Trasporti 

Assoutenti e comitati pendolari: «No alla fermata intercity ad Arenzano, così si peggiora la vita ai pendolari»

Bene la gratuità dei caselli a favore degli utenti colpiti dalla frana sulla A10, ma associazione e comitati bocciano l’ipotesi di una nuova fermata Intercity: «Benefici incerti per pochi, effetti negativi concreti per molti». La richiesta è quella di «puntare su misure mirate per chi è davvero danneggiato, senza creare nuovi disagi»

Dopo la frana che ha sconvolto gli equilibri della A10 nel tratto tra Genova Prà e Arenzano, e mentre si prova a tamponare i danni quotidiani subiti da chi vive e si muove in quel quadrante, si accende un nuovo fronte. Assoutenti Liguria e i Comitati Pendolari federati mettono nero su bianco una posizione netta: bene la gratuità dei caselli autostradali per gli utenti di Arenzano penalizzati dall’emergenza, ma attenzione a non trasformare una misura di sostegno in un effetto collaterale che rischia di ricadere su centinaia di viaggiatori.

Nel comunicato diffuso oggi, le due realtà ringraziano Regione Liguria e Consiglio regionale per l’iniziativa considerata «importante» proprio perché rivolta a chi, da mesi, paga sulla propria pelle le conseguenze della frana. È però sul capitolo ferrovia che emergono «forte perplessità e preoccupazione»: l’ipotesi di potenziare i servizi introducendo una nuova fermata Intercity ad Arenzano viene giudicata una strada potenzialmente sbagliata, capace di generare più problemi di quanti ne risolva.

Il punto, secondo Assoutenti e Comitati, è che l’utilità reale della fermata per i residenti che finora non usano il treno rimane tutta da dimostrare, mentre l’impatto sul resto dell’utenza appare tutt’altro che teorico. La fermata aggiuntiva, sostengono, porterebbe con sé modifiche orarie e ripercussioni non solo sul singolo treno interessato, ma anche sulla regolarità complessiva della linea, con il rischio di trascinare ritardi, slittamenti e incastri più complessi nelle fasce più delicate della giornata. E a pagare sarebbero in molti, compresi gli stessi pendolari di Arenzano che già oggi viaggiano quotidianamente verso Genova, il Levante, il Ponente e il Nord Italia: una contraddizione che, per chi firma la nota, rende la proposta difficilmente difendibile se non accompagnata da una valutazione tecnica dettagliata e trasparente.

Per questo, invece di spostare l’equilibrio di un servizio che deve funzionare per migliaia di persone, Assoutenti Liguria e Comitati Pendolari indicano una direzione diversa, ritenuta più sensata perché calibrata sui danneggiati reali. L’esempio citato è la possibilità di consentire, in via mirata, ai titolari di abbonamento integrato dell’Azienda Mobilità e Trasporti che utilizzano le fermate di Arenzano e Cogoleto di viaggiare sui treni diretti verso Genova, senza scaricare il costo della soluzione su tutta la platea dei pendolari. L’idea di fondo è semplice: aiutare chi è stato colpito dalla frana con strumenti puntuali, evitando che un intervento “per pochi” finisca per peggiorare il servizio “per molti”.


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