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Domani presidio sotto la Prefettura contro l’intervento militare statunitense in Venezuela

Un coordinamento di associazioni, partiti e realtà sociali promuove per lunedì 5 gennaio 2026 un presidio sotto la Prefettura di Genova per condannare l’azione militare degli Stati Uniti in Venezuela e chiedere il rispetto del diritto internazionale. Tra le prime adesioni figurano, tra gli altri, ANPI, ARCI, Alleanza Verdi Sinistra, CGIL – Camera del Lavoro ed Emergency Genova

Un presidio pubblico per “condannare senza se e senza ma” l’intervento militare statunitense in Venezuela e denunciare quella che viene definita una nuova, grave violazione del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite. È l’iniziativa lanciata a Genova per lunedì 5 gennaio 2026, con un appuntamento annunciato sotto la Prefettura, nel cuore istituzionale della città.

Nel testo di convocazione, i promotori descrivono l’azione come un “atto criminale” inserito in una più ampia strategia di controllo geopolitico e delle risorse naturali, in particolare petrolifere. Al centro della denuncia viene collocato anche il presunto rapimento del presidente venezuelano Nicolás Maduro, indicato come punto di rottura ulteriore in un quadro che, secondo l’appello, non sarebbe un episodio isolato ma parte di una sequenza di interventi militari e operazioni di guerra condotte o sostenute dagli Stati Uniti in diverse aree del mondo.

L’appello lega quanto sta accadendo “in queste ore” a oltre vent’anni di pressioni contro il Venezuela: sanzioni, sabotaggi, tentativi di colpo di Stato e azioni di destabilizzazione, considerate dai promotori strumenti per colpire un paese accusato di rivendicare la propria sovranità. Nella stessa cornice, viene criticato anche il clima comunicativo che accompagnerebbe le crisi internazionali: campagne mediatiche capaci di costruire un “nemico” e preparare l’opinione pubblica ad accettare la guerra e la sospensione delle regole internazionali.

Nel mirino, inoltre, finisce la posizione del Governo italiano, accusato nel documento di sostenere di fatto l’intervento, ritenuto “legittimo” in una nota ufficiale come azione difensiva contro il narcotraffico. Una lettura che i promotori respingono con decisione, chiedendo invece il ritiro dello schieramento militare statunitense nei Caraibi, la liberazione di Maduro e della moglie Cilia Flores, e la fine dell’aggressione, ribadendo che la scelta su chi eleggere o giudicare debba spettare al popolo venezuelano.

Le prime adesioni

Tra le realtà che hanno già comunicato l’adesione al presidio vengono indicate: ANPI, ARCI, Alleanza Verdi Sinistra, Associazione Italia Cuba, Associazione Senza Paura, Casa dei Popoli, CGIL – Camera del Lavoro, Circolo Calogero-Capitini, Comitato Piazza Carlo Giuliani, Emergency Genova, FGCI, Giovani Comunisti/e, Ora di Silenzio per la pace, Partito Comunista dei Lavoratori, Partito Comunista Italiano, Partito della Rifondazione Comunista, Sinistra Anticapitalista.

Gli organizzatori fanno sapere di essere in attesa di risposte da altre organizzazioni, associazioni e partiti, con l’obiettivo di allargare ulteriormente la partecipazione. L’appuntamento di lunedì, nelle intenzioni, vuole essere un segnale visibile di protesta e di richiesta di rispetto della sovranità venezuelana e, più in generale, del diritto internazionale.


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