Ambiente 

Legambiente: «Preoccupazione per le aree protette della Liguria in difficoltà per le scelte della Regione»

«Siamo contrari alla figura del direttore unico per i parchi della Liguria, indebolisce Enti già in difficoltà e non fa risparmiare. Chiederemo al Ministero Transizione Ecologica di portare la proposta elaborata da Anci Liguria presso la Conferenza Stato Regioni Enti Locali per sancire la nascita dell’Ente parco nazionale di Portofino»

Il futuro delle aree protette della Liguria e in particolare del Parco nazionale di Portofino sono stati i temi discussi durante il convegno “Il ruolo dei parchi tra transizione ecologica, green economy e turismo sostenibile” organizzato sabato scorso a Zoagli (GE) da Legambiente in collaborazione con Federparchi e il patrocinio del Comune.

«Un’occasione importante per fare il punto sulle aree protette della Liguria e sul Parco nazionale di Portofino che, dalla fine 2017, è ancora in attesa di essere istituito – dicono a Legambiente -. Le aree protette della Liguria sono in difficoltà per scelte che la Regione sta imponendo agli Enti parco regionali. La modifica della governance crea continue fibrillazioni e difficoltà gestionali e negli ultimi anni non c’è stata Giunta regionale che, con la scusa di razionalizzare le spese, non abbia manomesso l’insieme dei principi, delle regole e delle procedure per indebolire e precarizzare gli Enti gestori – spiega Santo Grammatico, presidente Legambiente Liguria che ha coordinato il dibattito ed aggiunge ulteriori elementi di criticità emersi durante l’incontro, che ha continuato: «Questi Enti sono sempre più alle prese con emergenze da affrontare ma con pochi strumenti a disposizione per governarle. L’ultima trovata della Giunta Toti segna la negazione dell’autonomia degli Enti proponendo un modello che centralizza la figura del Direttore dei parchi creando una situazione unica nel panorama nazionale».

«In sostanza per quattro aree protette regionali (Alpi liguri, Antola, Portofino e Montemarcello Magra) vi è un unico Direttore, ma la cosa ancora più grave è la prospettiva che si arrivi addirittura ad un unico direttore per sei aree protette – proseguono il presidente di Legambiente Liguria -. La figura di Mega-Direttore coinciderebbe con quella del Dirigente del Settore politiche della natura e delle aree interne, protette e marine, parchi e biodiversità che, dunque, potrà dedicarsi ai parchi regionali nei ritagli di tempo».

«Con questa scelta – continua Grammatico – si crea un pericoloso accentramento di responsabilità, con la sovrapposizione delle figure del controllato e del controllore che coinciderebbero. Il venir meno del ruolo di terzietà, indebolirebbe la missione e l’operatività dei parchi regionali che, avendo già problemi di personale, non avranno nemmeno un direttore ma solamente in condivisione al 15% del tempo. Significherebbe, di fatto, avere la disponibilità ogni otto giorni per Parco, senza un reale risparmio poiché, ad esempio, il Parco regionale di Portofino dovrà sborsare 62 mila euro/anno».

«È evidente che più che una operazione per risparmiare sembra una scelta per indebolire gli istituti di tutela già precari in Liguria. Inoltre, e non è un dettaglio, i quattro Enti parco che hanno accettato questa soluzione proposta dalla Regione si collocano in contrasto con uno dei principi fondanti della Federparchi, associazione a cui tutti sono iscritti, che prevede che ogni area protetta sia dotata della figura del direttore nella pienezza delle proprie funzioni» aggiungono a Legambiente.

«Anche per il Parco nazionale di Portofino – puntualizza Antonio Nicoletti, Responsabile nazionale Aree protette e biodiversità di Legambiente – è emerso il ruolo inadeguato della Regione che, anziché essere punto di sintesi, da mesi gioca a disfare le soluzioni tecnicamente appropriate e allontana la conclusione dell’iter».

Come è emerso dalla nota comunicata dal Ministero della transizione ecologica dello scorso 31 marzo, la Regione viene censurata per non aver preso in considerazione la proposta elaborata da Anci Liguria e sostenuta da 7 sindaci sugli 11 previsti nella ipotesi di perimetrazione elaborata da Ispra.

«Non si comprende come, a fronte di una disponibilità di 7 comuni favorevoli, la Regione insista con una proposta di Parco nazionale con soli 3 comuni e insufficiente a giustificare la nascita di un’area protetta nazionale e l’impegno finanziario dello Stato» dicono all’associazione

«Siamo convinti, invece, che la proposta elaborata da Anci Liguria sia una sufficiente base di partenza per definire una proposta finale che sia scientificamente adeguata e socialmente accettabile. Siamo d’accordo di assegnare al Parco nazionale anche la gestione dell’Area marina protetta di Portofino e che ci sia un unico soggetto gestore».

Per sbloccare la situazione fin qui cristallizzata e trovare un’intesa tra le parti, Legambiente chiederà al Ministero della Transizione Ecologica di portare la proposta elaborata da Anci Liguria, su cui anche durante il convegno si è realizzata un’ampia condivisione, presso la Conferenza Stato Regioni Enti Locali e concludere l’iter tecnico che porterà alla definizione della perimetrazione e delle Misure provvisorie di salvaguardia che devono essere parte integrante del Decreto del Presidente della Repubblica che sancirà la nascita dell’Ente parco nazionale di Portofino.

«La condivisione d’intenti raggiunta tra i partecipanti intervenuti al convegno, sarà la base per continuare l’opera di informazione che Legambiente intende perseguire per combattere le fake news e garantire una corretta conoscenza delle opportunità e delle regole di un Parco nazionale – concludono i dirigenti dell’associazione ambientalista -. Siamo a disposizione degli amministratori e delle comunità locali che intendono approfondire le conoscenze sulle aree protette e superare gli ostacoli che la cattiva politica ha fin qui utilizzato per dividere le persone e allontanare il raggiungimento dell’istituzione dell’area protetta» concludono i dirigenti dell’associazione ambientalista.

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