Sanità in Valpolcevera, scontro in Regione: «Giunta confusa e silenzio su via Bonghi. Rischio tagli con la nuova Casa di Comunità»

Federico Romeo (PD) attacca la Giunta regionale sulla riorganizzazione dei servizi sanitari in Valpolcevera: dopo un’interrogazione in aula, denuncia risposte giudicate evasive sul futuro dei locali ASL 3 di via Bonghi a Bolzaneto. Per il consigliere il timore è che l’apertura della nuova Casa di Comunità Valpolcevera-Vallescrivia porti a un depotenziamento dei servizi già presenti, penalizzando soprattutto i cittadini più fragili

La sanità territoriale in Valpolcevera torna al centro del dibattito politico, e lo fa con toni duri. Il consigliere regionale del Partito Democratico Federico Romeo punta il dito contro la Giunta, accusandola di non avere una strategia chiara sulla riorganizzazione dell’offerta sanitaria e, soprattutto, di non aver dato risposte concrete su un nodo che riguarda direttamente migliaia di cittadini: il futuro dei locali ASL 3 di via Bonghi, a Bolzaneto, in vista dell’apertura della nuova Casa di Comunità della Valpolcevera e della Vallescrivia.

Secondo Romeo, la questione non è ideologica e nemmeno un braccio di ferro tra strutture, ma un punto pratico e urgente: capire fin da ora come verranno integrati i servizi tra la nuova Casa di Comunità e il presidio già esistente in via Bonghi. “A una domanda precisa”, sostiene, la risposta dell’assessore competente si sarebbe limitata a un “giro di parole” senza chiarire quale sarà il piano operativo per il territorio. Ed è qui che, per il PD, si apre il problema: senza un quadro definito, l’inaugurazione di una nuova struttura potrebbe trasformarsi — nei fatti — in una riorganizzazione al ribasso.

Il timore espresso è netto: che l’apertura della Casa di Comunità non rappresenti un vero potenziamento dell’assistenza territoriale, ma finisca per tradursi in un depotenziamento dei servizi già attivi, con l’eventuale riduzione o persino chiusura del presidio di via Bonghi. Uno scenario che, secondo Romeo, avrebbe un impatto diretto sull’accessibilità alle cure nel centro di Bolzaneto, con conseguenze più pesanti per le fasce fragili: anziani, persone con difficoltà di spostamento, pazienti cronici e chi ha bisogno di continuità assistenziale e risposte rapide vicino a casa.
Nel ragionamento del consigliere dem, via Bonghi non è un semplice “doppione” da eliminare, ma un punto di prossimità che oggi garantirebbe un ruolo fondamentale in termini di continuità assistenziale e presidio territoriale. Proprio per questo, insiste, la nuova Casa di Comunità dovrebbe essere un’aggiunta che rafforza la rete, non una sostituzione mascherata da innovazione. Il punto politico, allora, diventa anche un punto di metodo: Romeo chiede garanzie e indicazioni concrete sull’assetto futuro dei servizi, perché l’incertezza — sostiene — crea un rischio reale di arretramento per un’area già alle prese con bisogni sanitari crescenti.
La polemica arriva dopo la risposta in aula all’interrogazione presentata dal consigliere sul destino dei locali ASL 3 di via Bonghi. Una risposta che Romeo giudica insufficiente e che, a suo dire, non chiarisce se il presidio resterà operativo e con quali funzioni una volta avviata la nuova Casa di Comunità. In altre parole: non “se” si riorganizza, ma come e soprattutto a vantaggio di chi.
Ora la palla torna alla Regione, chiamata a sciogliere il nodo che Romeo pone con forza: la Valpolcevera avrà davvero più servizi, più accesso e più prossimità, oppure la nuova struttura rischia di diventare il pretesto per spostare (o ridurre) ciò che oggi esiste già? In assenza di un chiarimento ufficiale, il dibattito è destinato ad allargarsi. E per i cittadini, la domanda resta semplice: via Bonghi che fine farà?
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