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“Rendere visibile l’invisibile”, parte il censimento notturno dei senza dimora

Dal 26 al 29 gennaio Genova sarà tra le città metropolitane coinvolte nella Rilevazione Nazionale delle Persone Senza Dimora promossa da Istat: una “fotografia notturna” per contare e conoscere chi vive in strada. La sindaca Silvia Salis parla di uno strumento decisivo per politiche di cura più trasparenti; l’assessora al Welfare Cristina Lodi sottolinea l’impatto operativo sui servizi e sulla programmazione delle risorse

Non una semplice raccolta di numeri, ma un passaggio che punta a cambiare il modo in cui le istituzioni guardano alle fragilità estreme. Con la presentazione della Rilevazione Nazionale delle Persone Senza Dimora da parte di Istat, prende il via un progetto che coinvolgerà 14 città metropolitane: tra queste c’è Genova, chiamata a svolgere un ruolo da protagonista con un impianto organizzativo e territoriale già pronto a entrare in azione.

La rilevazione si svolgerà nelle notti dal 26 al 29 gennaio e servirà a quantificare le persone senza dimora e a comprenderne condizioni e percorsi, attraverso un questionario anonimo e facoltativo: chi partecipa potrà anche interrompere in qualsiasi momento o scegliere di non rispondere ad alcune domande.

La “fotografia notturna” delle città

Il cuore dell’iniziativa è una vera e propria mappatura sul campo: squadre composte da volontari e operatori esperti percorreranno le strade per osservare, incontrare e ascoltare chi vive senza dimora. Le informazioni raccolte riguarderanno la condizione abitativa, fragilità sociali e sanitarie, eventuali dipendenze e bisogni urgenti. I risultati, entro il 2026, confluiranno in un sistema conoscitivo stabile, pensato per orientare in modo strutturale le politiche pubbliche contro l’emarginazione estrema.

Salis: “Le fragilità troppo spesso restano invisibili”

Per la sindaca Silvia Salis, la sfida va oltre l’erogazione dei servizi: bisogna conoscere davvero le persone a cui quei servizi sono destinati. “Le fragilità rischiano troppo spesso di restare invisibili”, sottolinea, indicando nella rilevazione uno strumento per “fotografare” la realtà e costruire interventi di cura basati su responsabilità, trasparenza e collaborazione tra istituzioni, Terzo settore e cittadinanza.

Lodi: “Censire significa anche restituire dignità”

L’assessora al Welfare Cristina Lodi mette l’accento sul valore politico e operativo: censire non significa solo contare, ma ascoltare e comprendere, portando nel dibattito pubblico una realtà spesso relegata ai margini. Dati affidabili, spiega, permetteranno di programmare interventi più efficaci, integrare politiche sociali, sanitarie e di sicurezza, e utilizzare in modo più mirato anche risorse europee. Nel percorso genovese, ricorda, sono già partiti i momenti formativi con Istat e fio.PSD.

Una cabina di regia e una rete di volontari

Il Comune ha attivato una cabina di regia locale insieme ai soci fio.PSD presenti sul territorio (Auxilium, Il Cesto, San Marcellino, Il Melograno) e dentro una rete nazionale più ampia che coinvolge, tra gli altri, Caritas, Sant’Egidio, Arci, Croce Rossa e CSVnet. Il prossimo incontro in presenza è fissato per lunedì 19 gennaio alle 19.30 ai Giardini Luzzati, con altri moduli online e appuntamenti successivi.

La campagna #TuttiContano ha già raccolto circa mille adesioni a livello nazionale, ma l’obiettivo è rafforzare ulteriormente la partecipazione anche a Genova: i volontari saranno organizzati in piccoli team, affiancati da operatori esperti, per coprire in modo sistematico i quartieri durante le notti della rilevazione.

Un test per una città che non distoglie lo sguardo

L’ambizione dichiarata è chiara: trasformare una “fotografia notturna” in una base concreta per politiche pubbliche più eque. Perché misurare significa anche riconoscere. E, in questo caso, rendere finalmente visibile ciò che troppo spesso resta fuori campo.


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