Spettacoli 

Paganini, Gibboni incanta gli spettatori con il Cannone. Le polemiche sulle consulenze. Presentata la 57ª edizione del Premio

Quattro bis e un mare di applausi, ieri sera, al Carlo Felice con la sala al completo per Giuseppe Gibboni , ultimo vincitore del premio Paganini, che ha suonato il violino del leggendario musicista genovese in occasione del secondo appuntamento della stagione Sinfonica dell’Opera. Tanti spettatori non abituali che hanno interrotto più volte l’esecuzione con applauasi fuori tempo e fuori luogo. Oggi la presentazione della prossima edizione del premio. Inevitabile che, a margine, il discorso cadesse sulle consulenze

Ieri sera tanti gli applausi al Carlo Felice, persino troppi in occasione del secondo appuntamento concertistico della stagione con Donato Renzetti alla testa dell’Orchestra dell’Opera Carlo Felice, occasione unica per ascoltare il giovanissimo violinista Giuseppe Gibboni che ha eseguito il concerto n° 1 in re maggiore op. 6 MS 21 di Niccolò Paganini con il “Cannone”, lo straordinario violino appartenuto allo stesso Paganini, a cui, nel secondo tempo, ha fatto seguito la Sinfonia n. 2 in mi minore op. 27 di Sergej Rachmaninov. Il tutto trasmesso in diretta da Radio3. Meritata la standing ovation finale.

A spellarsi le mani durante il concerto, però, sono stati spettatori non abituali di questo genere di concerti, non avvezzi alle regole. Nei giorni precedenti più volte sulla pagina del Teatro è apparso l’appello a ritirare prima i biglietti alla luce della prevista forte affluenza. Al concerto, grazie al progetto “Giovani all’Opera”, gratis con il contributo di Iren, hanno partecipato tanti giovanissimi non consci di quanto prevede l’etichetta in queste occasioni. Che nelle condizioni date qualche problema potesse sorgere lo si era intuito subito, quando, in maniera del tutto inusuale, all’inizio del concerto, era stato chiesto di non applaudire tra un movimento e l’altro. Non è servito a molto, perché gli applausi sono arrivati, apparentemente ineluttabili. Tanto che un habitué, all’inizio del secondo pezzo di Rachmaninov, partito il primo accordo, è esploso in una sonora protesta: «Andatevene da qui, ignoranti!». Il percorso per conquistare ed educare i genovesi ai concerti di questo tipo è ancora lungo.

Foto di Chiara Cavenaghi

Oggi è stata presentala la prossima edizione del concorso, che sarà completamente rinnovato. Inevitabile che alla conferenza stampa riemergessero le polemiche sui 3 contratti (per una spesa totale di 200mila euro per il 2022-2023) per i tre consulenti che, per il Carlo Felice, lavoreranno all’organizzazione della manifestazione: Marco Sanzari, Manuela Svampa e Matteo Ventricelli, già collaboratori dei ministri M5S Alberto Bonisoli e Fabiana Dadone.

A margine della conferenza stampa, il sindaco Marco Bucci, come ieri a margine della conferenza stampa della mostra su Rubens al Ducale, ha difeso la legittimità delle consulenze richieste dal nuovo presidente Giovanni Panebianco (impegnato a titolo gratuito, capo di gabinetto di Fabiana Dadone) per dare seguito al completo rinnovamento del concorso e dell’evento che ruota attorno, da tempo in sofferenza. A propositi delle polemiche sulle competenze musicali dei tre, il Sindaco ha ribadito che non è di musica che si dovranno occupare. Avranno compiti amministrativi funzionali al progetto. Per Bucci, non è una sorpresa che i revisori della Fondazione Carlo Felice abbiamo inviato la pratica alla Corte dei conti: «I revisori – ha detto il Primo Cittadino – lo fanno per prassi consolidata».

