“Dai diamanti non nasce niente”: al Marsano tornano i maturi del ’75, 50 anni dopo la prima leva di agrotecnici

A Sant’Ilario festa per i 50 anni dai primi diplomi di maturità dell’Istituto agrario Bernardo Marsano: ex allievi e studenti insieme per un confronto tra radici e futuro. Presente l’assessora Coppola, che rilancia il ruolo della scuola nella progettazione del verde urbano e nel legame con il territorio: «Serve competenza tecnica e scientifica, vogliamo rafforzare la collaborazione con il Comune»

Mezzo secolo dopo, quei ragazzi sono tornati dove tutto era cominciato: tra i banchi, le vigne e i terreni della sede storica di Sant’Ilario. L’Istituto agrario Bernardo Marsano ha celebrato ieri i 50 anni dai primi diplomi di maturità, quelli del 1975, quando il “primo contingente” di agrotecnici segnò la svolta verso il percorso quinquennale. Il titolo scelto per la giornata – “Dai diamanti non nasce niente” – ha dato il tono a un evento che non è stato solo nostalgia, ma anche un tentativo di rimettere a fuoco il valore concreto della cultura agraria in una città che parla sempre più spesso di verde, clima e rigenerazione urbana.

Il Marsano, fondato oltre 140 anni fa, non è soltanto una scuola: per molti è un pezzo di identità del territorio. Oggi conta cinque sedi e circa 650 studenti, e continua a essere un punto di riferimento per chi studia agricoltura, ambiente e paesaggio. Proprio per questo la cerimonia non si è limitata alla foto di gruppo e alla stretta di mano: gli ex studenti del ’75 hanno incontrato e dialogato con gli studenti di oggi, in un confronto che ha messo insieme due epoche lontanissime, dal mondo del fax a quello dell’intelligenza artificiale, ma con una convinzione comune: senza radicamento alla terra, il futuro rischia di restare un’idea senza fondamenta.

Il tema più sentito: tutelare l’azienda agraria di Sant’Ilario
Al centro della giornata è emersa anche una preoccupazione precisa: la necessità di tutelare l’azienda agraria di Sant’Ilario, considerata non solo un patrimonio paesaggistico, ma un pezzo essenziale del valore formativo dell’istituto. Il messaggio, tra le righe, è semplice: una scuola agraria senza terra è più povera, e una città che perde questi presìdi perde anche competenze e opportunità.
Coppola: “Il Marsano è un serbatoio di competenze per il verde urbano”
All’evento ha partecipato anche l’assessora comunale all’Urbanistica e al Verde urbano Francesca Coppola, che ha preso parte alla consegna simbolica dei diplomi e ha legato la celebrazione a un tema molto attuale per Genova: la progettazione del verde urbano.
“È stato per me un onore partecipare a questa consegna dei diplomi che unisce la storia di questa eccellenza genovese al suo presente”, ha dichiarato Coppola, definendo il Marsano “un serbatoio di competenze fondamentale per la nostra città”. E ha aggiunto che oggi la progettazione del verde non può essere affidata all’improvvisazione: “Richiede una visione tecnica e scientifica a cui questo Istituto può e deve dare un contributo determinante”.
Da qui l’intenzione politica: consolidare le relazioni tra Comune e scuola e rilanciare un lavoro “sinergico” per innovare il settore, puntando su modelli di sviluppo basati su competenze d’eccellenza. “Il rilancio di Genova passa anche dalla capacità di integrare natura e urbanistica”, ha detto, indicando nei giovani che si formano al Marsano i professionisti di cui la città avrà bisogno.
Un anniversario come “trampolino”
La giornata si è chiusa con un auspicio chiaro: trasformare il traguardo dei cinquant’anni non in una celebrazione fine a se stessa, ma in un trampolino per nuove collaborazioni. Perché se “dai diamanti non nasce niente”, come dice il titolo scelto, allora è dalla terra, dal lavoro e dalla cultura materiale che può germogliare un futuro più concreto anche per una città complessa come Genova.
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