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Protocollo Comune-Garante dell’Infanzia-Tribunale dei minori per i tutori volontari dei minori non accompagnati

Sul territorio circa 450 minori stranieri non accompagnati, da giugno i nuovi corsi per diventare tutori volontari

Tutori volontari per minori stranieri non accompagnati firmato il protocollo di intesa con il Garante regionale dei diritti dell’Infanzia e dell’adolescenza e il Tribunale per i minorenni

È stato firmato quest’oggi il protocollo di intesa per la promozione di azioni congiunte in materia di tutela volontaria di minori stranieri non accompagnati tra Comune, Garante regionale dell’Infanzia e dell’adolescenza e presidente del Tribunale per i minorenni.

Quella dei minori stranieri non accompagnati è infatti una questione molto delicata, con circa 450 ragazzi e ragazze presenti sul territorio genovese, situazione che rischia di aggravarsi ulteriormente anche a causa dello scoppio della guerra in Ucraina.

«Il protocollo d’intesa sottoscritto in data odierna – afferma il Garante regionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza dott. Francesco Lalla – rafforza e amplia la collaborazione tra Istituzioni chiamate ad occuparsi della tutela dei minorenni. L’afflusso cospicuo di bambini e adolescenti stranieri non accompagnati nel nostro territorio, aggravato dai conflitti bellici in corso, ci ha spinti alla creazione di una rete attiva tra Enti per promuovere azioni congiunte finalizzate a sostenere e diffondere la cultura dell’accoglienza e ampliare l’area della coscienza sociale, facendo appello soprattutto al principio di solidarietà dei cittadini, disponibili ad assumere la funzione di tutore volontario».

«Il ruolo del Tribunale per i minorenni all’interno di questo protocollo – spiega il presidente Luca Villa – è un ruolo istituzionale: l’albo dei tutori è tenuto per legge proprio dal tribunale. Occorre quindi ricordare che i tutori volontari sono collaboratori del tribunale, ma sono allo stesso tempo anche dei garanti, svolgendo nell’interesse dei minori una funzione di garanzia, appunto, rispetto agli altri soggetti istituzionali coinvolti. Per far sì che questa funzione possa essere svolta al meglio è importante che la formazione dei tutori riguardi tutti i soggetti coinvolti affinché questi possano conoscere le attività dei soggetti dall’interno: cosa fa il Comune, cosa fa la comunità, chi sono gli operatori, qual è il loro ruolo e quali i loro doveri, anche per richiarmarceli se necessario. Avere la collaborazione del Comune e dei suoi servizi sociali dà una possibilità in più per avere un numero di tutori volontari adeguato e che possa quindi garantire, sostenere e guidare questi ragazzi. Ricordiamoci che sono anche dei mentori, con compiti di garanzia e sostegno per questi ragazzi che, non avendo più una famiglia, devono avere una persona con la quale manifestare i loro malesseri e le loro aspirazioni».

«Il tutore volontario, figura prevista dalla Legge 47/2017 – prosegue Lalla – è un cittadino che volontariamente e gratuitamente assume la tutela dei minori stranieri non accompagnati, garantisce loro cura, protezione e sostegno, li aiuta nel percorso di crescita e di costruzione della propria autonomia, nella prospettiva di una permanenza attiva e integrata nel nostro territorio. È un ruolo impegnativo ma molto gratificante, come riferitoci dai tutori che hanno già svolto tale funzione».

Per tutore volontario si intende infatti il privato cittadino che si rende disponibile a esercitare la rappresentanza legale del minore. Così facendo se ne assume la tutela ed è chiamato a garantirne cura, protezione e sostegno, oltre ad essere una espressione di solidarietà e una occasione di promozione della cultura dell’accoglienza.

Il protocollo di intesa mira a promuovere questa figura partendo innanzitutto dal rafforzamento della collaborazione tra le istituzioni, partendo anche e soprattutto dal lavoro che il Garante dell’Infanzia e dell’adolescenza svolge dal 2017, anno dal quale sono state tenute svariate selezioni e formazioni per tutori volontari con 13 edizioni del corso specifico.

Uno dei punti cardine del protocollo di intesa – che sarà firmato nei prossimi giorni – è la modalità di collaborazione tra istituzioni per quanto riguarda le azioni congiunte di sensibilizzazione e informazione sul tema, azioni che mirano a far conoscere la possibilità di diventare tutori volontari di minori stranieri non accompagnati a quanti più genovesi possibili.

A spiegare come diventare tutori è ancora il Garante: «Per diventare tutore volontario occorre aderire al bando pubblico per la selezione di aspiranti tutori volontari e partecipare al corso di formazione, tenuto dal Garante regionale dell’Infanzia e dell’Adolescenza, a seguito del quale si è inseriti nell’elenco istituito presso il Tribunale per i Minorenni per la nomina. Dal 2017 abbiamo già svolto 13 corsi di formazione per tutori volontari e abbiamo in programma di tenere il prossimo corso intorno a metà giugno. Grazie a questa collaborazione tra Comune di Genova, Tribunale per i Minorenni di Genova e Garante regionale dei diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza e all’impegno civile dei cittadini che si renderanno disponibili ad assumere la funzione di tutore volontario, intendiamo ripartire con grande vigore per realizzare un percorso virtuoso che prevede che i giovani stranieri non siano più soli attraverso il concreto inserimento nel tessuto sociale ligure».

«Con la firma del Protocollo – prosegue Villa – la struttura comunale sarà in grado di garantire una continuità e una qualità della preparazione dei tutori e degli aspiranti tutori, aumentando l’intensità dei corsi e dandone maggiore pubblicità. Abbiamo bisogno di questa continuità perché l’arrivo dei minori stranieri non accompagnati non è un fenomeno estemporaneo, ma è strutturale della società in cui viviamo ed è un fenomeno con il quale gli enti coinvolti devono continuamente confrontarsi. Per questo strutturare la formazione dei tutori volontari in maniera continua e alzandone ulteriormente il livello è importantissimo affinché questi siano sempre preparati ad assolvere il ruolo e non si trovino impreparati rispetto a situazioni che non conoscono o magari costretti a interloquire con soggetti, in particolar modo il Comune, con i quali non hanno mai avuto a che fare. Bisogna poi ricordare che la figura dell’assistente sociale rimane comunque centrale nel seguire questi ragazzi e fare una formazione in collaborazione con l’ente comunale permette ai tutori volontari di avere un approccio facilitato con il soggetto che segue un aspetto importantissimo: l’inserimento dei ragazzi nella società»

Il Comune si è impegnato a dare supporto al Garante per la divulgazione del bando aperto per gli aspiranti tutori volontari attraverso tutti i mezzi di comunicazione disponibili, impegnandosi anche a organizzare incontri territoriali e corsi di formazione: https://www.regione.liguria.it/consiglio/item/15714-bando-tutori-minori-non-accompagnati.html

Il protocollo di intesa avrà durata di tre anni, prorogabili, e non comporterà alcun onere aggiuntivo per le parti in causa.

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