Stop alle “candeline” nei locali: Arenzano dice basta alle fiamme libere e diventa la prima in Liguria

Con un’ordinanza del sindaco Francesco Silvestrini, Arenzano vieta l’uso di fiamme libere e articoli pirotecnici dentro bar, ristoranti e locali. L’obiettivo è ridurre il rischio incendi dopo la tragedia di Crans-Montana. Previste multe da 25 a 500 euro e possibile sospensione temporanea dell’attività

Arenzano alza il livello di guardia sulla sicurezza nei locali e introduce un divieto che, in Liguria, non ha precedenti: niente “candeline” pirotecniche, niente fiamme libere e niente articoli pirotecnici all’interno di bar, ristoranti e locali pubblici. La decisione è contenuta in un’ordinanza firmata dal sindaco Francesco Silvestrini, con un obiettivo dichiarato: prevenire situazioni di rischio incendio e tutelare persone e patrimonio, pubblico e privato.

Il provvedimento nasce anche sull’onda emotiva e preventiva dopo la tragedia di Crans-Montana, in Svizzera, dove durante la notte di Capodanno un incendio in un locale ha provocato decine di vittime, tra cui un ragazzo genovese di 16 anni, Emanuele Galeppini. Secondo le prime ricostruzioni, l’innesco sarebbe stato collegato alle scintille delle candele pirotecniche portate ai tavoli con le bottiglie, in un ambiente sotterraneo con soffitto in legno e materiali fonoassorbenti: una combinazione che avrebbe favorito la propagazione delle fiamme.

Con l’ordinanza, Arenzano sceglie una linea netta: il divieto vale per tutti i pubblici esercizi e locali pubblici del territorio comunale, quindi non solo i locali della movida ma anche ristoranti e bar in generale. Un messaggio chiaro anche per chi utilizza questi effetti per feste, compleanni e brindisi: il Comune ritiene che la spettacolarizzazione con fiamme e scintille non valga il rischio, soprattutto in ambienti chiusi e affollati.
Non si tratta però di un “tutto vietato” senza eccezioni. Nel testo viene specificato che restano esclusi dal divieto impianti e attrezzature stabilmente installati, purché regolarmente autorizzati e conformi alle norme di sicurezza e prevenzione incendi. In sostanza, ciò che è fisso, certificato e a norma non rientra nel blocco; ciò che è occasionale e “portato ai tavoli” con fiamme libere o effetti pirotecnici sì.
Sul fronte delle conseguenze, l’ordinanza prevede sanzioni per chi non rispetta le regole: multe da 25 a 500 euro e, nei casi previsti, la sospensione temporanea dell’attività. Un doppio binario che punta a scoraggiare le violazioni non solo con la penalità economica, ma anche con il rischio di fermo del locale.
La scelta di Arenzano segna un precedente in Liguria e potrebbe fare scuola: vietare preventivamente l’uso di fiamme e pirotecnici nei locali significa puntare sulla prevenzione pura, tagliando sul nascere una delle cause più imprevedibili e pericolose degli incendi in ambienti affollati. E, dopo quanto accaduto oltre confine, il messaggio del Comune sembra essere uno solo: meglio rinunciare a un effetto scenico che correre il minimo rischio di rivivere un incubo.
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