Oggi a Genova 

Marassi, guerriglia prima di Genoa-Inter, la Questura istituisce uno sportello per i cittadini danneggiati

Confermati quindici operatori delle forze dell’ordine refertati con prognosi tra 3 e 20 giorni: il caso più grave è una lussazione alla spalla dopo l’impatto di una transenna sullo scudo. Attivato all’Urp un servizio per raccogliere segnalazioni di danni e intimidazioni

Resta pesante il bilancio degli scontri avvenuti a Marassi prima di Genoa-Inter: sono 15 i feriti tra le forze dell’ordine, tutti refertati con prognosi comprese tra 3 e 20 giorni per contusioni, distorsioni, traumi ed escoriazioni legate al lancio di oggetti. Il caso più serio riguarda un operatore colpito da una transenna lanciata contro lo scudo, episodio che ha provocato una lussazione alla spalla e una prognosi di 20 giorni. Altri referti parlano di colpi di spranga, cinghiate e traumi acustici dovuti allo scoppio di bombe carta e petardi.

Nel frattempo, per assistere chi si è trovato in mezzo alla violenza o ha subìto danni, è stato istituito in Questura, presso l’URP, un apposito servizio dedicato a raccogliere e indirizzare le istanze dei cittadini, accompagnandoli nelle procedure previste.

Sul piano organizzativo, tra i punti che emergono nel dibattito cittadino c’è anche un aspetto legato alla gestione preventiva dell’evento: il piano di sicurezza predisposto in sede di Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza non ha previsto il blocco all’arrivo della tifoseria ospite, misura che in altre città è stata adottata in occasione di partite considerate “a rischio”.

Di seguito la ricostruzione integrale della Questura, riportata testualmente

Nella serata di ieri, alle ore 18.00 si è disputata presso lo stadio Ferraris la partita di cartello Genoa-Inter, raggiunta la massima capienza dello stadio, presenti circa 900 tifosi ospiti.

Sabato mattina, in attuazione di quanto deliberato in sede di Comitato Provinciale Ordine Sicurezza Pubblica dell’11 dicembre u.s., sono state definite nel Tavolo tecnico in Questura le ultime misure del Piano di sicurezza, che ha visto i servizi preventivi dispiegati fin dalla tarda mattinata allo stadio e nei luoghi di arrivo e transito della tifoseria ospite organizzata e non.

Regolari gli spostamenti dei tifosi ospiti a bordo dei pullman turistici e delle navette scortate dal parcheggio di interscambio allo stadio.

Poco dopo le ore 16.00, sono giunti alla stazione di Piazza Principe 120 ultras interisti, che sono stati scortati su navette fino al parcheggio interno del settore ospiti, senza rilevare criticità.

Una volta all’interno, mentre gli interisti scendevano dai bus, un gruppo di ultrà perlopiù genoani la maggior parte dei quali travisati, proveniente da scalinata Montaldo e dai tradizionali luoghi di ritrovo limitrofi, percorreva via Canevari e giunto in Piazza Romagnosi, dopo aver dato corso ad un fitto lancio di fumogeni, si dirigeva repentinamente verso lo sbarramento della forza pubblica posto a protezione del settore ospiti.

Il gruppo si compattava fino a raggiungere le circa 300 unità e iniziava il lancio di grossi petardi, bottiglie e oggetti contundenti vari, allo scopo di aprirsi un varco per raggiungere il settore ospiti.

L’immediato intervento dei Reparti Inquadrati ha evitato contatti tra le due tifoserie contrapposte, essendo mantenuti gli ospiti sempre all’interno del loro settore ed allontanati gli ultras di casa con necessitato uso di lacrimogeni, per ripristinare le distanze di sicurezza, e di una carica di alleggerimento.

In questo contesto, un motorino parcheggiato in via Monnet, attinto dal lancio di fumogeno o grosso petardo ha preso fuoco; l’incendio si è esteso parzialmente ad un furgone ed a un’auto in sosta, domato dai Vigili del fuoco immediatamente intervenuti. Nel frattempo l’area è stata compartimentata dalla Forza Pubblica con interdizione della circolazione al fine di accelerare le operazioni di bonifica e messa in sicurezza. Altri 2 veicoli privati, parcheggiati nelle vie limitrofe allo stadio, sono stati danneggiati dal lancio di oggetti. In via di acquisizione le denunce di chi si è trovato il proprio veicolo danneggiato.

