Oggi a Genova 

Tassametro dietro al cambio, tariffe non visibili, numero di licenza non evidente: tassista sospeso per 11 giorni lavorativi

Al controllo della Polizia locale era risultato anche sprovvisto delle ricevute con stampato il numero della concessione. Sanzionato, non ha pagato il verbale. Non ha chiesto di essere audito né ha presentato memoria difensiva. I giorni di sospensione sono la somma matematica del numero minimo previsto per ciascuna delle infrazioni commesse dal Regolamento taxi del Comune. In commissione le associazioni di categoria hanno sostenuto che la “pena” fosse eccessiva nonostante abbiano anche loro contribuito alla stesura del regolamento stesso

Tutto questo si evince dalla determinazione dirigenziale pubblicata sull’albo pretorio del Comune. Il provvedimento è del 12 gennaio scorso. Vi si legge che il tassista «risultava sprovvisto delle ricevute con stampato il numero di concessione e non esponeva in maniera ben visibile all’ utente le tabelle delle tariffe e dei supplementi vigenti né il numero di concessione in violazione degli artt.. 22 comma 1 lettera h) e 27 comma 2 del “Regolamento Taxi”. Altresì, il tassametro era posizionato dinanzi al cambio sotto la linea del volante in violazione dell’ art. 18 comma 1 lettera c) del “Regolamento Taxi». Le violazioni sono state contestate con verbale dalla Polizia locale. Si legge ancora nella determina che «non è stato effettuato il pagamento del citato verbale».

A ottobre è stato avviato il previsto procedimento di contestazione degli addebiti e richiesta di presentazione di eventuali memorie difensive. Il tassista ha scelto di non presentare «scritti difensivi e non ha chiesto l’audizione personale», si legge ancora sul documento pubblicato sull’albo pretorio.

Secondo il “Regolamento Taxi” possono essere adottati provvedimenti di sospensione della licenza per periodi fino a tre mesi e stabilisce un numero minimo e massimo di giorni di sospensione. Le varie infrazioni commesse prevedevano una somma di giorni di sospensione minima di 11 giorni di sospensione (3+3+5) e massima di 30 giorni (10+10+10) in occasione della prima violazione. Un automatismo in caso di violazione accertata con un range fisso di giorni di sospensione minimo e massimo stabilito all’interno del regolamento votato dal Consiglio Comunale e al quale hanno contribuito anche le associazioni di categoria. Nonostante questo, le stesse associazioni hanno espresso «obiezioni ritenendo eccessivi i giorni di sospensione comminati per le violazioni contestate». Obiezioni che non sono state accolte proprio perché il regolamento taxi prevede «per ogni violazione un numero di giorni di sospensione delle licenze taxi predefiniti; considerato che i giorni di sospensione comminati sono il risultato della somma dei giorni minimi previsti dal vigente “Regolamento taxi” per le violazioni in questione; che la condotta evidenzia quantomeno ingiustificabile negligenza da parte del titolare della licenza; la rilevanza degli obblighi violati; il disservizio causato; il potenziale discredito che tale condotta avrebbe potuto comportare per l’intera categoria». La quantità di giorni di sospensione comminati discende dall’«assenza di precedenti significativi o comunque recenti» e perché «non sono stati riscontrati profili di illegittimità» ma solo la mancata corrispondenza al regolamento.

In copertina: foto di repertorio

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