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Barriere antirumore sulle autostrade urbane: 28,7 km fatti, ma i nodi più difficili arrivano adesso

Il Comune di Genova ha riunito l’Osservatorio ambiente salute con Autostrade per l’Italia e gli enti tecnici: completata la prima grande tranche di lavori, restano i tratti più complessi tra A10 e A7. Le assessore Pericu e Lodi: “Dati incoraggianti, ma la salute dei cittadini viene prima: non abbassiamo la guardia”. Fine interventi tra 2026 e 2027

Non è solo una questione di rumore. È un tema di quotidianità, di sonno, di stress, di qualità della vita. Ed è, soprattutto, una questione di salute pubblica: quando si vive a ridosso dei viadotti e delle carreggiate urbane, il frastuono costante non resta fuori dalla porta di casa. È da questa consapevolezza che oggi pomeriggio a Genova si è riunito l’Osservatorio ambiente salute, convocato per fare il punto sullo stato delle barriere fonoassorbenti lungo i tratti urbani attraversati dalle autostrade.

Al tavolo, insieme alle associazioni dei cittadini, hanno partecipato i rappresentanti di Autostrade per l’Italia, dell’Azienda sanitaria locale 3, dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente ligure, dell’Università degli Studi di Genova e i presidenti dei municipi Bassa Valbisagno e Centro Ovest. Presenti anche le assessore comunali all’Ambiente Silvia Pericu e al Welfare Cristina Lodi, che hanno voluto legare l’aggiornamento tecnico a un messaggio politico: la partita non è chiusa finché i quartieri non tornano a respirare (e a dormire) come meritano.

“Cambio di passo” e priorità salute: il messaggio del Comune

Le assessore hanno sottolineato l’obiettivo della convocazione: mettere in fila responsabilità e tempi, tenendo insieme più istituzioni per affrontare un disagio che, a loro avviso, è rimasto per troppo tempo sullo sfondo. E hanno insistito su un punto: non si tratta soltanto di un fastidio “psicologico”, perché l’esposizione prolungata al rumore incide sulla salute e non può essere trattata come un tema secondario.

Nel loro intervento hanno parlato di un’accelerazione dei lavori e di scadenze che vanno tra fine 2026 e fine 2027, rivendicando un cambio di passo e, allo stesso tempo, la necessità di non allentare la pressione: “Con la convocazione di questo Osservatorio vogliamo segnare un deciso cambio di passo rispetto al passato e cercare di farci tramite tra diverse istituzioni per porre rimedio a un disagio che da ormai troppi anni ricade su una porzione importante della nostra cittadinanza”. E ancora: “Sebbene lo stato dell’arte sui pannelli fonoassorbenti sia incoraggiante, continuiamo a sostenere che sia fondamentale non abbassare la guardia e portare avanti tavoli interistituzionali per verificare la qualità dell’aria nei quartieri interessati”.

Un altro dettaglio operativo: il rapporto presentato e il verbale dell’incontro, viene spiegato, saranno pubblicati a breve nella sezione Ambiente del sito del Comune.

I numeri della partita: piano da 30,4 km, prima fase già completata

Dal punto tecnico emerge un dato che, per chi vive vicino alle autostrade, suona come una svolta attesa da anni: il piano di risanamento sulle tratte di competenza di Autostrade per l’Italia prevede interventi strutturali per 30,4 chilometri. Di questi, la prima fase — la più corposa — risulta già completata per 28,7 chilometri.

Detto così sembra “quasi finita”. In realtà la parte che resta, 1,7 chilometri, è anche quella più delicata: si concentra in due maxi lotti dove la conformazione della strada e le condizioni di sicurezza rendono ogni intervento più complicato, più lento e più impattante sul traffico.

