Auto e mezzi agricoli dati alle fiamme con molotov a Torriglia: scattano le misure per due indagati, lui già in carcere

Un incendio notturno ha distrutto due auto e una macchina agricola e ha danneggiato anche la struttura e l’abitazione vicina: per i carabinieri sarebbe stata una vendetta legata alla fine di una relazione. La donna avrebbe dovuto “coprire” l’uomo con un alibi

I carabinieri della Compagnia di Chiavari hanno eseguito una misura cautelare disposta dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Genova, su richiesta della Procura, nei confronti di un 54enne e di una 55enne indiziati di incendio aggravato e porto illegale di bottiglie incendiarie “molotov”, che la normativa italiana inquadra tra le armi da guerra.

L’incendio nella notte: danni anche alla casa
I fatti risalgono alla notte tra il 25 e il 26 gennaio 2025, quando carabinieri e vigili del fuoco intervennero a Torriglia per un rogo che aveva coinvolto due autovetture e una macchina agricola. Secondo la ricostruzione, per appiccare l’incendio sarebbero state usate molotov.
Le fiamme, una volta divampate, non si sarebbero limitate ai veicoli: avrebbero danneggiato anche la struttura che li ospitava e persino l’abitazione dove una coppia stava dormendo, aumentando il livello di pericolo dell’episodio.

Il movente ipotizzato: vendetta e minacce precedenti
Fin dall’inizio le indagini si sono concentrate anche sul possibile movente. Gli investigatori hanno ricostruito che la donna destinataria dell’atto intimidatorio, in passato, avrebbe già subito maltrattamenti da parte dell’ex partner e sarebbe stata anche minacciata con frasi che richiamavano l’idea di darle fuoco.
Intercettazioni e verifiche: il ruolo dei due indagati
L’attività investigativa – fatta di intercettazioni, analisi dei tabulati telefonici e perquisizioni personali e locali – ha portato, secondo quanto comunicato, a raccogliere elementi in base ai quali il 54enne avrebbe organizzato l’incendio come ritorsione per la fine della relazione. La 55enne avrebbe avuto un ruolo di supporto: lo avrebbe accompagnato sul posto e avrebbe dovuto aiutarlo a “coprirsi”, fornendogli un alibi.
Le misure: carcere per lui, obbligo di firma per lei
Al 54enne, che risulta già detenuto nella casa circondariale di Vicenza per i maltrattamenti emersi nel corso dell’inchiesta, è stata notificata un’ulteriore misura cautelare in carcere. La 55enne, invece, è stata sottoposta all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.
L’inchiesta, ora, prosegue sul fronte giudiziario per definire responsabilità e quadro complessivo di un episodio che, oltre ai danni materiali, ha messo in pericolo anche chi dormiva nell’abitazione vicina.
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