“Amianto. Genova: storia di una lotta operaia”: venerdì all’ANPI Castelletto il docufilm sulla battaglia per dignità e giustizia

Venerdì 30 gennaio alle 17 all’ANPI Castelletto (salita San Nicolò 9r) proiezione del docufilm “Amianto. Genova: storia di una lotta operaia”, dedicato alla lunga battaglia sindacale dei lavoratori esposti. In sala Massimo Bisca, Roberto Caristi, autori e registi. Il film ricostruisce l’inchiesta che mise sotto accusa oltre 1.400 ex operai e la mobilitazione per ribaltare una narrazione ingiusta, in una Liguria segnata da migliaia di morti legate all’asbesto

Genova ha una memoria che non sta in una targa. Sta nei polmoni di chi ha lavorato, nei nomi pronunciati a mezza voce, nelle famiglie che hanno imparato a convivere con parole come asbestosi, mesotelioma, indennizzi, tribunali. E soprattutto sta in una domanda che brucia: com’è possibile che chi ha pagato con la salute sia finito, per anni, sotto accusa? È da questa ferita che nasce il docufilm “Amianto. Genova: storia di una lotta operaia”, che verrà proiettato venerdì 30 gennaio 2026 alle 17.00 nella sede ANPI Castelletto – Sezione G. Villa in salita San Nicolò 9r, con ingresso libero.
Il documentario racconta una battaglia sindacale durata oltre dieci anni, condotta per ottenere riconoscimento, diritti e soprattutto dignità. È prodotto dalla Camera del Lavoro di Genova, dallo Spi Cgil Genova e Liguria e dalla Fiom Cgil Genova; nasce da un’idea di Marcello Zinola e della Camera del Lavoro, con il contributo di Giovanna Cereseto, ed è diretto da Ugo Roffi e Ludovica Schiaroli.

Alla proiezione parteciperanno Massimo Bisca, presidente ANPI Genova ed ex operaio Ansaldo, Roberto Caristi, segretario responsabile Lega Spi Centro Est e Centro Ovest, oltre agli autori e ai registi.
La storia: vittime trattate da sospetti
Il film ripercorre una vicenda definita drammatica e paradossale: per quasi un decennio oltre 1.400 lavoratori – molti dei quali già malati o poi deceduti per esposizione all’amianto – vennero coinvolti in un’inchiesta che li dipingeva come presunti truffatori, mentre i danni causati dall’asbesto erano e restano un’evidenza tragica.
Il racconto prende avvio dall’indagine della magistratura genovese avviata nel 2006, con circa 1.400 ex operai finiti sotto inchiesta. Dopo dieci anni l’inchiesta si è chiusa senza esiti, ma ha lasciato dietro di sé un macigno: una lunga lotta sindacale contro indifferenza, pregiudizi mediatici e scelte politiche giudicate ondivaghe, fino alle più recenti decisioni contestate sul fondo amianto.
I numeri che non si possono ignorare
Nel docufilm, la tragedia non è solo raccontata: è misurata. Tra il 1994 e il 2020 in Liguria sono stati registrati oltre 3.600 decessi causati dall’esposizione all’amianto, e più della metà a Genova. Sono numeri che spiegano perché questa non sia una storia “del passato”, ma una storia che continua a bussare alle porte.
Le voci: operai, avvocati, sindacato, cronisti
Il film si regge su testimonianze dirette: Albino Ostet (ex Ansaldo Energia), Barbara Storace (avvocata che seguì le cause civili per il sindacato), il giornalista Marcello Zinola e, per il sindacato, Ivano Bosco, Armando Palombo e Igor Magni. A queste voci si alternano immagini della Genova di oggi e materiali d’archivio provenienti da Camera del Lavoro, Biblioteca Berio, Biblioteca Universitaria, Fondazione Ansaldo, Teche Rai e archivi di giornalisti e giornaliste genovesi.
Un film già riconosciuto
“Amianto. Genova: storia di una lotta operaia” è stato selezionato al Flight – Mostra Internazionale del Cinema di Genova 2025 e al Clorofilla Film Festival 2025, e ha ricevuto il premio “miglior approfondimento 2025” dal Gruppo Cronisti Liguri.
Venerdì, quindi, non sarà solo una proiezione: sarà un momento collettivo per rimettere al centro una parola che troppo spesso viene spostata ai margini quando fa paura: responsabilità. E per ricordare che la dignità non è un favore: è un diritto, anche quando ci vogliono dieci anni di lotta per farselo riconoscere.
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