Dal corteo alle denunce, 80 denunciati per il blocco del casello il 22 settembre 2025

La Digos ha denunciato diverse decine di partecipanti alla manifestazione pro Palestina, organizzata durante lo sciopero generale dell’Usb. Contestato il blocco stradale legato a un sit-in di circa mezz’ora dopo una deviazione dal percorso autorizzato. Inchiesta è seguita dalla pm Francesca Rombolà

A distanza di mesi da una delle mobilitazioni più partecipate dell’autunno scorso, la giornata del 22 settembre 2025 torna al centro dell’attenzione, ma questa volta sul piano giudiziario. La Digos della polizia di Stato ha denunciato oltre ottanta manifestanti che avevano preso parte alla protesta pro Palestina svolta in concomitanza con lo sciopero generale indetto dall’Unione Sindacale di Base. Una giornata iniziata con blocchi ai varchi portuali e proseguita con un lungo corteo che ha attraversato la città dalla zona del porto fino a piazza De Ferrari, richiamando una massa imponente di persone e producendo effetti evidenti sulla viabilità.
Secondo la ricostruzione, la contestazione non riguarda l’intero svolgimento della manifestazione, ma un passaggio specifico. Un gruppo di circa un centinaio di partecipanti ha deviato dal percorso autorizzato con l’intenzione di raggiungere l’ingresso dell’autostrada Genova Ovest. Davanti allo schieramento delle forze dell’ordine, quel gruppo si sarebbe fermato e avrebbe dato vita a un sit-in in strada durato all’incirca mezz’ora, per poi rientrare e ricongiungersi al resto del corteo.

Il punto giuridico ruota attorno al reato di blocco stradale, che può essere contestato anche quando l’azione si svolge in modo pacifico. Nel quadro attuale, se il fatto è commesso da più persone, la norma prevede pene che possono arrivare fino a due anni di reclusione. Ora spetterà alla pubblico ministero Francesca Rombolà valutare le singole posizioni e la portata delle condotte attribuite ai denunciati, distinguendo eventuali responsabilità individuali all’interno di una vicenda che, per numeri e impatto, ha segnato quella giornata di mobilitazione.
Tra le persone finite nel fascicolo, inoltre, ci sarebbero anche alcuni manifestanti identificati come autori di scritte con vernice spray realizzate davanti alla sede del gruppo Cosulich, l’armatore che proprio quel 22 settembre avrebbe dovuto far attraccare una nave diretta a Tel Aviv e che aveva poi rinviato le operazioni.
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