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«Più scuola, più ore, più sezioni»: Genova scrive a Valditara sui minori stranieri non accompagnati e i Centri provinciali per l’istruzione per gli adulti

Le assessore Bruzzone e Lodi hanno scritto al ministro Valditara chiedendo di rafforzare l’offerta formativa per i minori stranieri non accompagnati, con un focus sui Centri Provinciali per l’Istruzione per gli Adulti. Il Comune chiede risorse strutturali, più personale, innovazione didattica e digitalizzazione: «Così com’è non basta, servono più ore e più sezioni diffuse sul territorio»

Genova chiede al governo un cambio di passo sull’istruzione per i minori stranieri non accompagnati e punta il dito su un nodo che, in città, sta diventando sempre più urgente: i Centri Provinciali per l’Istruzione per gli Adulti, considerati una leva decisiva soprattutto per i ragazzi che hanno più di 16 anni e si avvicinano alla maggiore età. Le assessore comunali ai Servizi educativi Rita Bruzzone e al Welfare Cristina Lodi hanno inviato una lettera al ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara per chiedere il potenziamento dell’offerta formativa dedicata a questi giovani, indicando come priorità l’aumento di risorse e di ore effettive di scuola.

Il ragionamento delle assessore parte da un dato di realtà: il sistema scolastico cittadino, insieme al terzo settore e al volontariato, da anni sostiene un lavoro definito “immenso e preziosissimo”. Ma, sostengono Bruzzone e Lodi, questo sforzo non basta più per garantire un accesso adeguato a strumenti culturali e professionali che permettano una piena partecipazione sociale e civile. In una società che cambia rapidamente sotto il profilo economico, tecnologico e demografico, dicono, l’investimento educativo su questi ragazzi non è solo inclusione: è anche coesione sociale e occupabilità.

Il punto più concreto della richiesta è l’orario. Secondo le assessore, non è sufficiente che i ragazzi possano frequentare solo poche ore alla settimana: l’obiettivo dovrebbe essere consentire una frequenza quotidiana dei Centri e dei corsi previsti, con un’offerta più stabile e capillare. Da qui l’appello al ministro: valutare un incremento delle risorse destinate ai Centri Provinciali per l’Istruzione per gli Adulti, sia in termini di finanziamenti strutturali sia di personale docente e amministrativo.

Non solo: nella lettera viene chiesto anche un sostegno più forte per l’innovazione didattica, la digitalizzazione e il rafforzamento delle reti territoriali con enti locali e terzo settore, perché l’integrazione passa anche dalla capacità di costruire percorsi più moderni e aderenti alle competenze richieste oggi. E torna un altro punto chiave: servono “più ore di frequenza scolastica” e “più sezioni dedicate diffuse nel territorio”, per evitare che l’accesso alla formazione resti limitato o concentrato.

La chiusura del messaggio è un’affermazione politica netta: investire nei Centri Provinciali per l’Istruzione per gli Adulti, secondo Bruzzone e Lodi, significa investire nella dignità delle persone, ridurre le disuguaglianze e rafforzare lo sviluppo culturale ed economico del Paese. In altre parole: non è una spesa “di assistenza”, ma una scelta strutturale che decide quanto una comunità riesce davvero a includere e a costruire futuro.


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