Il sovrintendente Claudio Orazi ha spiegato che la legge prevede che la fondazione si avvalga di collaboratori e che quelli assegnati sono incarichi di natura fiduciaria a persone che hanno curricula adeguati. Panebianco ha aggiunto che la scelta è stata fatta secondo i criteri di imparzialità ed efficienza. Aggiungendo che se qualcosa di inopportuno c’è stato è il fatto che «in passato, di questo premio, si sia parlato così poco».

Iniziative ed eventi di lancio della 57ª edizione del Concorso internazionale di violino Niccolò Paganini

Prosegue l’operazione di rilancio del Premio Paganini, un percorso ispirato al principio “rinnovare conservando”, ovvero mantenere il primato dell’eccellenza artistica della manifestazione rinnovando modalità e strumenti per ampliare sempre più il pubblico, principalmente quello giovane, e promuovere Genova nel panorama internazionale in sinergia con le eccellenze del territorio, i Paganini ambassadors.

«Di tutto ciò non possiamo che essere fieri – dichiara il sindaco di Genova Marco Bucci – Siamo convinti di quanto sia importante Paganini per Genova e per il mondo, di quanto sia importante diffondere tra i giovani il messaggio e la bellezza della musica classica, di quanto sia importante rendere il Premio Paganini un vero asset delle politiche culturali della città, anche a fini di marketing territoriale e turistico. Andiamo avanti così. Orgogliosi del successo di ieri sera al Carlo Felice, con Gibboni che per la prima volta ha suonato il celebre Cannone, orgogliosi dell’apertura, sempre ieri, della grande mostra di Rubens a Palazzo Ducale. È questa la Genova che vogliamo. Con la cultura, vince Genova».

Il Premio, ora a cadenza biennale, si prepara alla sua 57ª edizione (prevista dal 16 al 23 ottobre 2023), con una serie di eventi speciali di avvicinamento e con un logo tutto nuovo, bianco e rosso come la bandiera di Genova.

«Oggi è una giornata davvero speciale. I risultati raggiunti in poco tempo sono di oggettiva evidenza e denotano qualità assoluta e visione di sistema, assicurando a Genova la giusta centralità attraverso una serie di strumenti e iniziative coordinate e organiche a livello nazionale e internazionale. Siamo passati dal concetto di “Genova e Paganini” a quello di “Genova è Paganini”. Ringrazio il sindaco Bucci, Barbara Grosso, l’intero Comitato e in particolare il sovrintendente Claudio Orazi, nonché lo straordinario staff del Premio – afferma il presidente del Comitato Giovanni Panebianco – Un particolare ringraziamento al maestro Carusi, direttore artistico, e al maestro Accardo che presiederà la giuria internazionale composta da grandissimi nomi della scena mondiale. Ormai siamo nel vivo delle attività, con due eventi speciali per il lancio della 57^ edizione: uno a Genova il 27 ottobre, nel 240° anniversario della nascita del Maestro, e l’altro a Parigi, il 3 novembre, presso l’Ambasciata d’Italia, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica».

«Grazie a un bel lavoro di squadra e alla guida del presidente Panebianco – aggiunge il direttore artistico Nazzareno Carusi – credo di poter dire che stiamo tenendo alta l’asticella. Ci siamo impegnati a far sì che il vincitore della 57^ edizione del concorso possa esibirsi in molti dei templi della musica. Penso alla Scala, o alla Fenice di Venezia, al San Carlo di Napoli, al Regio di Torino, al Petruzzelli di Bari, naturalmente al Carlo Felice e alle importantissime realtà genovesi della GOG e del Paganini Genova Festival, al Ravenna Festival e a tutti gli altri in calendario, che non cito qui per economia di tempo ma che ringrazio egualmente uno per uno, di cuore. È la prova che il sistema musicale italiano crede nel Premio Paganini. Infatti, ad oggi, a un anno di distanza dallo svolgimento della prossima edizione, il numero delle istituzioni nazionali ospiti dei concerti-premio attribuiti al vincitore ha ampiamente superato le 30 unità. Ed è forse la prima volta che accade. Il Premio Paganini, con questa eccezionale adesione, credo che possa rappresentare una sorta di “premio musicale d’Italia” e la città di Genova, il Comitato e tutti noi ritengo che possiamo dircene orgogliosi, con l’impegno di onorare al meglio questa grande fiducia nazionale».

