Oggi a Genova 

Apre l’Emporio Solidale, non solo hub per l’emergenza alimentare ma luogo per ricucire unità

Non solo distribuzione di beni, ma una sala polivalente con sartoria sartoriale, corsi di ginnastica e tante altre attività. Un progetto nato dalla collaborazione tra ANPI “Teresa Mattei, Il Ce.sto Odv e Genova Solidale

Sestiere del Molo, inaugurato l’Emporio Solidale: è il primo community hub

È stato inaugurato oggi, tra piazza Veneroso e via di Canneto il Lungo 57rosso, il nuovo Emporio Solidale, primo community hub del Sestiere del Molo.

L’emporio nasce dal lavoro – durato due anni – dei volontari di ANPI sezione “Teresa Mattei”, Il Ce.sto Odv e Genova Solidale con la collaborazione degli abitanti del Sestiere. Il progetto punta a superare il concetto di semplice assistenzialismo – ovvero quello dove viene fornito un aiuto alimentare a chi ne ha bisogno, ad esempio – per evolversi in un principio di valorizzazione delle persone stesse.

Per questo è stata costruita una rete di reciprocità atta a rispondere alle difficoltà del quartiere e sono state individuate secondo due criteri una serie di azioni utili a tutti i cittadini che lo abitano: il primo criterio è quello di individuare azioni specifiche che possano essere utili al quartiere, inteso sia come abitanti che come territorio; il secondo è quello che vuole valorizzare le persone secondo le loro qualità e capacità perché migliorando sé stessi si migliorano sia il contesto che il rapporto con gli altri.

Così, nel tempo e grazie al lavoro sul territorio, si è generata una rete di donatori di materiali per rifornire l’emporio di beni che vanno dai generi alimentari al materiale scolastico, al vestiario ai beni medici e sanitari.

«Il lavoro svolto sul territorio da ANPI, Ce.sto e Genova Solidale sul territorio – dice il consigliere alle Politiche sociali Mario Baroni – ha finalmente trovato una casa nello spazio che stiamo inaugurando oggi. Poter contare su un community hub nel Sestiere del Molo, il primo nel suo genere, è un passo molto importante per poter fornire una nuova forma di assistenzialismo, capillare, mutuale, che mette al centro la dignità e l’inclusione e davvero solidale, che non può che essere di sprono per alzare l’asticella sempre più in alto. L’Emporio solidale è davvero l’espressione massima di cosa possono fare il mondo dell’associazionismo, i singoli cittadini e le istituzioni quando decidono di lavorare insieme».

Il progetto parte infatti dall’assistenza ai bisogni primari per poi diventare strumento di inclusione e restituzione della dignità e parte dalla risposta all’esigenza di immettere un cambiamento positivo nella comunità locale: per questo è diventato un vero e proprio community hub così come è delineato anche negli obiettivi del Patto di Sussidiarietà “Progetto di comunità per interventi e servizi nella zona denominata Sestiere del Molo” (parte del nuovo Piano Integrato Centro Storico) in cui il progetto Emporio solidale rientra.

L’arrivo dei profughi ucraini sarà per questo progetto un ulteriore stimolo di sviluppo.

All’interno c’è anche una sala polivalente dove verranno svolte tutte le attività, tra le quali una sartoria solidale, corsi di ginnastica, informatica e molto altro.

«L’Emporio solidale rimanda a un’idea di città ma anche di un ruolo diverso che servizi e lo stesso volontariato devono assumere davanti a un mutamento accelerato che segna le nostre vite come le comunità – aggiunge Elena Fiorini, presidente del Ce.sto Odv -. Le povertà, oggi, sono nell’orizzonte di vita possibile di ciascuno. Bisogna evitare vecchi stereotipi, favorire le opportunità, valorizzare e rendere possibile il contributo delle persone che hanno bisogno di aiuto ed assistenza al contesto che le circonda. In una nuova mutualità solidale che è anche ricomposizione della comunità e tenere insieme un tessuto sociale sempre più frammentato. La nostra scommessa, che è, in fondo, un vero e proprio laboratorio sociale, diventa parte di una città giusta per tutti».

