viabilità 

Zona 30 in ogni Municipio, “strade scolastiche” e attraversamenti più visibili: il piano che cambia la sicurezza stradale

Presentato il Piano comunale sulla sicurezza stradale: al centro pedoni, studenti, anziani e ciclisti. In arrivo Zone 30 diffuse, interventi davanti alle scuole, un catasto digitale dei passaggi pedonali e una nuova vernice bicomponente per rendere le strisce più durature e leggibili

Un pacchetto di interventi che prova a spostare l’attenzione dalla sola gestione del traffico alla tutela di chi in strada è più esposto: pedoni, bambini, anziani, persone con mobilità ridotta, ciclisti. È questo l’impianto del Piano sulla sicurezza stradale presentato dall’assessore alla Mobilità sostenibile Emilio Robotti, che mette insieme nuove misure di moderazione della velocità, lavori mirati su incroci e attraversamenti considerati a rischio, un rafforzamento del coordinamento con Municipi e polizia locale e, soprattutto, una mappatura digitale per programmare manutenzione e priorità con criteri oggettivi.

Il punto di partenza, nelle parole dell’assessore, è un bilancio che contiene insieme un segnale positivo e un dato che “costringe a riflettere”: nel 2025 gli incidenti in città sarebbero diminuiti del 19%, ma le vittime sono state 19 e, tra queste, ben 10 pedoni. Un numero che pesa, perché fotografa una fragilità strutturale: quando un sinistro avviene in ambito urbano, la differenza tra un episodio con conseguenze limitate e una tragedia può dipendere da pochi chilometri orari di velocità, dalla visibilità di una striscia pedonale, dall’illuminazione di un tratto, dalla chiarezza di un semaforo o dal modo in cui è organizzata la sosta nei pressi di un attraversamento.

Da qui la scelta di puntare su misure che “abbassino il rischio” prima ancora che intervengano sanzioni o soccorsi. Il perno è l’estensione delle Zone 30: l’obiettivo dichiarato è arrivare a una Zona 30 in ogni Municipio entro dicembre, individuando i perimetri insieme ai Municipi stessi. L’assessorato rivendica un confronto già avviato da mesi, con un tavolo permanente sulla sicurezza stradale attivo da settembre, nato per condividere dati su pericolosità e incidentalità e accelerare decisioni e cantieri. In filigrana c’è anche la logica che ha guidato altre città europee: ridurre la velocità media non serve soltanto a diminuire la gravità degli impatti, ma può migliorare la regolarità dei flussi e contribuire alla qualità dell’aria, oltre a rendere più “vivibili” i quartieri.

Un secondo asse del piano riguarda le scuole. Entro il 2026 il Comune prevede l’individuazione di 9 “strade scolastiche”, con interventi di segnaletica orizzontale e verticale nel raggio di 100 metri, per un totale di 18 istituti coinvolti (due per Municipio, tra scuole primarie e secondarie). L’idea è rendere più chiaro, leggibile e protetto l’ambiente stradale proprio nel momento della giornata in cui si concentra la parte più delicata del traffico di prossimità: entrate e uscite, attraversamenti di gruppi di bambini e ragazzi, genitori in sosta breve, autobus e mezzi pubblici che si incrociano. Il traguardo “di medio termine” indicato dall’amministrazione è molto più ampio: mettere in sicurezza 100 istituti scolastici con un investimento complessivo di 1 milione di euro.

Accanto alle scuole, il piano interviene sugli “snodi” più problematici: aree e incroci ritenuti pericolosi sulla base di criteri che vengono presentati come oggettivi, dall’incidentalità all’intensità dei flussi fino alla compresenza di utenze deboli. Tra gli esempi citati c’è l’area dell’Istituto Chiossone, dove l’intenzione è operare su più leve insieme: nuovo impianto semaforico, ottimizzazione della fermata del trasporto pubblico locale e abbattimento delle barriere architettoniche. Per questo capitolo l’impostazione è quella di piccoli interventi ripetuti su una rete ampia: si parla di 50 attraversamenti, con una stima di 30.000 euro ciascuno, per una spesa complessiva di 1,5 milioni.

