Il “cuore” del welfare di strada si allarga: al Massoero arrivano alloggi per donne e mamme con bambini e 6 appartamenti Housing First

L’assessora Lodi visita l’Ufficio Cittadini Senza Territorio in via del Molo e la Stazione di Posta Massoero: confermati i servizi già attivi (mensa, lavanderia, laboratorio multimediale, prima accoglienza) e presentato il cronoprogramma di potenziamento. In arrivo posti per donne e madri con bambini e, al quarto piano, 6 appartamenti per Housing First. Verifiche in corso per ospitare anche il pronto intervento sociale

Genova prova a rafforzare la risposta alla marginalità estrema con un doppio intervento: consolidare il lavoro quotidiano di chi prende in carico le fragilità più complesse e, allo stesso tempo, ampliare gli spazi e i servizi perché l’accoglienza non resti un “parcheggio”, ma diventi percorso verso l’autonomia. È il senso della visita che l’assessora al Welfare Cristina Lodi ha effettuato nei giorni scorsi prima all’Ufficio Cittadini Senza Territorio in via del Molo 13A, poi alla storica struttura del Massoero, per fare il punto sui servizi già operativi e sul cronoprogramma di potenziamento della Stazione di Posta.

Via del Molo: l’ufficio che incrocia tutte le fragilità
L’Ufficio Cittadini Senza Territorio viene descritto come il “cuore” della Direzione Fragilità e Vulnerabilità Sociale del Comune, perché intercetta e gestisce situazioni molto diverse tra loro: dai minori stranieri non accompagnati alle vittime di tratta, dai nuclei richiedenti asilo inseriti nel sistema di accoglienza e integrazione fino agli adulti in grave marginalità e senza dimora.
L’organizzazione è strutturata in cinque aree di competenza (Minori, Adulti, Vittime di tratta, sistema di accoglienza e integrazione, Tutela Minori) e lavora non solo sulla parte documentale e burocratica, ma su percorsi di inclusione sociale e lavorativa. È un lavoro che si appoggia a una rete di invianti ampia: ospedali, forze dell’ordine, amministratori di sostegno e terzo settore, in coordinamento con il Segretariato Sociale.

Massoero: dai servizi di base agli alloggi, per non fermarsi all’emergenza
La seconda tappa della visita è stata la Stazione di Posta – Asilo Notturno Massoero, dove l’assessora ha visto da vicino i servizi già operativi: mensa, lavanderia, laboratorio multimediale e prima accoglienza. Ma il passaggio più importante riguarda i cantieri in fase di ultimazione e ciò che arriverà nei prossimi mesi: un ampliamento che punta a coprire bisogni finora difficili da gestire con spazi dedicati.
Il cronoprogramma presentato prevede, in particolare:
- terzo piano: posti per l’accoglienza di donne singole e madri con bambini, oltre ad attività laboratoriali;
- quarto piano: realizzazione di 6 appartamenti destinati all’Housing First e attività diurne;
- quinto piano: verifiche in corso per l’inserimento del pronto intervento sociale.
La scelta dell’Housing First è un segnale preciso: non solo dormitori, ma alloggi e progettualità che permettano un passaggio reale dall’emergenza alla stabilità.
Lodi: “non solo assistenza, ma autonomia”
L’assessora sintetizza la linea con una frase chiara: il sistema deve puntare all’autonomia della persona. Nella sua valutazione, si tratta di ambiti delicatissimi – minori stranieri e vittime di tratta in primis – che richiedono specializzazione e visione complessiva. Lodi ringrazia gli operatori, definendoli il “motore” del welfare, e promette attenzione costante e dialogo con Regione, autorità giudiziaria e terzo settore per coordinare risorse e rispondere a bisogni che cambiano rapidamente.
Orari e contatti: quando e come accedere ai servizi
L’Ufficio Cittadini Senza Territorio è in via del Molo 13A ed è aperto:
- lunedì, mercoledì e venerdì 9–11
- giovedì 14–16
I colloqui di segretariato (su appuntamento) si tengono:
- martedì 9–12
- giovedì 14–17
Contatti:
Lo “Sportello Asilo” (Centro per l’interazione e le diversità culturali) è aperto dal lunedì al giovedì 9–16.
In sintesi, via del Molo e Massoero diventano due snodi della stessa strategia: presa in carico delle fragilità e potenziamento strutturale dell’accoglienza, con un obiettivo dichiarato che prova a spostare il baricentro: non solo proteggere nell’immediato, ma costruire percorsi che permettano davvero di tornare a vivere con dignità e stabilità.
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