Discoteche e locali di intrattenimento: parte la stretta della Prefettura sui controlli tra mappatura, verifiche e prime sanzioni

Dopo il tragico episodio avvenuto nella notte di Capodanno a Crans Montana, in cui ha perso la vita anche un giovane genovese, la Prefettura avvia un piano di potenziamento dei controlli su discoteche e attività di pubblico spettacolo: al via la mappatura dei locali, verifiche su requisiti e autorizzazioni, circolare ai Comuni e iniziative di sensibilizzazione per i giovani

Una stretta annunciata e già partita, con un obiettivo dichiarato: aumentare la sicurezza nei locali di pubblico spettacolo e nelle attività di intrattenimento, a partire dalle discoteche. La Prefettura ha avviato un piano di potenziamento dei controlli dopo la tragica vicenda verificatasi la notte di Capodanno in un locale, episodio che ha riacceso l’attenzione sul tema della tutela di lavoratori e avventori.
L’indirizzo è chiaro: più verifiche, più coordinamento tra enti, più attenzione già nella fase delle autorizzazioni, per evitare che l’intrattenimento diventi un rischio. In questa cornice, la Prefettura sottolinea che «l’obiettivo è tutelare la pubblica incolumità dei lavoratori e degli avventori», anche in attuazione di una recente direttiva del Ministero dell’Interno.

Riunioni e cabina di regia: chi partecipa e cosa si controlla
Il tema è stato al centro di recenti riunioni del Comitato Provinciale dell’Ordine e della Sicurezza Pubblica, con la partecipazione del Comune e delle Forze dell’Ordine, insieme agli organismi competenti sul fronte dei controlli tecnici e della prevenzione: vigili del fuoco, Ispettorato d’Area Metropolitana e Azienda Tutela della Salute della Liguria.
Da questi incontri è scaturita un’azione concreta: una mappatura complessiva dei locali presenti sul territorio metropolitano. Non una semplice lista, ma un lavoro finalizzato a ricostruire:
- le caratteristiche strutturali dei locali,
- i fattori di rischio,
- eventuali forme di esercizio abusivo,
- e, soprattutto, eventuali attività svolte in modo non conforme rispetto al titolo abilitativo posseduto.
In altre parole, l’attenzione non riguarda soltanto “come è fatto” un locale, ma anche come viene utilizzato: ciò che si dichiara in autorizzazione deve corrispondere a ciò che avviene davvero durante le serate.
I primi risultati: più conoscenza del territorio e sanzioni già scattate
La Prefettura parla di un’attività complessa che sta già restituendo risultati importanti, prima di tutto in termini di conoscenza della realtà analizzata. Un passaggio tutt’altro che secondario: sapere con precisione quali locali esistono, che capienza hanno, quali criticità presentano e come operano permette di orientare i controlli in modo mirato.
E qualcosa si è già mosso anche sul piano operativo: in alcuni casi, infatti, sarebbero già state applicate sanzioni per violazioni della normativa di settore. Il messaggio, quindi, non è solo programmatico: la fase dei controlli è già entrata nel vivo.
La circolare ai Comuni: controlli prima e dopo l’autorizzazione
Parallelamente, nei giorni scorsi la Prefettura ha inviato ai Comuni dell’area metropolitana una circolare dedicata, con indicazioni specifiche per dare «massimo impulso» alle attività di controllo nei locali presenti nei rispettivi territori.
L’attenzione richiesta si sviluppa su due livelli:
- fase autorizzativa, cioè quando il locale chiede o rinnova i titoli necessari per svolgere l’attività;
- fase successiva di monitoraggio, con verifiche e controlli nel tempo, anche con il supporto delle Forze dell’Ordine e dei vigili del fuoco, con particolare riguardo agli esercizi che registrano maggiore affluenza.
In sostanza, la linea è quella di non limitarsi al “via libera” iniziale, ma di mantenere alta l’attenzione anche dopo, soprattutto nei contesti dove il numero di persone e la frequenza degli eventi possono aumentare i rischi.
Non solo controlli: iniziative per i giovani e sicurezza “spiegata” dentro i locali
Accanto all’attività ispettiva, la Prefettura sta valutando anche iniziative di sensibilizzazione rivolte ai giovani, con l’obiettivo di far conoscere meglio le misure di sicurezza all’interno dei locali.
Tra le ipotesi allo studio c’è la realizzazione e la diffusione, in collaborazione con i gestori, di brochure dedicate, veicolate anche attraverso i canali di comunicazione digitali. Un modo per far passare un concetto semplice ma spesso trascurato: la sicurezza non è solo un obbligo per chi organizza, ma anche una consapevolezza utile per chi frequenta.
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