«Nel congratularmi con l’amministrazione comunale per il rilancio internazionale del Premio Paganini, esprimo la gratitudine del Teatro per l’affidamento conferitoci a realizzare il Concorso, unitamente alle iniziative e agli eventi collaterali. Si tratta di un importante riconoscimento per il Carlo Felice e tutti i suoi lavoratori, in linea con gli obiettivi di cooperazione integrata tra istituzioni pubbliche e culturali, prevista dal legislatore nazionale e dagli scopi statutari della Fondazione Teatro Carlo Felice – conclude il sovrintendente del Teatro Carlo Felice Claudio Orazi – L’incarico tanto più ci onora perché ci consente di collaborare con un magnifico Comitato del Premio e figure di assoluta autorevolezza, quali il presidente del Comitato Giovanni Panebianco, il direttore artistico maestro Carusi, il presidente della giuria maestro Accardo».

Il primo appuntamento paganiniano è previsto il 27 ottobre: nel giorno del 240° anniversario della nascita di Niccolò Paganini, a Palazzo Tursi verrà presentata ufficialmente la 57^ edizione del Concorso, con bando e giuria internazionale. Per l’occasione, le Sale Paganiniane saranno visitabili gratuitamente. Nel corso della cerimonia si procederà alla nomina dei Paganini ambassadors e verrà anche presentato il francobollo celebrativo a cura del ministero Sviluppo economico, con Poste Italiane e IPZS.

Il 3 novembre, sotto l’Alto Patronato del Capo dello Stato, la 57ª edizione del Concorso sbarcherà a Parigi. Durante la presentazione internazionale presso l’Ambasciata d’Italia, verrà proiettato Dell’Anima dell’Arco, una performance teatrale dedicata a Paganini con la partecipazione di Michele Sambin, Pierangela Allegro e Laurent Dupont (1985).

Dopo l’intervento del maestro Salvatore Accardo, presidente della giuria internazionale, il vincitore della scorsa edizione del Premio, maestro Giuseppe Gibboni, eseguirà una selezione dei Capricci e la Sonata in re minore op. 108 di Johannes Brahms, con Gile Bae al pianoforte.

Il nuovo logo del Premio Paganini

Il nome di Niccolò Paganini è riconosciuto in tutto il mondo quale emblema stesso dell’arte del violino, mentre il volto del celebre violinista genovese non è entrato nell’immaginario collettivo con la stessa forza. Da qui, la decisione di realizzare un nuovo logo con il profilo di Paganini ripreso dal cammeo in cera bianca conservato nelle Sale Paganiniane di Palazzo Tursi.

Lo spunto è stato offerto dallo studio del materiale d’archivio del Premio: il libretto di sala della prima edizione del Concorso (1954) riporta infatti l’immagine del profilo del violinista.

Nel segno del “rinnovare, conservando” si è scelto di recuperare proprio questo profilo, in modo da rendere l’immagine di Paganini immediatamente riconoscibile al più ampio pubblico. Il nuovo logo è di colore bianco e rosso come la bandiera genovese, per sottolineare il forte legame tra Paganini e la sua città natale.

Il cammeo raffigurante il profilo di Niccolò Paganini, in cera bianca, conservato nelle Sale Paganiniane del Museo di Strada Nuova del Comune di Genova, è attribuito all’incisore, medaglista e scultore Benedetto Pistrucci (Roma 1784- Windsor 1855) che operò a Londra dopo la caduta di Napoleone. Nella capitale inglese fu anche a capo della Zecca di Stato.

Fra il 1831 e 1834 Paganini si era recato più volte a Londra dove aveva conosciuto Benedetto Pistrucci, il probabile autore di questo cammeo. Il musicista genovese si trattenne in Inghilterra anche per lunghi periodi, esibendosi in numerosi concerti e probabilmente il ritratto che vediamo nel cammeo risale a quegli anni.

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