio via Sestri o il lungomare di Pegli. Un modo, nelle intenzioni, per alleggerire le zone più delicate e allo stesso tempo valorizzare altri quartieri. Da qui la richiesta alla giunta: quali azioni concrete sono state avviate e in che fase è il percorso per arrivare a una modifica “più condivisa possibile” del regolamento.
A rispondere è stato l’assessore alla Cultura Giacomo Montanari, che ha confermato la scelta di un iter partecipato e scandito in passaggi successivi. Il primo step, ha spiegato, si è svolto nelle scorse settimane con l’avvio di un confronto diretto con le associazioni e le realtà del territorio. Un appuntamento che, secondo l’assessore, ha avuto “un esito molto positivo” per la partecipazione numerosa e trasversale: presenti rappresentanze degli artisti di strada, degli esercenti, dei residenti e anche dei municipi, proprio nell’ottica di allargare lo sguardo oltre il solo centro storico.
Da quel confronto, ha aggiunto Montanari, non sono emerse soltanto criticità nell’applicazione dell’attuale regolamento, ma anche proposte migliorative “da ambo le parti”. L’assessore ha insistito su un punto politico-culturale: l’arte di strada viene considerata “una componente vitale” della città, ma deve trovare un equilibrio stabile con la vivibilità dei quartieri e con le attività economiche. Per questo, la giunta rivendica un approccio partecipato “non soltanto formale ma sostanziale”.
Il percorso delineato dall’assessore prevede ora una fase tecnica: gli uffici stanno “sistematizzando” i contributi raccolti nel primo incontro, con l’obiettivo di tradurli in una proposta di variazioni al regolamento vigente. Da lì si aprirà la parte istituzionale vera e propria: la proposta arriverà in commissione consiliare, indicata come sede naturale per l’approfondimento sia tecnico sia politico, con la possibilità di nuove audizioni se ritenute utili.
Dopo questo passaggio, e una volta acquisiti rilievi e osservazioni della commissione e del Consiglio, verrà elaborato un testo aggiornato che recepisca quanto condiviso e che sia “tecnicamente sostenibile”. Ma non finisce qui: Montanari ha annunciato anche un secondo passaggio in commissione, dedicato al testo rielaborato, per verificare coerenza e tenuta delle modifiche rispetto al lavoro svolto e al confronto maturato. Solo alla fine di questo iter il regolamento approderà in aula per la votazione del Consiglio comunale.
Il messaggio, in sostanza, è chiaro: la revisione è partita, il metodo scelto punta a mettere attorno allo stesso tavolo tutti gli attori coinvolti, ma i tempi non saranno immediati. L’assessore ha rivendicato una scelta “non obbligata” di doppia verifica politica, riconoscendo che richiederà tempo, responsabilità e collaborazione, ma sostenendo che sia l’unica strada per arrivare a un regolamento “equilibrato, chiaro e realmente condiviso” con la città.
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