Il Pd: «Piciocchi cambia linea su Amt. Dopo mesi a negare, oggi ha ammesso “il buco”»

L’ex vicesindaco ed ex assessore al Bilancio Pietro Piciocchi, oggi capogruppo di Vince Genova, all’opposizione, secondo quanto riportato oggi, avrebbe riconosciuto una situazione finanziaria seria per Amt, attribuendola alla crisi del trasporto pubblico post-Covid e inflazione. Il PD attacca: “Prima negava, ora ammette” e richiama i dati sulle corse saltate tra 2024 e 2025, chiedendo collaborazione con la Procura

Per mesi, secondo il Partito Democratico, la linea era stata una sola: “nessun problema strutturale”. Oggi, invece, la posizione attribuita a Pietro Piciocchi – ex vicesindaco ed ex assessore comunale al Bilancio – sarebbe cambiata: il “buco” in AMT esiste e la situazione finanziaria sarebbe “seria”. Lo avrebbe detto in un’intervista a Primocanale.

È questo passaggio, più ancora delle spiegazioni, ad accendere lo scontro politico. Perché se da una parte Piciocchi avrebbe inquadrato la vicenda come il riflesso di una crisi generale del trasporto pubblico – aggravata da post-Covid e inflazione – dall’altra il PD rivendica di aver denunciato da tempo la gravità del quadro, accusando la destra di averlo rimosso o minimizzato quando amministrava il Comune.

Il PD: “Negare ieri e ammettere oggi non cancella le responsabilità”
In una nota firmata da Francesco Tognoni (segretario PD Genova) e Martina Caputo (capogruppo PD Genova), il partito sostiene che Piciocchi avrebbe contestato “ogni intervento” sul risanamento arrivando a negare l’esistenza di un problema strutturale. Ora, scrivono, sarebbe “costretto” a prendere atto della realtà: AMT avrebbe un buco e una situazione finanziaria grave.
Il PD “saluta” la nuova consapevolezza, ma la trasforma subito in un atto d’accusa: minimizzare la crisi, secondo i dem, non l’avrebbe risolta ma avrebbe contribuito ad aggravarla.
Il numero citato: “Corse saltate +814%”
Il punto più duro della replica riguarda il servizio. Il PD contesta l’idea che “quando governavano loro il servizio funzionava regolarmente” e porta un dato: ad aprile 2025 le corse saltate sarebbero aumentate dell’814% rispetto ad aprile 2024. Per i dem sarebbe il segnale concreto di una crisi che non nasce oggi, ma che sarebbe stata ignorata o ridotta a “allarmismo”.
La differenza, rivendica il PD, sarebbe tra chi nega e chi affronta: l’attuale amministrazione – citata come “Giunta Salis” – starebbe gestendo una situazione pesante ereditata con l’obiettivo di mettere in sicurezza AMT e garantire un trasporto pubblico affidabile.
D’Angelo: “Se ha cambiato idea, ora aiuti la Procura”
Sulla stessa linea anche Simone D’Angelo, consigliere regionale ligure, che parla di “improvvisa lucidità” ma aggiunge un invito esplicito: se Piciocchi oggi riconosce la gravità del quadro, allora – sostiene – dovrebbe collaborare con la Procura che sta indagando, per ricostruire decisioni e contesto che avrebbero portato l’azienda allo stato attuale.
Il cuore della polemica
La discussione, ormai, non è solo sul perché AMT sia in difficoltà. È su chi abbia detto cosa, e quando. Per il PD, il cambio di posizione è una conferma: il problema c’era e non andava negato. Per Piciocchi, invece, la lettura attribuita punta su un contesto più ampio, legato alle difficoltà del trasporto pubblico dopo pandemia e inflazione.
Nel frattempo, la città resta con la questione più semplice e più pesante: conti da risanare e un servizio da rendere stabile. E con una certezza politica in più: sul “buco” di AMT, la battaglia è entrata in una nuova fase.
Se non volete perdere le notizie seguite il nostro sito GenovaQuotidiana il nostro canale Blusky, la nostra pagina X e la nostra pagina Facebook (ma tenete conto che Facebook sta cancellando in modo arbitrario molti dei nostri post quindi lì non trovate tutto). E iscrivetevi al canale Whatsapp dove vengono postate solo le notizie principali



Devi effettuare l'accesso per postare un commento.