Oggi a Genova 

Caccia grossa all’Acquasola, 6 cinghiali catturati tra proteste e pianti di bimbi. Mail bombing degli animalisti

Gli attivisti hanno anche cercato di bloccare il furgone delle guardie regionali che portavano gli animali in un luogo dove sarebbero stati abbattuti. Esplode la protesta contro la soluzione cruenta e intanto, accusano gli animalisti, la soluzione della strerilizzazione chimica continua a non essere valutata dalle istituzioni: «C’è stato un bando statale per finanziarla, ma la Regione Liguria non ha partecipato», dicono. E chi non è animalista? Gli attivisti spiegano: «Lo smaltimento delle carcasse costa 500 euro ciascuna, una cifra che paghiamo tutti noi cittadini»

Tutto è cominciato ieri quando gli ungulati, di prima mattina, sono stati segnalati in giro per le vie di Castelletto, poi a Villetta Di Negro e, infine al parco dell’Acquasola dove pare siano stati attirati con delle esche nell’area sgambamento cani. La Polizia locale si è occupata di evitare incidenti stradali, poi sono arrivati gli operatori regionali con i fucili spara narcotico. Il parco è stato chiuso, ma nel frattempo, richiamati da un tamtam via social e via chat, all’esterno si erano concentrati alcuni attivisti che hanno inscenato una decisa protesta e filmato tutta la scena. Nel video pubblicato sui social da Roberta Putrino e dagli Animalisti genovesi si sente anche un bimbo disperato che assiste alla scena e piange. Una madre e cinque cuccioli sono stati braccati e sedati. Quindi caricati in gabbie che poi sono state posizionate su un furgone diretto verso un'”area sicura” per l’abbattimento. Alcuni animalisti hanno cercato di osteggiare il trasferimento con i loro veicoli. La Polizia locale ha chiesto l’ausilio della Polizia di Stato perché la questione era diventata “di ordine pubblico”.

[Video di Roberta Putrino su Fb. Pubblicato anche sulla pagina degli Animalisti Genovesi]

Inutile girarci attorno: le norme non consentono la reimmissione in natura degli animali scesi in città. Chi dice che vengono liberati dice una bugia, a volte nel tentativo (ormai vano) di tenere a bada l’opinione pubblica: vengono tutti abbattuti. Gli animalisti lo sanno e alle “soluzioni incruente” non credono più.

Da una parte ci sono i problemi di sicurezza per motociclisti e automobilisti, ma anche per i pedoni. Dall’altra la vita degli animali. Le istituzioni locali sembrano aver deciso, ma secondo gli animalisti ci sarebbe il modo di risolvere la situazione in modo incruento «migliorando la gestione dei rifiuti», perché gli animali scendono in città per mangiare. Dall’altra cominciando la sterilizzazione con anticoncezionali nei mangimi. È un sistema sufficiente? Per il momento mai è stato tentato e varrebbe la pena, anche perché sarebbe molto più economico che mettere in campo un consistente spiegamento di forze come quello messo in atto ieri (guardie regionali, Polizia locale, polizia di Stato) e prevede lo smaltimento oneroso delle carcasse. Questo sistema viene messo in atto da un po’ evidentemente con risultati risibili. Perché, allora, non provare con la sterilizzazione?

[continua sotto]

«Cinghiali in città: a differenza di quanto ottenuto recentemente a La Spezia, ancora una volta a Genova non si cerca una soluzione etica e incruenta, ma si è scelta la strada peggiore, la morte di una famiglia di animali incolpevoli – si legge sulle pagine social degli animalisti -. Una mamma e cinque piccoli, catturati dopo interminabili minuti di sofferenza e portati a morire lontano dalla città. Immagini terribili e tristissime, come il video del cucciolo barcollante per l’anestetico che cade ripetutamente a terra, col sottofondo del pianto di un bambino sconvolto dalla scena. Tutto senza la minima misura di biosicurezza, rispondendo con sprezzante sarcasmo a chi glielo faceva notare È questa l’immagine che vogliamo dare della nostra città? È questo che insegniamo ai nostri figli? Che i problemi si risolvono ammazzando esseri innocenti, incuranti delle nostre responsabilità per la loro moltiplicazione? Con quale diritto ci arroghiamo il potere di vita e di morte su altre creature, dopo non aver fatto NULLA per prevenire i problemi né per cercare altre soluzioni? Un cucciolo braccato e un bambino in lacrime. Questa è Genova. Per i poveri cinghiali che scendono in città in cerca di cibo la caccia, la stagione venatoria, è attiva 360 giorni all’anno, anche se gli esecutori sono Agenti Regionali pagati da tutti noi che siamo contrari a questi eccidi».

Stamattina è partita la mail bombing alle istituzioni, anche questa propagandata via social e chat.

Sotto: il testo che sta circolando sui social

La giornata di sabato 10 settembre 2022 ha visto Genova nuovamente coinvolta nelle operazioni di cattura e uccisione di una famiglia di cinghiali (mamma con cinque cuccioli) all’interno del Parco dell’Acquasola.

Il fenomeno dei cinghiali che scendono nei centri urbani è sicuramente da affrontare e da risolvere per la nostra e la loro incolumità.

Ma, io e tanti altri cittadini, siamo indignati di queste uccisioni (perché alla fine, gli animali vengono abbattuti e non liberati nei boschi),mentre si potrebbero mettere in atto strategie più etiche, più efficaci e più economiche.

Ho messo l’etica al primo posto, perché siamo ancora un Paese civile e l’uccisione di una mamma coi suoi piccoli di civile non ha niente.

Ma poi, davvero Regione Liguria pensa di risolvere questo fenomeno (causato dalle immissioni a scopo venatorio fatte negli anni passati dai cacciatori) catturando in città e abbattendo qualche centinaio di cinghiali all’anno?

Davvero l’Amministrazione pensa di contenere in questo modo il numero dei cinghiali?

È ormai noto che più questa specie viene sottoposta a depopolamento/contenimento e più si riproduce, per una semplice reazione compensativa.

Perché non facciamo parlare gli etologi, gli studiosi, gli addetti ai lavori?

Persone preparate che potrebbero dare un contributo fondamentale e risolutivo.

In ultimo, vorrei sottolineare che catturare, sedare, uccidere e smaltire i corpi dei cinghiali abbattuti in città, costa caro alla collettività : 500 euro per ogni esemplare.

Ci sono anche le tasse che pago io in questi denari spesi così malamente.

E vorrei chiederne conto.

Pertanto, auspico che vengano individuate strategie anche più economiche, oltre che più efficaci nel tempo.

Opportune recinzioni nei punti cruciali e migliore gestione dei rifiuti, ad esempio.

E poi, provare a valutare la sterilizzazione.

Il Governo aveva stanziato 500 mila euro a questo scopo e il Ministero della Salute aveva emesso un bando per progettare e sperimentare un antifecondativo.

Ma Regione Liguria non ha partecipato.

Perché?

Moltissimi cittadini, che sono anche contribuenti ed elettori, oltre che espressione di sensibilità verso gli animali, attendono una risposta dall’ente regionale.

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