Oggi a Genova 

Nervi, petizione al Questore per cacciare dal levante i minori non accompagnati

Dopo i risultati ottenuti alzando la voce dai cittadini di Oregina e da quelli del Molo, anche quelli dell’estremo levante pensano di ottenere lo spostamento dei minori (che il Comune ha obbligo di legge di accogliere) e la chiusura della struttura che li ospita: «Il levante di Genova ed il quartiere di Nervi in particolare – recita la raccolta firme -non è solo un posto tranquillo di gente per bene (come tutta la nostra città) ma è anche meta turistica di tante persone, italiane e straniere, che scelgono, con le proprie famiglie, di fare qui le loro vacanze portando in questa zona risorse e ricchezza»

Che il problema esista, sia non solo cittadino ma nazionale e che poggi le basi su leggi statali inadeguate a garantire accoglienza positiva sia per i cittadini sia per gli stessi minori, è evidente. La mancata costruzione di un’accoglienza positiva in termini di legge non consente alle comunità e agli educatori di incidere positivamente (ognuno di noi se il figlio torna a casa ubriaco gli sospende la paghetta o gli impedisce di uscire per divertirsi per qualche giorni, gli educatori non non hanno la potestà di farlo), e obbliga i Comuni a ospitare i minori. Un po’ per circostanze reali (come a Oregina), un po’ per l’approssimarsi dell’appuntamento elettorale, si stanno alzando molte voci che denunciano casi veri, che qualche volta li amplificano o li danno per certi anche se mancano riscontri ufficiali attraverso le denuncia e non di rado attribuiscono i reati e giudicano prima della fine delle inchieste e del processo colpe e pene. Qualche giorno fa un cittadino del levante aveva convocato via social gli interessati a per organizzare le ronde, un fatto che solo qualche anno fa avrebbe fatto saltare sulla sedia prefetti e questori di turno come evento più pericoloso dei reati stessi, da chiunque fossero commessi.

«Non si può accettare che dei comuni cittadini si sentano costretti a “fare le ronde”, controllare, filmare e quant’altro si renda necessario alla prevenzione di reati, così come viene descritto dal Secolo XIX» recita la petizione che sta girando per i negozi di Nervi per la raccolta delle firme.

Di qualche giorno fa è l’incidente occorso a un giovane che aveva appena rubato un Rolex a un anziano che, inseguito da cittadini e, in un secondo tempo, dalla Polizia, per sfuggire alla cattura era caduto sulla scogliera a Murcarolo ed era stato soccorso in codice rosso.

Ma veniamo alla petizione: «Si sta insinuando tra le persone del levante cittadino, un turbamento ed una sensazione di
abbandono, insicurezza, allerta e pericolo, per se stessi e per i propri cari, figli in particolare, che non si è più sicuri nel far uscire da soli neanche a comprare un gelato, proprio nell’età in cui si devono iniziare a fare da soli i primi passi; figli che sono, per lo piu’, minori adolescenti, che dai descritti eventi sono segnati, preoccupati ed intimoriti».

La petizione cita una serie di episodi di cronaca riportati dai mediai dei quali non sempre è stato individuato il responsabile, elencando supposizioni, ipotesi giornalistiche, reati avvenuti e altri ancora persino da accertare come tali. Parla di «una realtà pericolosa, che non si può ignorare e che necessita di impegno ed interventi fattivi ed urgenti che portino al ripristino della legalità».

La raccolta firme è indirizzata al Questore e verrà inviata per conoscenza anche al Prefetto, al Tribunale dei minori, al Sindaco e al Municipio e chiede «previo controllo del rispetto, da parte di chi è tenuto, della regolarità delle necessarie procedure riguardanti la gestione dei minori stranieri non accompagnati, del rispetto della legge 47/2017, delle linee guida del MIUR, dei necessari interventi dei servizi sociali preposti e previa verifica della presenza per ogni minore – come da normativa – dei necessari tutori, Voglia e/o Vogliano provvedere, per tutto quanto sopra esposto, di concerto con la Procura di Genova e le Autorità preposte, a garantire la tutela della cittadinanza del Municipio Levante adottando i provvedimenti necessari e più opportuni, individuando le persone responsabili dei fatti di cronaca richiamati nella presente petizione e denunciati in tutti i quotidiani richiamati e predisponendo cautelativamente, se ritenuto necessario, l’allontanamento dalle zone del levante cittadino ove sono attualmente dimoranti, dei soggetti definiti “minori non accompagnati” che risultino responsabili di quanto sopra esposto, attualmente residenti nelle strutture del Municipio Levante e/o comunque adottino tutti i provvedimenti preventivi e/o più opportuni, ivi compresa l’eventuale chiusura della struttura di accoglienza che li ospita, per impedire il perpetrarsi dei fatti sopra descritti, garantendo la sicurezza della comunità dei cittadini»

L’accoglienza a carico (in parte anche economico) dei Comuni è un obbligo di legge. Se i minori vengono spostati da una sede non si elimina il problema, lo si sposta su un’altra comunità di quartiere. Da una parte si sta elevando la tensione, qualche volta giustificatamente, altre volte senza riscontri oggettivi o con le responsabilità ancora in accertamento, dall’altra si spostano i migranti dalle zone di chi grida più forte senza che questo risolva il problema. Alcuni cittadini di Nervi temono che i minori che verranno spostati il 5 settembre dal Massoero finiscano proprio in una struttura locale.

Il Comune ha intanto allargato la possibilità di convenzione a strutture accoglienza fuori dal territorio, ma è facile prevedere che nei comuni di destinazione dei minori in carico a quello di Genova i cittadini alzino presto le barricate. Alla fine, a rimanere col cerino in mano, senza che si siano presi provvedimenti di legge idonei a limitare l’impatto oggi fortissimo, rischiano di essere i cittadini dei quartieri meno popolosi o dove si alza meno la voce. Il richiamo della petizione nerviese a tutelare in via prioritaria la zona turistica dove si genera ricchezza racconta già molto.

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