Genova in vetrina mondiale al simposio sul tumore al seno: San Martino fa scuola

Al San Antonio Breast Cancer Symposium, il congresso di riferimento mondiale sul carcinoma mammario, la Clinica di Oncologia Medica del policlinico ha presentato due studi nelle sessioni plenarie: uno su una terapia ormonale che riduce il rischio di recidiva in alcune forme iniziali, l’altro sulla preservazione della fertilità durante le cure

Genova sale sul palco più prestigioso della ricerca internazionale sul tumore al seno. Al San Antonio Breast Cancer Symposium, appuntamento considerato il più importante al mondo dedicato al carcinoma mammario, la Clinica di Oncologia Medica dell’Ospedale Policlinico San Martino, diretta dalla professoressa Lucia Del Mastro, è stata indicata come l’unica realtà italiana ad aver portato due studi scientifici nelle sessioni plenarie, gli spazi più ambiti del congresso, riservati ai lavori ritenuti potenzialmente capaci di influenzare in modo concreto la pratica clinica.

Il congresso, che si svolge ogni anno a San Antonio negli Stati Uniti, ha riunito oltre 20.000 specialisti da tutto il mondo: oncologi, chirurghi, radioterapisti, patologi e radiologi impegnati nella cura di una patologia che resta la neoplasia più frequente nelle donne e continua ad avere un peso rilevante anche in Italia.

A presentare i due lavori è stato il professor Matteo Lambertini, oncologo della Clinica di Oncologia Medica del San Martino, chiamato a illustrare risultati che toccano due aspetti centrali delle cure: da un lato ridurre il rischio di ricomparsa della malattia, dall’altro proteggere la qualità di vita e le prospettive future delle pazienti, soprattutto più giovani.
Terapia ormonale: meno rischio di recidiva in alcune forme iniziali
Il primo studio, secondo quanto comunicato, mostra come una specifica terapia ormonale possa ridurre in modo più efficace il rischio di recidiva in alcune forme di tumore al seno in fase iniziale. Un dato che, se confermato e recepito nei percorsi di cura, potrebbe tradursi in un miglioramento delle prospettive per molte pazienti, in un ambito in cui l’obiettivo è aumentare la protezione nel tempo dopo i trattamenti iniziali.
Nel linguaggio dei reparti, significa una cosa semplice: non solo curare “qui e ora”, ma ridurre il più possibile la probabilità che la malattia torni a farsi vedere negli anni successivi.
Fertilità: proteggere la funzione ovarica durante le cure
Il secondo lavoro affronta invece un tema particolarmente sensibile per le donne più giovani: la preservazione della fertilità. Lo studio, descritto come interamente italiano e coordinato dal Policlinico San Martino, conferma che è possibile proteggere la funzione ovarica durante le terapie oncologiche, riducendo il rischio di menopausa precoce e mantenendo aperta la possibilità di una gravidanza una volta concluso il percorso di cura.
È un fronte che negli ultimi anni ha assunto un’importanza crescente: perché per molte pazienti il “dopo” non riguarda solo la guarigione, ma anche il ritorno a una vita piena, con scelte e progetti che la diagnosi non dovrebbe cancellare.
Un riconoscimento che pesa: Genova tra i centri di riferimento
La doppia presenza nelle sessioni plenarie viene letta come un riconoscimento internazionale del ruolo del San Martino nella cura del carcinoma mammario e nella ricerca oncologica. Un risultato che, oltre alla dimensione scientifica, rafforza il posizionamento di Genova come polo capace di unire assistenza clinica e produzione di evidenze utili a orientare le cure.
In un congresso dove pochi minuti di presentazione possono anticipare cambiamenti nelle strategie terapeutiche, portare due studi “da plenaria” significa entrare nel cuore del dibattito mondiale. E farlo con un centro pubblico, con professionisti che lavorano quotidianamente accanto alle pazienti, dà la misura di quanto la ricerca possa nascere anche dalla pratica clinica di ogni giorno.
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