Palme giù entro la settimana e 1 milione in più per gli alberi: parte la task force Comune–Aster che cambia (davvero) le regole del verde a Genova

Nuovo piano per il verde pubblico: task force operativa Comune–Aster, protocollo unico per decidere priorità e controlli, e +1 milione di euro subito per monitoraggio, messa in sicurezza e reimpianti. Nel 2025 già 2.226 controlli di stabilità; mappati circa 3.000 alberi. Entro questa settimana previsti 16 abbattimenti di palme compromesse tra Porto Antico e Pegli (altre 10 in valutazione). Entro fine gennaio controlli completati anche lungo corso Italia e a Nervi

Genova cambia marcia sulla gestione del verde pubblico e lo fa con tre parole chiave: protocollo, task force, risorse. La sindaca Silvia Salis, insieme all’assessora al Verde Francesca Coppola e alla direttrice generale di Aster Francesca Aleo, ha presentato una nuova pianificazione che punta a superare la logica dell’intervento “solo quando scoppia l’emergenza” e a impostare una gestione più stabile, misurabile e soprattutto preventiva del patrimonio arboreo cittadino.

Il primo atto concreto è già sul calendario: entro questa settimana è previsto l’abbattimento di 16 palme compromesse tra Porto Antico e Pegli, sulla base delle perizie di stabilità già effettuate. E non è finita: altre 10 palme risultano al momento in corso di valutazione. Una decisione che arriva in un contesto di criticità note e monitorate, perché le palme — circa 1.000 sul territorio comunale — sono tra le specie più esposte ad attacchi parassitari come punteruolo rosso e Paysandisia, che ne indeboliscono progressivamente la stabilità.

Un milione in più subito: “basta rincorrere le emergenze”
Il cambio di passo passa anche dai soldi. L’amministrazione annuncia uno stanziamento iniziale di 1 milione di euro dedicato al rinnovamento delle alberature in condizioni critiche, inserito in una dotazione complessiva di 6,060 milioni di euro in parte corrente. La cifra viene presentata come un incremento importante rispetto a gennaio 2025: +50% di risorse destinate al verde pubblico. Non solo: viene ribadito che il milione aggiunto in corso d’anno dalla precedente amministrazione viene mantenuto in modo strutturale, e se ne aggiunge un altro proprio per accelerare monitoraggi, sicurezza e sostituzioni.
Salis lega l’operazione a un’idea precisa di città: la cura del verde non è soltanto sicurezza, ma anche qualità della vita e salute urbana, soprattutto in una realtà con un’età media molto alta e con estati sempre più calde. L’obiettivo dichiarato è triplice: potenziare il monitoraggio delle piante a rischio, sostituire rapidamente quelle considerate pericolose dai tecnici e programmare una sostituzione “intelligente” del patrimonio arboreo guardando a un orizzonte di 10–20 anni, anche in relazione ai cambiamenti climatici. Tradotto: più ombra, più spazi pubblici vivibili, meno interventi improvvisati.
Il nuovo metodo: protocollo unico e priorità basate sui dati
Il cuore tecnico della novità è un protocollo condiviso tra Comune e Aster per definire le priorità di intervento e i criteri di controllo. L’idea è avere regole chiare e comuni su monitoraggio, verifiche e azioni (potature, consolidamenti, abbattimenti quando non ci sono alternative), con una pianificazione annuale e una lettura “scientifica” del rischio.
Un punto che l’amministrazione tiene a chiarire è questo: le cosiddette “aree di rischio” non sono automaticamente “zone pericolose”, ma aree individuate con parametri tecnici che considerano due fattori principali:
- frequentazione degli spazi pubblici nelle 24 ore (strade, scuole, aree gioco, fermate del trasporto pubblico, luoghi ad alta densità di passaggio);
- caratteristiche strutturali e biologiche delle specie arboree presenti.
In queste aree, i controlli verranno programmati con priorità e affidati a tecnici specializzati, anche tenendo conto dello storico dei cedimenti: un modo per ridurre il rischio residuo e prevenire situazioni critiche prima che diventino emergenze.
Task force già operativa: controlli, sopralluoghi e trasparenza
La “task force sul Verde” Comune–Aster, dopo una riunione la scorsa settimana, è già entrata nella fase operativa. Sono in corso, o già pianificate, le verifiche sulle alberature considerate più a rischio; parallelamente procedono abbattimenti di esemplari compromessi, sempre sulla base delle perizie.
Coppola insiste su un punto: non basta “ripiantare e basta”. I semplici reimpianti non sono sufficienti se non c’è una progettazione d’insieme, che tenga conto delle specie, degli spazi urbani e del fatto che gli alberi in città vivono condizioni diverse rispetto a un contesto naturale. L’assessora collega il lavoro anche alla partecipazione: si lavora con la Consulta del verde sul nuovo regolamento e si punta ad ampliare i viali alberati, oltre a una mappatura dei “rifugi climatici” in coordinamento con l’assessorato all’Ambiente.
Sul tema palme, in particolare nell’area del Porto Antico, viene ricordato che è attivo un monitoraggio specifico anche per ragioni legate al disegno urbano e paesaggistico dell’area.
Aster, dal canto suo, rivendica un modello di lavoro in “stretta sinergia” con gli uffici tecnici dell’assessorato, con interventi programmati e coerenti con le risorse messe a disposizione. E annuncia un passo ulteriore: sopralluoghi mensili in città insieme all’assessora, per verificare direttamente gli interventi e rendere più visibili ai cittadini numeri e attività svolte.
I numeri e le prossime tappe: corso Italia e Nervi entro fine gennaio
Il piano arriva dopo un lavoro già significativo sul fronte diagnostico: nel solo 2025 sono stati effettuati 2.226 controlli di stabilità, con metodologie sempre più complesse e onerose. Coppola parla inoltre di una mappatura dei controlli su circa 3.000 alberature, punto di partenza per definire le priorità.
Sul fronte palme, oltre agli interventi tra Porto Antico e Pegli, viene indicata una scadenza ravvicinata: entro la fine di gennaio dovrebbero essere completate le attività di controllo lungo corso Italia e a Nervi.
Le criticità che rendono gli alberi urbani più fragili, viene spiegato, sono diverse e spesso si sommano: spazi ristretti, danni alle radici per scavi ripetuti, traffico invasivo, impermeabilizzazione del suolo, cambiamenti climatici, aumento di patologie e parassiti. Proprio per questo il nuovo approccio punta a essere preventivo e sistematico, non episodico.
La promessa: più sicurezza, ma anche più città “vivibile”
Il messaggio politico che accompagna il piano è chiaro: la cura del verde non è più solo manutenzione, ma una scelta di modello urbano. Da un lato, controlli e sicurezza; dall’altro, una città che deve adattarsi al caldo, offrire ombra e spazi pubblici accoglienti, con un patrimonio arboreo pianificato in prospettiva.
La prima prova sul campo arriva subito: palme da abbattere entro la settimana, verifiche già avviate e un milione di euro in più che, nelle intenzioni dell’amministrazione, serve a trasformare un tema spesso affrontato “a ondate” in un programma stabile, con priorità definite e interventi misurabili.
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