Passaggio a livello di Pontetto, parte la Conferenza dei servizi: Pieve Ligure frena sulle opere “in casa” e chiede alternative a Rfi

Sul sito del Comune di Bogliasco è comparso l’avviso di avvio della Conferenza dei servizi decisoria per il progetto che accompagna la chiusura del passaggio a livello. Pieve Ligure: sì alla soppressione, ma no a interventi “calati dall’alto” nel parco Ceriana


La partita della soppressione del passaggio a livello di Pontetto entra in una fase formale che pesa, perché non è più soltanto discussione politica o scambio di comunicati: sul sito del Comune, nella sezione albo pretorio, è stato pubblicato l’avviso di apertura della Conferenza di servizi decisoria chiamata a valutare e approvare il Progetto di Fattibilità Tecnico Economica del sistema di opere sostitutive e connesse alla chiusura del passaggio a livello di Bogliasco, al km 12+909 della linea ferroviaria Genova–La Spezia. È lo snodo amministrativo che mette attorno allo stesso tavolo enti e soggetti coinvolti, e che di fatto segna l’ingresso in una fase in cui contano carte, osservazioni e pareri, non solo posizioni.

Dentro questo passaggio procedurale, però, resta accesa la tensione politica e territoriale: il Comune di Pieve Ligure è intervenuto pubblicamente “ancora a proposito del passaggio a livello di Pontetto”, precisando di non voler alimentare polemiche né tantomeno entrare in conflitto con Bogliasco. Il punto, sostiene l’amministrazione, non sarebbe la chiusura del passaggio a livello in sé — su cui Pieve ribadisce di non avere competenza e rispetto alla quale non si dichiara contraria — ma il pacchetto di opere di superamento che, per come disegnate, ricadrebbero in larga parte sul proprio territorio.
Secondo Pieve Ligure, infatti, la soppressione del passaggio a livello di Pontetto “ricade per quasi tutta la totalità” nel suo Comune perché le opere previste per deviare via Mazzini fino a raggiungere l’Aurelia, con una rampa a senso unico in uscita, interesserebbero l’area del parco Ceriana. Ed è proprio qui che nasce la contestazione: l’amministrazione parla di un percorso decisionale vissuto come sbilanciato, con un coinvolgimento arrivato “a cose quasi fatte”, e rivendica l’esigenza di ragionare su soluzioni diverse rispetto a quelle proposte.
Nel comunicato, Pieve Ligure ricostruisce anche un precedente che risale alla passata amministrazione: il 28 gennaio 2019 venne approvata una delibera in cui si prendeva atto della comunicazione di Rete Ferroviaria Italiana (Rfi) del 26 settembre 2018, con cui era stata inviata una soluzione progettuale accompagnata da tavole e da una foto-simulazione, “caldeggiando” la soppressione del passaggio a livello in località Pontetto, in Comune di Bogliasco, ma specificando che le opere da realizzare sarebbero ricadute nel territorio di Pieve Ligure. In quella fase, ricorda oggi il Comune, la giunta espresse un parere favorevole “di massima” alla presentazione di un progetto particolareggiato, rimandando però l’approvazione definitiva a una valutazione successiva e, comunque, al Consiglio comunale.
Il salto di scenario, nel racconto dell’attuale amministrazione, arriva nel 2025: a fronte della presentazione del progetto, giudicato “decisamente invasivo”, Pieve Ligure spiega di aver scelto di non approvarlo e di aprire un confronto diretto con Rfi per cercare alternative. Il messaggio è chiaro: non una contrarietà ideologica alla soppressione del passaggio a livello, ma una contestazione di metodo e di impatto, soprattutto quando a pagare in termini di territorio e trasformazioni urbanistiche è un Comune diverso da quello in cui si trova materialmente il passaggio a livello.
Nel testo compare anche un altro tassello collegato alla stessa area e alla mobilità locale: la “piastra di servizi” con parcheggio in località “La Piccola”. Pieve Ligure precisa che l’intervento — progettato da Città Metropolitana di Genova — è inserito nel Piano Urbano di Mobilità Sostenibile e, soprattutto, verrà realizzato “comunque” da Rfi perché insistente su un’area di proprietà ferroviaria, dunque non comunale. Anche qui il Comune mette un punto: non si tratta di un’opera che dipende dalla sua volontà politica, e non sarebbe quindi corretto leggerla come un terreno di scontro tra amministrazioni.
Mentre la Conferenza dei servizi si avvia, quindi, la cornice è doppia: da una parte l’iter amministrativo che procede e costringe tutti a formalizzare osservazioni e posizioni; dall’altra una frattura che Pieve Ligure prova a ricomporre almeno sul piano dei rapporti istituzionali con Bogliasco, ma senza arretrare sulla sostanza. Il Comune rivendica come priorità “cittadini, territorio e partecipazione”, e promette trasparenza, lasciando intendere che la vera partita — più che sul “se” chiudere il passaggio a livello — si giocherà sul “come” farlo, e su quanto le opere accessorie siano compatibili con un’area considerata sensibile come il parco Ceriana.
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