Il gruppo ha poi ripiegato su via Canevari, in direzione scalinata Montaldo, tentando di raggiungere il settore ospiti attraverso via Monnet, dove, all’altezza del monumento “Spagnolo”, veniva respinto. Sequestrate sul posto due mazze.

Le scorte alle ulteriori navette ospiti, temporaneamente sospese per le operazioni di messa in sicurezza dell’area, sono riprese poco dopo, senza ulteriori problemi consentendo di far accedere tutti i tifosi in tempo utile prima dell’inizio della gara.

La bonifica dell’area ha consentito di rilevare una campana del vetro rovesciata, da cui sono state prelevate bottiglie di vetro, altri cassonetti dei rifiuti spostati dallo loro sede, residui di fumogeni e razzi, oggetti metallici e cartellonistica stradale utilizzata per i lanci.

Al termine dell’incontro, regolari le operazioni di deflusso.

Nel corso del servizio, 4 operatori, due del Reparto Mobile di Torino e due del Reparto Mobile di Genova, ricorrevano alle cure presso nosocomio cittadino, mentre altri 11 operatori del Reparto Mobile di Genova riuscivano a completare il servizio nonostante le ferite riportate e ricorrevano ai sanitari a cessate esigenze di o.p. Tutti refertati con prognosi da 3 a 20 giorni per contusioni, distorsioni, traumi od escoriazioni causate dal lancio di oggetti. I 20 giorni sono riferibili alla lussazione della spalla dovuta al lancio di una transenna sullo scudo dell’operatore. Altri referti attestano colpi di spranga, cinghiate, nonché traumi acustici dovuti allo scoppio di bombe carta e petardi.

Attive indagini in corso da parte della Digos, attraverso l’analisi delle immagini tratte dalla Polizia Scientifica, videosorveglianza dell’impianto e cittadina, al fine di identificare gli autori delle condotte criminose e attribuire le responsabilità anche per il risarcimento delle lesioni e dei danni causati sia ai beni pubblici che privati. Le indagini proseguono unitamente alla Digos della Questura di Napoli, attese le rilevate presenze di tifosi napoletani, confermate anche dal rinvenimento e sequestro di insegne di quella tifoseria.

All’esito saranno istruiti dalla Divisione Anticrimine i conseguenti procedimenti volti all’adozione del DASPO.

I fatti sono stati già posti all’attenzione degli organi centrali preposti per l’adozione dei provvedimenti e delle sanzioni del caso, oltreché dell’A.G.

Istituito in Questura, presso l’URP, un apposito servizio per raccogliere e indirizzare le istanze dei cittadini in ordine a danni o intimidazioni subite nel contesto ed accompagnarli nelle previste procedure.

010 5366701 portavoce.ge@poliziadistato.it

Accanto alla versione ufficiale, arrivano anche le reazioni dei sindacati di polizia. Il Sap (Sindacato Autonomo di Polizia) esprime solidarietà ai colleghi feriti e parla di un attacco che, “stando alle dinamiche”, apparirebbe organizzato e non frutto di episodi estemporanei; chiede inoltre segnali chiari dalle istituzioni, con un inasprimento delle pene per chi aggredisce le forze dell’ordine e una presa di posizione netta da parte di tutti gli schieramenti politici.

Sulla stessa linea il Mosap: il segretario generale Fabio Conestà definisce quanto accaduto “violenza inaccettabile” e invoca “tolleranza zero”, chiedendo strumenti immediati ed efficaci – dai Daspo alle denunce – e una responsabilità che coinvolga prevenzione e collaborazione, perché le conseguenze, sottolinea, non si esauriscono con i novanta minuti della partita ma ricadono su quartieri, traffico e sicurezza per giorni.

Sul fronte istituzionale, interviene anche la Regione: “Come Regione Liguria vogliamo condannare con fermezza gli episodi di violenza che si sono verificati prima della partita tra Genoa e Inter, fuori dallo stadio di Marassi, ed esprimere la massima solidarietà agli agenti feriti, per fortuna in modo lieve. Lo sport non deve mai essere terreno di scontro, ma anzi scuola di vita e di rispetto delle regole, anche nel tifo”, dichiara l’assessore allo Sport Simona Ferro.

Ora il focus si sposta sulle indagini della Digos e sull’analisi di immagini e videosorveglianza: l’obiettivo è identificare gli autori, attribuire responsabilità anche sul piano risarcitorio per danni pubblici e privati e avviare, dove previsto, l’iter per i provvedimenti di Daspo.


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