Commercio Economia 

Nuova Esselunga a Sestri, Confcommercio: «Così di uccide definitivamente il settore»

Il presidente Paolo Odone: «La Bersani ha ridotto al lumicino il settore alimentare. Ora il momento è difficilissimo a causa dei costi dell’energia e la situazione del commercio a Genova è grave. È vero che il commercio online sta comprimendo il settore ovunque, ma autorizzare un’apertura di una grande superficie di questo genere è come uccidere un figlio malato, quasi a volerselo togliere di mezzo. Per anni, dalla Bersani, abbiamo combattuto, anche con successo, per limitare i problemi che hanno investito il commercio. Lo strumento urbanistico è stato fondamentale. Come Confcommercio, abbiamo vinto 5 volte su 6 il premio nazionale di urbanistica con le botteghe storiche con i Civ. Così si cancella ogni speranza»

Paolo Odone, presidente della Confcommercio di Genova, sulla nuova apertura di Esselunga a Sestri Ponente dichiara che «viste le innumerevoli riunioni, documenti, comunicati stampa ed incontri sorge il dubbio che questa Amministrazione sia ben consapevole dei danni che arreca ma faccia finta di non sentire».

«Ho sotto gli occhi – prosegue Odone – un nostro comunicato stampa di un anno fa nel quale spiegavamo per l’ennesima volta che l’apertura di grandi strutture di vendita uccide il tessuto economico esistente ma non solo, che è un grave danno anche a livello occupazionale . Abbiamo la popolazione che diminuisce (200mila abitanti in meno in 30 anni, 250mila in 50), ma il Presidente della Regione ed il Sindaco affermano che stanno lavorando per aumentare la popolazione , aumentare i consumi e gli occupati. Ebbene quel che è certo è che l’ apertura di grandi strutture di vendita può solamente ridurre gli occupati ed è un dato facilmente dimostrabile e di conseguenza danneggiare i cittadini. In tutto questo il danno più grave, evidentemente non considerato da Regione e Comune, riguarda la qualità degli occupati sul nostro territorio . Oggi abbiamo nella nostra città aziende primarie di livello nazionale che hanno a Genova sedi, punti direzionali, dirigenti, quadri ed attività che garantiscono un’occupazione anche di qualità e veramente utile al nostro territorio e questa è la strada da percorrere nuove attività produttive, centri direzionali , lavoratori che diventino clienti dei nostri negozi e che usufruiscano dei servizi che la città offre».

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Roberto Panizza, presidente Fida Confcommercio, commenta: «Siamo delusi. La rete distributiva genovese è sofferente sia essa grande media o piccola distribuzione e lo è perché il periodo storico è sotto gli occhi di tutti. Pandemia, crisi ed ora la mazzata dei costi di energia che ci troviamo ad affrontare . Ci chiediamo – prosegue – perché di fronte a questo scenario ci obbligano anche a preoccuparci con una politica di aperture continue di grandi strutture di vendita che chiaramente non servono alla popolazione considerato quante ce ne sono sul territorio e come sono diminuiti gli abitanti»

«Ci vuole coraggio per continuare a difendere il nostro territorio e le nostre imprese – aggiunge Umberto Solferino, presidente Consulta dei Civ Confcommercio -. Eppure chi decide dovrebbe essere nostro alleato per il bene della città , per lo sviluppo dell’economia, per aiutare le migliaia di occupati delle nostre imprese. I Civ centri integrati di via secondo noi sono la vera risposta per una modernizzazione del commercio e l’Amministrazione indubbiamente percorre dei pezzi di strada insieme ai CIV , ma poi con questi provvedimenti ne mette in discussione l’esistenza ed il valore . Genova è una città policentrica è la fusione di 20 comuni avvenuta 100 anni fa, ma continua ad avere i 20 centri storici che c’erano prima e questa è la forza del territorio che non deve essere mortificata con provvedimenti che ne causano la desertificazione» .

Emilio Rimondini, presidente del Civ Cantore Sampierdarena, racconta l’esperienza sul territorio: « Quando ha aperto la Fiumara è stata messa in ginocchio la rete commerciale di Sampierdarena. Ci sono ancora dei commercianti che sono eroi e stanno tenendo insieme la rete distributiva . Ora un altro colpo viene inferto a Sampierdarena e a Sestri Ponente. Abbiamo chiesto risposte, abbiamo ricevuto garanzie e promesse che non sono mai arrivate».


«Siamo molto preoccupati – spiega Manuela Carena presidente Federmoda Confcommercio-. Ci troviamo di fronte a decisioni che sono incomprensibili ma che purtroppo contraddistinguono un modo di pensare di questa Amministrazione completamente sbagliato e fuori dal contesto storico. L’apertura di grandi strutture di vendita del settore alimentare a Genova crea l’inevitabile spostamento di flussi dei consumatori che purtroppo danneggia anche il comparto dell’abbigliamento . Ci chiediamo da tempo su quali basi vengano prese queste decisioni. Esiste un piano commerciale ? Esiste uno studio sulla pianificazione commerciale che tenga conto dell’esistente e delle vere esigenze del territorio?».

Oscar Cattaneo, vice presidente Confcommercio, commenta la nuova apertura dal punto di vista dei Mercati Rionali: «L’apertura di nuovi supermercati con superfici di vendita così ampie vanificano gli sforzi di rigenerazione dei tradizionali mercati rionali a questo punto dobbiamo pensare auspicata solo a parole da questa amministrazione. I nostri operatori che si stanno impegnando in proprio per attuarla meritano maggiore rispetto. Non attenzione solo alle scadenze elettorali».

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