Weekend all’Ortica tra thriller d’attesa e memoria per bambini: “Cocaina” e il debutto di “Da quaggiù si vede il cielo”

Doppio appuntamento: sabato 24 alle 18.30 arriva “Cocaina”, produzione del Teatro Il Sipario Strappato, tre “insospettabili” chiusi in uno scantinato aspettano un pusher che non arriva e intanto crollano le maschere. Domenica 25 alle 16.30, per la Giornata della Memoria e la stagione famiglie “Fiabe fuori dal Centro”, debutta “Da quaggiù si vede il cielo” di e con Ilaria Piaggesi, un racconto accessibile (5-12 anni) tra storia e immaginazione

Il Teatro dell’Ortica accende il fine settimana con due titoli che sembrano lontanissimi e invece dialogano sullo stesso nervo: cosa succede quando la realtà ti costringe a guardarti dentro, e quando il futuro passa dalla capacità di ricordare. Sabato 24 gennaio e domenica 25 gennaio, il cartellone mette in fila un testo “da sotterraneo” che scava nei vizi contemporanei e una nuova produzione per bambini che, in occasione della Giornata della Memoria, prova a parlare di guerra e speranza con una lingua poetica e alla portata.

Sabato 24, ore 18.30: “Cocaina”, tre persone “normali” e un’attesa che diventa confessione
Dentro la stagione DeclinAzioni, nella rassegna Spirali, sabato alle 18.30 arriva “Cocaina”, produzione del Teatro Il Sipario Strappato. Il testo è scritto a quattro mani da Lazzaro Calcagno e Matteo Monforte e diretto dallo stesso Calcagno; in scena Antonio Carlucci, Sara Damonte ed Emanuele Vito.

La storia è tutta chiusa in un’unica stanza: uno scantinato la notte di Capodanno. Fuori la festa, dentro un’aria spessa, compressa, quasi senza ossigeno. In quel buco si ritrovano Bernardo, Spillo e Chiara. Non si conoscono, non hanno nulla in comune (almeno all’apparenza), eppure sono lì per la stessa ragione: comprare una dose. L’aggancio drammaturgico è semplice e potentissimo: il pusher dovrebbe arrivare, ma sembra essersi dissolto. E quell’attesa – che richiama volutamente il teatro dell’assurdo e un “Aspettando Godot” in chiave contemporanea – diventa il detonatore di tutto il resto.
Perché quando non succede niente, spesso succede l’unica cosa che fa davvero paura: esce la verità. Il tempo morto si trasforma in tempo di scavo. I tre, costretti a stare lì, iniziano a parlarsi, a inciampare in dettagli, a difendersi con frasi di circostanza. Poi, piano, le maschere si crepano. E i segreti – quelli che una vita “normale” tiene sotto il tappeto – cominciano a venire fuori.
Lo spettacolo lavora su una contraddizione che conosciamo fin troppo bene: la cocaina come presenza silenziosa e pervasiva, che non appartiene a un solo mondo ma attraversa strati sociali diversi. “Insospettabili” non è una parola scelta a caso: l’idea è proprio mostrare quanto l’apparenza sia spesso un alibi e quanto la solitudine possa nascondersi dietro vite perfettamente integrate. Il risultato, nelle intenzioni, è un racconto crudele e contemporaneo, in cui la dipendenza diventa il pretesto per parlare di fragilità, paura di fallire, fame di controllo e di riconoscimento.
Domenica 25, ore 16.30: “Da quaggiù si vede il cielo”, una storia per bambini che parla di memoria e futuro
Domenica 25 gennaio alle 16.30, invece, il tono cambia senza perdere intensità. In occasione della Giornata della Memoria, e all’interno della stagione dedicata alle famiglie “Fiabe fuori dal Centro”, debutta la nuova produzione del Teatro dell’Ortica: “Da quaggiù si vede il cielo”, scritto, diretto e interpretato da Ilaria Piaggesi, pensato per bambine e bambini dai 5 ai 12 anni.
Qui la domanda è diversa: come si racconta ai più piccoli una storia che nasce dalla guerra senza spaventarli e senza banalizzare? La scelta è quella di una narrazione su due piani, intrecciati con delicatezza. La protagonista è un’adolescente che deve fare un compito di storia e vorrebbe evitarlo. Ma la resistenza dura poco: basta aprire vecchi articoli di giornale perché la curiosità faccia saltare il tappo. Da lì, la ragazza viene “trasportata” dentro un’altra storia: quella di un gruppo di bambini in fuga da un paese devastato, in cammino verso qualcosa che assomigli alla salvezza.
Piaggesi lo dice chiaramente: il cuore dello spettacolo è una storia vera, realmente vissuta. E il punto non è solo ricordare. È mostrare come, anche in un mondo brutalizzato dalla violenza degli adulti, i bambini riescano a organizzarsi, a sostenersi, a farsi forza. La memoria, in questa prospettiva, non è un archivio polveroso: è un modo per cambiare lo sguardo e immaginare un domani diverso, fondato su pace e solidarietà.
Anche la scelta scenica va in quella direzione: niente sovrastrutture invadenti. Si punta sulla pulizia, sulla parola e sull’immaginario degli spettatori, perché i più piccoli possano “vedere” con la testa e con il cuore, costruendo da soli i luoghi e le figure del racconto.
Due spettacoli, una stessa domanda: cosa resta quando cadono le maschere
Messi uno accanto all’altro, “Cocaina” e “Da quaggiù si vede il cielo” sembrano opposti: uno scuro, claustrofobico, adulto; l’altro delicato, pensato per famiglie. Ma il filo è lo stesso: quando il mondo ti costringe a fermarti – in uno scantinato, o davanti a una pagina di giornale – non puoi più scappare. Devi scegliere cosa farne di quello che scopri. E da lì ripartire.
Info essenziali
- Teatro dell’Ortica (Genova)
- Sabato 24 gennaio, ore 18.30: “Cocaina” (Teatro Il Sipario Strappato)
- Domenica 25 gennaio, ore 16.30: “Da quaggiù si vede il cielo” (debutto, famiglie 5–12 anni)
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