Italia e Mondo 

Parigi, Macron vince al ballottaggio. Destra sconfitta, ma l’ha votata quasi il 42% dei francesi

Il presidente uscente Emmanuel Macron ha ottenuto 18,7 milioni di voti, il 58,55% di quelli espressi. Per la sfidante Marine Le Pen hanno votato 13,3 milioni di francesi, una percentuale del 41,45% dei voti, l’8% in più rispetto al 2017. L’astensione ha fatto segnare il livello più alto per un ballottaggio dal 1969, con il 28,01%

«La vittoria da parte di Emmanuel Macron nelle elezioni presidenziali francesi è una splendida notizia per tutta l’Europa – ha commentato il premier italiano Mario Draghi -. Italia e Francia sono impegnate fianco a fianco, insieme a tutti gli altri partner, per la costruzione di un’Unione Europea più forte, più coesa, più giusta, capace di essere protagonista nel superare le grandi sfide dei nostri tempi, a partire dalla guerra in Ucraina.Al Presidente Macron vanno le più sentite congratulazioni del Governo italiano e mie personali. Siamo pronti da subito a continuare a lavorare insieme, con ambizione e determinazione, al servizio dei nostri Paesi e di tutti i cittadini europei».

Macron, rispetto alle elezioni del 2017, ha perso terreno rispetto a Le Pen, che gli ha eroso ben 8 punti percentuali. Sa perfettamente che la sinistra, al ballottaggio, lo ha votato turandosi il naso per sbarrare il passo all’ultradestra, un “sacrificio” che la sinistra italiana non ha mai saputo fare. Ieri, nel suo breve discorso, Macron ha detto che si apre «una nuova era», ha promesso di «rispondere alla rabbia del Paese» e ha sottolineato il debito di riconoscenza nei confronti della sinistra: «Nei prossimi anni sarò debitore verso di loro» ha dichiarato, spiegando «Sono consapevole del fatto che questo voto mi impegna nei prossimi anni. Sono depositario del loro senso del dovere, del loro attaccamento alla repubblica e del rispetto delle differenze che si sono espresse in queste ultime settimane». Ha poi parlato del forte astensionismo e della parte del voto di estrema destra che ha origini non ideologiche, ma nasce dall’insoddisfazione che genera protesta.

Ora Macron si trova a dover mantenere le promesse fatte sulle riforme, in primis quelle sulle pensioni. Deve cambiare rotta per evitare che si ripetano le proteste degli ultimi 5 anni, a partire da quella dei Gilet Gialli. Sono fissate per giugno le elezioni legislative per rinnovare il parlamento e il rischio è che queste non portino al presidente una maggioranza affidabile. Jean-Luc Mélenchon, fondatore nel 2008 del Partito di Sinistra e attuale leader de La France Insoumise (“La Francia Indomita”), il principale gruppo politico di sinistra, punta a guidare il governo riunendo la sinistra. Il movimento “En Marche!” costituito 5 anni fa da Macron in occasione delle elezioni legislative, potrebbe non riuscire a garantire la tenuta del governo e così il confermato presidente francese pare intenzionato, lo ha annunciato dopo il risultato del primo turno delle presidenziali, potrebbe creare un «nuovo grande movimento politico».

Per Marine Le Pen, candidata dell’estrema destra, è la terza sconfitta alle elezioni presidenziali ma con un risultato mai così alto dal 1958 per lo schieramento. Le Pen ha ottenuto otto punti in più rispetto alle precedenti presidenziali, quelle del 2017. Lei parla di un risultato che è «un’eclatante vittoria» e ha lanciato «la grande battaglia elettorale delle legislative»del suo partito, il Rassemblement National. I voti raccolti dalla destra a queste elezioni, sommando quelli dei tre partiti di area, Rassemblement Reconquete e Debout la France, ammontano al 32% delle preferenze.

Le Pen è alleata di Matteo Salvini, con cui ha a lungo condiviso le simpatie e i rapporti con Vladimir Putin ai tempi in cui il leader della Lega si faceva vedere con la maglietta che portava stampata la faccia del presidente russo. La politica francese di ultradestra sta ancora rimborsando un prestito di 9 milioni di euro ad una banca di Mosca.

Related posts

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: