Topi e sporcizia: Polizia locale e Asl chiudono un altro ristorante Sushi, stavolta in corso Torino

La situazione era talmente critica, anche alla luce della presenza della deiezioni dei frequentatori murini, che è stata decisa l’immediata chiusura del pubblico esercizio. Denunciato il titolare. Oltre 8mila euro di sanzioni

Oggi il personale della Polizia locale del Nucleo Commercio dell’Unità territoriale centro, insieme gli ispettori della Asl3 del settore Igiene Alimenti e della Nutrizione, all’ora di pranzo si sono presentati presso il ristorante con insegna Koi Sushi in corso Torino 28r. Al termine dell’ispezione il locale è stato chiuso fino al ripristino delle condizioni di legge del pubblico esercizio. Succede a pochi giorni dalla chiusura di un altro ristorante sushi, riaperto qualche giorno dopo a seguito del ripristino, ma che sarà frequentemente controllato per verificare il rispetto delle norme.

Il sopralluogo in corso Torino è stato condotto in orario di apertura del locale, quando la clientela era ancora intenta a consumare.

Da parte della Polizia Locale è stata accertata e contestata la mancata esposizione dell’autorizzazione amministrativa, in violazione del Regolamento di Esecuzione TULPS (sanzione da 308 euro). Inoltre gli agenti di Polizia Giudiziaria della PL hanno accertato violazioni in merito alla sorvegliabilità del locale per la presenza di uscite e finestre che danno accesso a luoghi privati, in contrasto con quanto indicato dalle norme. Di questo verrà fatta segnalazione allo Sportello unico delle attività produttive del Comune per i relativi provvedimenti.

Da parte del tecnico della Prevenzione della ASL3 sono state accertate gravi carenze igienico-sanitarie. Sono stati trovati alimenti conservati in contenitori riutilizzati; frigo contenente pesce senza termometro per la rilevazione della temperatura; nelle cucine sono state riscontrate gravi carenze di manutenzione e pulizia, con una evidente infestazione di topi dovuta che presumibilmente entravano da una porta aperta su un distacco esterno priva di barriere contro l’ingresso di animali infestanti. Inoltre le condizioni esterne, compreso gli scalini per l’uscita, erano pessime con accumulo di materiale che permetteva l’annidamento di animali infestanti. In cucina la sporcizia risultava pressoché totale, con particolare rilievo sotto le attrezzature che si presentavano sporche ed untuose con sporcizia pregressa. I lavandini venivano utilizzati per il decongelamento delle materie surgelate o, in alternativa, come deposito dei rifiuti. Il bidone della spazzatura ricolmo di rifiuti risultava aperto con il coperchio non utilizzato. I banchi frigo con sopra il piano di lavoro possedevano guarnizioni in parte rotte e in parte ammuffite con il pericolo di contaminazione degli alimenti conservati, tra l’altro non protetti dalle contaminazione. L’impianto di aspirazione era coperto da uno strato di pellicola generalmente utilizzata per gli alimenti, evidenza del fatto che l’impianto presenta evidenti colamenti di grasso proprio sopra agli alimenti sotto prodotti o conservati. Anche la cappa di aspirazione presentava segni di colamento e grasso che non veniva rimosso da diverso tempo. Gli alimenti detenuti nelle celle frigo e fuori risultavano privi di ogni protezione dalla contaminazione. Il pavimento nella zona lavaggio era carente di manutenzione, specie le griglie di captazione delle acque di lavaggio che risultavano sporche ed ostruite da sporcizia. Nel locale deposito è stato accertato massimo disordine e scarsa manutenzione generale, con presenza di contenitori di mozziconi di sigarette, indice di utilizzo del deposito degli alimenti come area fumatori dei dipendenti. Le celle frigo evidenziavano scarsa manutenzione visto gli spessi strati di ghiaccio, mai rimossi, oltre a ventole sporche e polverose con il pericolo di contaminazione degli alimenti conservati, tra l’altro senza nessuna protezione, che ha reso la situazione ancora più grave. Nel magazzino hanno notato la presenza di escrementi murini, segno evidente di una forte presenza di topi. I bidoni della spazzatura in questa zona erano costituiti da sacchi neri appesi alle attrezzature. Una zona dell’area lavaggio aveva altezza minima di 2 metri, quindi non adatta ad essere utilizzata come laboratorio ed era stata adibita a zona di preparazione visto la presenza di due bollitori per il riso. Inoltre gli operatori della cucina erano tutti privi di mascherina, pertanto la Asl3 procederà a fare segnalazione alla Struttura Complessa – Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro per gli adempimenti di competenza.

Inevitabile, alla luce della situazione, la sospensione immediata dell’impresa. La ASL3 procederà a contestare le violazioni igienico sanitarie. La sanzione è di 8 mila euro.

Inoltre il legale rappresentante verrà denunciato per le violazioni della “Disciplina igienica della produzione e della vendita delle sostanze alimentari e delle bevande”.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: