Sanità 

Cremonesi (Simeu) risponde ad Alisa: «Ospedali intasati dai Covid positivi che potrebbero stare in rsa»

Il presidente regionale della Società Italiana della medicina di emergenza-urgenza: «Non è stato preparato un piano adeguato per i pazienti che non necessitano più di rimanere in ospedali, ma sono ancora Covid positivi. Potrebbero spostarsi in residenze sanitarie esterne e invece restano nei reparti ospedalieri. È per questo che i cittadini che si rivolgono ai pronto soccorso restano 3, 4, 5 giorni in barella, perché nei reparti non ci sono letti»

I medici di pronto soccorso non digeriscono il comunicato di Alisa, l’Agenzia regionale per la sanità, in cui si dice che «il numero di accessi nei pronto soccorso genovesi, nel fine settimana, è stato peraltro inferiore rispetto allo stesso periodo del 2019» e che l’aumento dei ricoveri nel fine settimana sarebbe dovuto al limitato numero di dimissioni del week end. Attraverso il presidente regionale Paolo Cremonesi, il Simeu vuole segnalare che «le affermazioni che riguardano la quantità minore di accessi in questo periodo rispetto a quelli dello stesso periodo del 2019 sono assolutamente fuorvianti in quanto Alisa ha preparato un piano di disponibilità per il covid, ma nn ha preparato un piano adeguato per spostare nelle Rsa le persone che non hanno più bisogno delle cure ospedaliere acute, ma sono ancora positive al Covid. Per questo i posti letto a disposizione dei pronto soccorso sono molti meno del 2019. Ad Alisa non possono giustificare l’affollamento nei pronto soccorso facendo il paragone con il 2019 perché nel 2019 non c’era il Covid e non ci sono state ondate di calore come quella dell’anno corrente. Alisa ha diffuso il dato come per scusarsi, ma non è certo una scusante perché non è la chiave di lettura corretta»

«È come mettere assieme le mele con le pere – sbotta Cremonesi -. L’errore grave all’origine di questo intasamento è che non sono stati preparati numero di posti letto in rsa per i covid positivi che fossero adeguati e sufficienti, come peraltro segnalato dall’Ordine dei medici, dai responsabili dei pronto soccorso genovesi. Abbiamo detto un mese e mezzo fa che non c’erano posti a sufficienza nelle rsa Covid. Gli ospedali si intasano perché i posti letto sono occupati da non acuti. Così i posti letto a disposizione dei pronto soccorso sono decisamente meno e la giustificazione scritta da Alisa nella sua nota è fuorviante. Non si è voluto preparare i posti letti necessari nelle rsa Covid, oppure si è fatto un errore di valutazione».

«Che nel weekend si dimetta meno è un dato storico e la ragione dell’intasamento non è quella, ma che non ci sono posti a sufficienza in Rsa – ribadisce il presidente regionale dei medici di Pronto soccorso -. È staro fatto un piano di ingresso Covid, ma ci sarebbe voluto un piano altrettanto tempestivo e puntuale per portare chi è positivo ma non ha bisogno di cure ospedaliere dagli ospedali alle Rsa. È questo grave ritardo nel preparare il piano ad aver intasato gli ospedali e i pazienti che arrivano sono costretti a restare 3, 4 5 giorni in barella al pronto soccorso perché dietro, nei reparti, non ci sono letti».

Infine, Cremonesi lancia l’allarme: «Il personale medico sta scappando dai pronto soccorso – denuncia -. Se nn si corre ai ripari bisognerà chiudere i pronto soccorso e la gente lo deve sapere. I medici se ne vanno perché hanno una qualità della vita decisamente scadente: fanno 6 o 7 notti mesi e lavorano molti sabati e domeniche. Inoltre sono soggetti ad aggressioni verbali e fisiche e guadagnano meno dei colleghi do qualsiasi altro reparto perché non possono esercitare la libera professione. Se non si provvederanno al più presto incentivi economici diversi molti medici se ne andranno e le ore di attesa in coda dei pazienti aumenteranno».

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