Sanità 

“Piccoli eroi” a lezione di primo soccorso: la Croce Rossa entra alla scuola dell’infanzia e insegna ai bimbi come affrontare l’emergenza

La CRI di Genova ha incontrato una classe di bambini di 5 anni della scuola dell’infanzia San Luigi, con un’attività giocata ma concreta: come funziona il corpo, come si chiama il 112, come capire se una persona è incosciente e se respira. In primavera sono previsti nuovi appuntamenti con visita all’ambulanza e strumenti di soccorso

Non è mai troppo presto per imparare a chiedere aiuto nel modo giusto. Con questa idea, la Croce Rossa Italiana – Comitato di Genova è entrata in una scuola dell’infanzia e ha trasformato una mattinata di lezione in un piccolo laboratorio di cittadinanza attiva: bambini di 5 anni hanno scoperto, attraverso il gioco, cosa fare quando qualcuno sta male e serve un soccorso.

L’incontro si è svolto alla Scuola dell’Infanzia San Luigi, in Salita di Carbonara, che ha invitato i volontari per un’attività pensata su misura per i più piccoli. Il percorso è stato costruito in modo semplice, ma con contenuti chiari: come funziona il corpo umano, come chiamare il numero unico di emergenza 112, e soprattutto come fare le prime valutazioni di base — capire se una persona che non risponde è incosciente e se respira.

Dal Comitato raccontano che a colpire, ogni volta, è la risposta dei bambini: energia, attenzione, e una consapevolezza sorprendente per l’età. L’esperienza non si ferma qui: in primavera è previsto un nuovo appuntamento con gli stessi alunni, durante il quale verranno mostrati gli strumenti del soccorso e anche un’ambulanza normalmente impiegata nei servizi di emergenza, per rendere ancora più concreto ciò che oggi è stato spiegato in forma di gioco.

Il progetto si inserisce in un lavoro più ampio di educazione alla sicurezza: il Comitato organizza attività ludico-addestrative anche per bambini tra 8 e 13 anni, mentre dai 14 anni in su chi vuole diventare volontario può informarsi sui corsi gratuiti attivati sul territorio.

Il messaggio finale è quello che riassume l’iniziativa: insegnare presto non significa caricare i bambini di responsabilità “da grandi”, ma dare loro strumenti semplici per non farsi prendere dal panico e per fare la cosa più importante: chiedere aiuto in modo corretto. Piccoli gesti che, un giorno, possono fare una grande differenza.


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