«L’emporio è molto in linea con la storia del Cesto – aggiunge Fiorini -. Sarebbe stato un po’ stonato fare una mera distribuzione di alimenti. L’idea di fondo è: in un periodo in cui ci sono tante diseguaglianze, in cui si parla di povertà e si tocca con mano tra le persone, il fatto di intervenire sul bisogno è, naturalmente, indispensabile, ma questo non può essere scisso dal fatto di considerare le persone delle persone che sono in grado di dare qualcosa e partire, quindi, dalle loro potenzialità e non elidere la loro dignità. Ci sono persone che sono venute a trovarsi nella situazione, che evidentemente non gli era nota, di dover chiedere degli alimenti ed erano veramente umiliate. In questo abbiamo trovato che le persone hanno voglia di fare. L’aspetto innovativo di questo progetto è che le persone, in pratica, restituiscono quello che sanno fare, con attività a favore degli altri, ma anche con attività a favore di se stesse, perché cambi il contesto attorno a te anche migliorando te stesso. Questo è un aspetto che secondo noi riguarda un modo diverso di guardare la città, ma anche un modo diverso di guardare i servizi. I servizi, in un mondo così complesso non possono limitarsi a dare delle cose, devono ricucire unità, i servizi devono tessere una rete tra le persone e per fare questo non ci si può limitare a dare pacchi, ma bisogna pensare a far sì che queste persone diventino vitali per la comunità».

«L’Emporio Solidale costituisce il primo passo compiuto dall’Area Sociale del Patto di Sussidiarietà per la rigenerazione del Sestiere del Molo, per ridurre la distanza tra i bisogni espressi da questa zona e l’organizzazione di risposte di prossimità – spiega Sergio Revello, referente area sociale del Sestiere Molo -. L’Emporio Solidale dimostra, coinvolgendo famiglie, volontari, operatori sociali, commercianti e imprese profit, dimostra che quando una comunità si fa carico collettivamente dei bisogni dei suoi membri più fragili si riesce a approntare soluzioni efficaci in grado di attivare le molteplici risorse del Sestiere».

«L’Emporio solidale – aggiunge Marco Montoli, responsabile Patto di sussidiarietà del Sestiere del Molo- rappresenta una parte di solidarietà concreta in una fase di rigenerazione di un territorio come il Sestiere del Molo e per il rafforzamento della comunità locale. L’arrivo dei profughi ucraini nei prossimi giorni sarà un’ulteriore messa in prova di questo processo rigenerante e della capacità di solidarietà attiva del quartiere».

«Il progetto è partito dall’esperienza di distribuzione alimentare alle famiglie del Centro Storico che si trovavano in stato di necessità. Due anni fa i nuclei aiutati erano 20, oggi sono purtroppo 280», conclude Valentina Arcuri, appartenente al direttivo Ce.Sto Odv e presidente ANPI “Teresa Mattei”.

In tre anni i volontari hanno raccolto e distribuito tonnellate di alimenti, abiti, accessori, coperte, materiale scolastico, medicinali e articoli parafarmaceutici. Con l’aiuto anche economico di tante persone, hanno compiuto almeno 2 o 3 viaggi ogni anno per sostenere le associazioni che da anni si occupano dei migranti che passano da Ventimiglia; hanno organizzato corsi di formazione e diverse attività, che da oggi, anche grazie al sostegno del Patto di sussidiarietà siglato con il Comune di Genova, trovano una sede qui all’Emporio Solidale di via Canneto il Lungo, diventando il primo community hub del Sestiere del Molo.

L’inaugurazione ha avuto una coda polemica. All’inaugurazione si è presentato anche il candidato sindaco del centrosinistra Ariel Dello Strologo.

«L’apertura dell’Emporio Solidale rappresenta la forza che il tessuto cittadino ha di rispondere concretamente alle esigenze delle persone e dimostra il desiderio di partecipazione collettivo, con quello spirito di unione di cui un sindaco dovrebbe essere la sintesi – ha scritto Dello Strologo sulla sua pagina facebook -.In questo momento sono tanti a essere in difficoltà, di qualunque età e ceto sociale: è necessario riconoscerle e accoglierle offrendo non solo contributi materiali ma un’amministrazione comunale ricettiva e capace di dare ascolto e di creare e salvaguardare un terreno fertile per queste iniziative.Quello di oggi è anche un passo importante verso la rigenerazione del centro storico come luogo di aggregazione e di vita quotidiana. La vera forza di un Comune è il far sentire tutti parte di una comunità, senza divisioni e barriere».

Commenta Vince Genova: «Siamo soddisfatti che Dello Strologo apprezzi l’operato della Giunta Bucci. Dello Strologo approfitta di un’iniziativa organizzata dal Comune di Genova per fare campagna elettorale. Al di là della scarsa sensibilità istituzionale che evidentemente contraddistingue il candidato delle sinistre, come Vince Genova siamo soddisfatti di quanto abbia apprezzato il lavoro di questa giunta comunale e del consigliere delegato alle Politiche Sociali Baroni. L’Emporio solidale infatti è diventato un vero e proprio community hub previsto nel Patto di Sussidiarietà “Progetto di comunità per interventi e servizi nella zona denominata Sestiere del Molo” che è parte del Piano Integrato Caruggi che questa amministrazione ha voluto, elaborato e finanziato per il centro storico».

Related posts

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: