Oggi a Genova 

Somma di “ammonizioni” per aver trasgredito le norme (non solo Covid), chiuso per 10 giorni ristorante del centro

L’iter previsto per chi non ha ottemperato alle norme arriva a termine. Affisso sulla saracinesca, ieri chiuso e stamattina a mezz’asta, del locale di via Fiasella c’è un cartello che indica come “responsabili” Polizia locale, Polizia di Stato, Polizia Amministrativa, Asl3, Carabinieri e Comune. Nel messaggio, dove non manca il turpiloquio, si parla di «Farsa politica e provvedimento illegittimo», con evidente riferimento alle norme di prevenzione al Covid. Tra le inadempienze del ristorante, però, non c’è solo quello, ma anche inadempienze amministrative e igienicosanitarie

La serranda fotografata stamane

Nel 2021, il 6 e 13 aprile, il gestore effettuava la somministrazione di pasti anche a persone non convenzionate per il servizio di mensa aziendale. Il 29 maggio il gestore veniva trovato all’interno dell’esercizio commerciale senza utilizzare il dispositivo di protezione individuale pur avendolo con sé, senza mostrare una certificazione medica che lo esentasse dall’utilizzo. Il 20 dicembre il titolare consentiva l’accesso all’attività a persona priva di una delle certificazioni verdi Covid 19. Il 1º febbraio 2022 In qualità di titolare dell’esercizio commerciale prestava il proprio operato dietro il bancone senza indossare il dispositivo di protezione individuale (mascherina), il 24 febbraio il titolare del ristorante svolgeva l’attività lavorativa senza essere in possesso di una delle certificazioni verdi Covid 19. Queste solo le sanzioni della Polizia locale riguardanti il Covid, a cui se ne aggiungono altre di diverso tipo: il 18 maggio 2021 è stata riscontrata la mancanza del cartello col divieto di fumo all’interno del locale. Il 20 maggio dello stesso anno è stata riscontrata la duplice dichiarazione di inizio attività per variazione del legale rappresentante dell’azienda per due diverse autorizzazioni amministrative. Analoga sanzione è stata elevata il 25 maggio.

Poi serie di inadempienze alle norme per il contenimento del contagio verificate da Carabinieri della Stazione di Carignano, dalla squadra di Pg della Questura, dal Commissariato Centro di Polizia nelle date 20 novembre e 2 dicembre 2021, poi il 24 febbraio, il 1º marzo, il 2 marzo e il 3 marzo 2022. Tutte queste irregolarità sono state segnalate all’Ufficio Commercio del Comune dalla Questura.

Poi c’è l’accertamento e la contestazione di violazione amministrativa dell’Ufficio S.C. Igiene alimenti e nutrizione di Asl3 che nel corso di un sopralluogo ha accertato carenze igienico sanitarie in violazione del Regolamento CE nº 852/04 in materia di igiene dei prodotti alimentari, che col Covid proprio nulla ha a che fare.

L’avvio del procedimento per la sospensione della licenza è stato notificato dal Comune al titolare alla fine di marzo e dopo il tempo di legge per la consegna delle memorie dell’imprenditore della ristorazione e sulla base di cinque tra articoli di legge (tra cui quelli del Tulps, Testo unico di Polizia) e decreti diversi, a causa delle ripetute condotte illecite (ben 16) che hanno configurato un abuso grave e reiterato del titolo abilitativo e in considerazione della tendenza del titolare a mantenere comportamenti abusivi del titolo stesso, è stata notificata una sospensione della licenza di 10 giorni. La sospensione della licenza significa chiusura totale h24 per i 10 giorni indicati.

Al ricevimento del provvedimento datato 8 giugno, il titolare ha chiesto il differimento della validità per «l’alta deperibilità dei prodotti presenti nella cella frigorifera»

Preso atto della richiesta, pervenuta per le vie brevi, dell’interessato di differimento del provvedimento di sospensione del titolo abilitativo, giustificata dall’alta deperibilità dei prodotti presenti nella cella frigorifera. La direzione Sviluppo Commercio, nonostante il provvedimento fosse aperto da tempo e nonostante la lunga serie di condotte illecite commesse e verificate da Polizia Locale, Polizia di Stato, Carabinieri e Asl, nonostante lo spirito della legge che prevede il provvedimento con spirito espressamente punitivo, la direzione Sviluppo Commercio ha ritenuto la richiesta meritevole di accoglimento.

Così il locale ha chiuso solo ieri e il titolare ha affisso il cartello che vedete, con accuse a Polizia locale, forze di Polizia varie, Asl e Comune e con il testo “condito” da complottismo dal sapore “no green pass” e, al netto di tutto questo, da una parolaccia perfettamente leggibile da chiunque, dai bambini agli anziani, passi sulla strada.

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