Dove si lavora ancora: A10 a Pra’ Palmaro e A7 tra Garbo e Rivarolo

I cantieri residui si distribuiscono tra due punti chiave della rete:

  • Autostrada A10, area di Pra’ Palmaro: è in corso la sostituzione delle barriere integrate esistenti sul viadotto Palmaro. Parallelamente, è in progettazione la realizzazione di ulteriori barriere antirumore a monte e a valle del viadotto e anche sulla carreggiata sottostante. In sostanza: non solo sostituzione, ma anche potenziamento delle protezioni nei punti più esposti.
  • Autostrada A7, carreggiata Nord: è stato completato il progetto esecutivo del cosiddetto “Macrointervento 10” per installare circa 600 metri di nuove barriere antirumore nella zona compresa tra Garbo e Rivarolo.

L’ostacolo che rallenta tutto: due corsie e niente corsia di emergenza

C’è poi il tema che torna spesso quando si parla di lavori in autostrada dentro la città: diversi tratti sono configurati con due corsie di marcia senza corsia di emergenza. In questi casi la cantierizzazione tradizionale può diventare un problema enorme per la viabilità, perché ridurre lo spazio significa aumentare rischio e congestione.

Per questo, viene spiegato, sono in corso approfondimenti per individuare una protezione di cantiere dinamica che consenta di lavorare solo di notte, restituendo al traffico entrambe le corsie durante il giorno. È una soluzione che prova a tenere insieme sicurezza e tempi, limitando l’impatto sulle code che, di giorno, si ripercuotono su tutta la città.

Non solo nuove barriere: il capitolo “riqualifica” e la strategia dei ripristini

Oltre al piano strutturale, c’è un secondo filone di interventi: la riqualifica delle barriere integrate su 14,6 chilometri di rete. Su 11,7 chilometri gli interventi risultano già conclusi o in fase di ultimazione.

Il contesto è importante: nel 2020 Autostrade per l’Italia, in accordo con il Ministero dei Trasporti, ha avviato un piano di sostituzione dei dispositivi integrati per adeguarne le prestazioni alle norme tecniche più recenti. Prima dell’avvio, c’era stato lo smontaggio cautelativo delle pannellature fonoassorbenti: una scelta che ha pesato sul territorio e ha alimentato, nel tempo, la richiesta di accelerare i ripristini.

Da qui il cambio di strategia introdotto nel 2023: approfondimenti tecnici hanno portato a una procedura, asseverata dal Politecnico di Torino e dall’Università di Pavia, per valutare dove fosse possibile installare nuove pannellature sui dispositivi esistenti. Sono i cosiddetti “ripristini”, pensati per essere più rapidi della sostituzione completa della barriera. Tra i vantaggi indicati: cantieri solo notturni, tempi molto più veloci, minore impatto acustico durante le lavorazioni e possibilità di intervenire anche sui tratti a due corsie.

A che punto siamo: 11,7 km completati o in chiusura, 2,9 km ancora da definire

Il bilancio aggiornato degli interventi sulle barriere integrate indica:

  • 3 chilometri di sostituzioni già terminati
  • 3,9 chilometri di ripristini già terminati
  • 0,9 chilometri di sostituzioni in corso
  • 3,9 chilometri di ripristini in corso

In totale, dunque, 11,7 chilometri risultano completati o vicini alla conclusione sui 14,6 previsti. Per i 2,9 chilometri rimanenti sono in corso verifiche tecniche per decidere, tratto per tratto, se procedere con una sostituzione completa o con un ripristino.

Il traguardo 2026–2027 e la promessa: “Avanti, ma con controlli”

L’orizzonte dichiarato resta quello già messo sul tavolo: fine lavori tra 2026 e 2027. Ma la chiave, per il Comune, non è solo spuntare una scadenza. È mantenere aperto il confronto con i cittadini e far procedere in parallelo i tavoli tecnici: barriere antirumore, sì, ma anche attenzione costante ai quartieri che da anni vivono sotto il peso di traffico, rumore e timori per la salute.

In altre parole: la prima grande tranche è alle spalle, adesso si misura la credibilità del “cambio di passo” sui tratti più complessi. Quelli dove ogni notte di lavoro in più — e ogni metro di barriera posata — può fare la differenza per migliaia di residenti.


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