Sindacale 

I lavoratori IIT chiedono tutela: «Servono nostri rappresentanti nel comitato Covid aziendale»

I dipendenti della Fondazione Istituto Italiano di Tecnologia, attraverso i propri rappresentanti, esprimono «sconcerto nel constatare come la Dirigenza dell’Istituto non ritenga necessario rivedere le modalità del lavoro in presenza e da remoto, come più volte richiesto e soprattutto alla luce della delibera del Governo approvata in data 15 dicembre 2021. Delibera che ha esteso lo stato di emergenza fino al 31/03/2022»

I lavoratori, scrivono i loro rappresentanti, ritengono che «la riorganizzazione delle attività dell’IIT, col fine ultimo di tutelare al massimo tutti i colleghi che hanno accesso all’Istituto (sia nelle sedi centrali sia nei centri) nei confronti di un possibile contagio da Covid-19, debba rappresentare un interesse primario della Dirigenza. Da affrontarsi in via prioritaria, e soprattutto operativamente, con il tramite delle rappresentanze dei dipendenti. Si ricorda infatti che, sebbene il Protocollo generale Covid – pubblicato dal Ministero del lavoro – preveda la costituzione in azienda di uno specifico Comitato per l’applicazione e la verifica delle regole del Protocollo stesso, da effettuarsi con la partecipazione delle rappresentanze dei lavoratori e degli RLS, allo stato attuale l’attivazione in IIT di tale Comitato non registra un coinvolgimento attivo della rappresentanza del personale (che l’ha richiesto), ma soltanto limitate consultazioni degli RLS»

«Con il prolungarsi dell’emergenza pandemica, i cui numeri di fine anno indicano come essere ancora lontana da definitiva conclusione, si richiede la costituzione di un comitato Covid aziendale completo di tutte le sue componenti, così come stabilito dagli accordi sindacali e dalle norme nazionali, nonché quelle revisioni delle modalità di lavoro che favoriscano in massima parte le attività da remoto – proseguono i lavoratori – In previsione del protrarsi della fase pandemica nel nuovo anno, i Rappresentanti e il personale tutto, intraprenderanno ogni azione utile al fine di tutelare il proprio fondamentale diritto alla salute e alla sicurezza sul luogo di lavoro; nella piena consapevolezza del contributo e dell’impegno che i lavoratori stessi hanno orgogliosamente profuso dai primi momenti della crisi pandemica nel 2020 fino al momento attuale.  Un impegno che ha permesso di mantenere in piena funzione l’attività dell’Ente, nonché il conseguimento degli obiettivi scientifici della Fondazione».

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