Il capitolo semafori guarda invece alla percezione del tempo e ai comportamenti a rischio. Entro dicembre il Comune prevede la messa in sicurezza di 8 passaggi pedonali e l’installazione di ulteriori 30 dispositivi “countdown” in corrispondenza di incroci prioritari. L’obiettivo dichiarato è arrivare a 310 countdown semaforici pedonali, con un investimento stimato di 320.000 euro: uno strumento pensato per rendere più chiaro quanto manca al rosso o alla fine del verde, riducendo le traversate “di corsa” e le esitazioni, con attenzione particolare ad anziani, persone con mobilità ridotta e bambini.

Il tema che, però, segna un cambio di passo anche simbolico è quello degli attraversamenti pedonali: non soltanto “più lavori”, ma un nuovo modo di misurarli e mantenerli. Da una parte c’è l’investimento sulla qualità della tracciatura: 500 passaggi pedonali saranno rinnovati con vernice bicomponente, che dovrebbe garantire maggiore visibilità e soprattutto una durata nettamente superiore rispetto alla pittura tradizionale, passando dai circa 6 mesi attuali fino a 5 anni. L’investimento indicato per questo segmento è di 750.000 euro e porta con sé una promessa concreta: meno strisce “sbiadite” e quindi meno punti grigi in cui la precedenza del pedone diventa invisibile o ambigua, soprattutto con pioggia, scarsa luce o asfalto consumato.

Dall’altra parte c’è il “catasto digitale” degli attraversamenti pedonali, costruito in collaborazione con la Facoltà di Ingegneria dell’Università di Genova. L’amministrazione lo presenta come uno strumento di programmazione proattiva: una mappatura scientifica per controllare in modo capillare la rete, pianificare manutenzioni prima che si trasformino in emergenze e decidere con più precisione dove intervenire. In questa cornice viene citato un primo censimento già effettuato: 10 attraversamenti considerati prioritari per ciascuno dei 9 distretti, sui quali partire “immediatamente” con implementazione e potenziamento della segnaletica, in sinergia con polizia locale e Municipi.

Il piano si collega infine anche alla micromobilità, con un tassello che prova a mettere ordine nel settore. Il Comune annuncia di aver definito nuove linee guida per i servizi in sharing a due ruote, avviando una sperimentazione per il biennio 2026-2027. L’obiettivo è farne un servizio complementare al trasporto pubblico, tenendo insieme efficienza, decoro e sicurezza. Le regole citate riguardano biciclette (muscolari e a pedalata assistita), cargo e-bike e scooter elettrici, mentre vengono esclusi espressamente altri mezzi di micromobilità come monopattini, segway e hoverboard.

Il quadro complessivo, insomma, è quello di un piano “a strati”: moderazione della velocità con le Zone 30, protezione degli spazi scolastici, interventi mirati sugli incroci più rischiosi, semafori più leggibili, attraversamenti più visibili e più duraturi, oltre a una banca dati digitale per non rincorrere i problemi ma anticiparli. La scommessa politica e tecnica sarà tutta nella traduzione sul territorio: scegliere davvero dove fare le Zone 30, rendere le “strade scolastiche” qualcosa di riconoscibile e rispettato, e soprattutto far funzionare il catasto digitale come strumento quotidiano, non come archivio. Perché, come ricordano i numeri delle vittime pedonali, la sicurezza urbana non si misura con un annuncio: si misura sull’asfalto, ogni giorno.


Se non volete perdere le notizie seguite il nostro sito GenovaQuotidiana il nostro canale Bluesky, la nostra pagina X e la nostra pagina Facebook (ma tenete conto che Facebook sta cancellando in modo arbitrario molti dei nostri post quindi lì non trovate tutto). E iscrivetevi al canale Whatsapp dove vengono postate solo le notizie principali

Related posts