Oggi a Genova 

Muma, quando un museo diventa pescheria con degustazione e spazio per categorie economiche

La giunta comunale ha deliberato ieri di partecipare con l’istituzione Muma al bando della Cciaa per 25mila euro di fondi al fine di realizzare un infopoint legato alla pesca. Leggendo il comunicato del Comune si capisce che, nel Museo del Mare, un’area, gestita di fatto dalle categorie, «sarà incentrata sulla lavorazione del pesce. Sarà dotata di attrezzature idonee alla pulizia e lavorazione del pesce, zona degustazione» si legge nella nota del Comune. Ci dobbiamo aspettare che, prima o poi, spunti – gestito da qualche associazione di cacciatori -un punto di degustazione di piatti a base di cacciagione sotto la “Cuoca” di Strozzi nei musei di Strada Nuova?

Si scherza, ma poi nemmeno troppo. La citazione “fuori i mercanti dal tempio” è biblica e anche un po’ scontata. Il Comune vuole dedicare una parte del Museo del Mare ad associazioni di categoria a cui fanno capo le imprese della pesca. Lì, in area museale (sai che effluvi in tutta la struttura!…) sarà sfilettato e lavorato il pesce. In realtà uno spazio esterno dedicato alle stesse identiche realtà c’è già, anche se spesso turisti e genovesi lo trovano vuoto. Magari per i problemi legati al Covid, chissà? Fatto sta che ora il Comune ha deciso di far entrate proprio nel museo del mare i pescatori. Con didattica «per incentivare anche i più giovani alla conoscenza del mondo della pesca». Le degustazioni saranno gratuite o a pagamento a favore delle aziende che fanno riferimento alle realtà che lo animeranno? Cioè: diventerà anche questa l’ennesima offerta commerciale acchiappaturisti in zona ad altra frequentazione nella rutilante galassia delle degustazioni proposte da realtà private più o meno appoggiate da soggetti pubblici, dal pesto al vino?

Si legge nella nota che sarà «Uno spazio per spiegare le tecniche di pesca tradizionale e moderna ai visitatori del Museo del Mare, ma anche per degustazioni, fare didattica ai ragazzi, seminari e convegni». È questo il progetto approvato dalla giunta comunale su proposta dell’assessore al Commercio Paola Bordilli relativo all’infopoint sulla pesca nell’ambito del Flag territoriale-Fisheries Local Action Groups Gruppo di azione costiera Levante Ligure che il Mu.Ma-Istituzione Musei del Mare e delle Migrazioni, su mandato del Comune di Genova.

Il bando rientra nell’ambito delle attività del Flag Gac Levante ligure con l’obiettivo di valorizzare la filiera della pesca attraverso la collaborazione tra Comuni, associazioni e imprese territoriale del settore ittico. Cosa è il Flag Gac? È un raggruppamento di partner sia pubblici sia privati – di cui la Camera di Commercio di Genova che ha emesso il bando è capofila – che ha come obiettivo generale quello di «favorire la gestione sostenibile delle attività di pesca e acquacoltura incentivando al contempo la competitività e la relativa capacità di generare sviluppo, occupazione e coesione territoriale».
Sono partner operativi della Camera di Commercio di Genova: Università degli Studi di Genova, Camera di Commercio Riviere di Liguria, Centro Ligure Produttività, Consorzio di gestione dell’Area Marina Protetta del Promontorio di Portofino, Coldiretti Impresa Pesca Genova, Coldiretti Impresa Pesca La Spezia, Confcooperative Federpesca Liguria, Legacoop Liguria Dipartimento Pesca. Sono partner di supporto: Società Italiana di Nutrizione Umana (SINU),  Assoutenti Liguria, Legambiente Liguria Onlus.

Non bastava il pontone esterno costruito qualche anno fa in darsena? Pare di no.

Da qui, il comunicato del Comune.

Come previsto dal bando, il Comune di Genova sottoscriverà protocolli d’intesa con alcune associazioni del settore ittico che hanno già manifestato l’interesse a partecipare all’animazione del nuovo Infopoint: l’Associazione pescatori liguri, Coldiretti impresa pesca, l’Associazione culturale Foverergreen e la rete temporanea di imprese Aditus Socioculturale.

Il nuovo Infopoint sarà ospitato nella sala “Il cantiere” all’interno del Galata Museo del Mare di Genova, dov’è già presente un percorso espositivo dedicato alla pesca tradizionale. L’Infopoint diventerà il luogo dove vengono svolte attività didattiche a tutti i livelli, formazione e divulgazione.

Il progetto, realizzato dallo studio Podestà Architettura, prevede la suddivisione dell’area in due spazi per attività legate alla pesca e per quelle della lavorazione del pesce.

La prima area sarà incentrata sulla didattica e sulla formazione connessa alle attività legate alla pesca: sarà attrezzata con una postazione pc, collegamento internet e attrezzatura per proiezione, seggiole pieghevoli e una parete attrezzata per riporle all’occorrenza. Qui verranno svolte attività didattiche a tutti i livelli, dai corsi di formazione per pescatori professionali a quelli per chi si vuole avvicinare alla pesca per svago. Lo spazio potrà essere utilizzato per seminari e piccoli convegni sulla sostenibilità nella pesca.

Sul perimetro esterno della stanza sarà illustrato lo sviluppo della pesca, da quella tradizionale alla moderna, con riferimento alle attività post pesca (pulitura e preparazione del pesce, ittiturismo, vendita, cottura) che verranno spiegate nella seconda area. I modellini della pesca tradizionale, oggi esposti al Mu.Ma, saranno ricollocati nella prima parte del percorso e saranno visibili solo attraverso degli spioncini/oblò predisposti sul pannello che li racchiude. Lo sviluppo della pesca fino ad arrivare ai giorni nostri sarà esposto lungo il lato lungo della stanza, ricoperto da doghe lignee per locali pubblici a “tolda di nave” che seguiranno l’andamento curvo della volta. La pavimentazione sarà eseguita con la posa di doghe di legno della stessa tipologia e colore.

Poi ci sarà lo spazio sfilettatura/preparazione/degustazione.

Per incentivare anche i più giovani alla conoscenza del mondo della pesca il percorso sarà illustrato con un personaggio fumettato, che sarà presente anche nei magazine/opuscoli informativi da distribuire. In questi spazi sarà inoltre possibile svolgere attività in sinergia anche con tutti gli stakeholder che si occupano di mare e ambiente marino.

Le attività di animazione dello spazio (convegni, incontri, laboratori didattici e formativi) saranno organizzati anche grazie alla collaborazione tra il Mu.MA e le principali associazioni di categoria (Associazione Pescatori Liguri e Coldiretti Impresa pesca), nonché di un’associazione culturale già attiva nella zona della Darsena (Forevergreen) e del soggetto incaricato della gestione delle attività educative del Galata Museo del Mare (RTI CNS/Aditus, tramite gli operatori della consorziale Socioculturale cooperativa sociale onlus).

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