Il vizietto del saluto romano dei consiglieri comunali liguri, la condanna di Anpi e Pd

Dopo i fatti di Cogoleto, stavolta sarebbe successo a Ventimiglia dove, però, il diretto interessato, Ino Isnardi, consigliere di Fratelli d’Italia, smentisce e dice che si trattava solo di un braccio alzato per chiedere la parola

Tutto è cominciato martedì scorso quando, durante un intervento sull’emergenza Covid, il consigliere di maggioranza (lista civica Scullino) Giuseppe Palmero ha usato parole decisamente colorite: «è colpa di ‘sto cxxxo», ha detto. Il presidente del consiglio comunale di Ventimiglia, Andrea Spinosi, è intervenuto con fermezza e il consigliere della lista civica ha replicato, prima scusandosi per i toni usati, poi facendo capire che in aula c’era di peggio perché «ci si saluta facendo il saluto romano» e «sotto gli occhi tutti», quindi senza che alcuno intervenga con una reprimenda almeno pari a quella scatenata dalla sua “parola del gatto”. A quel punto, Isnardi sbotta e alza il braccio. Era una richiesta di prendere la parola, come il consigliere Fdi afferma, o un saluto romano? Tutto è stato ripreso dallo streaming in diretta e ad analizzare i fotogrammi potrebbero essere, ora, come già accadde a Cogoleto, la Prefettura e le forze dell’Ordine e, se del caso, la magistratura.

«Nessun alibi per i consiglieri “nostalgici” – scrive l’Anpi in un comunicato -. Ci risiamo: dopo i tre consiglieri comunali che nel gennaio scorso a Cogoleto avevano fatto il saluto romano durante una seduta peraltro aperta nel ricordo del Giorno della Memoria, adesso è dal consiglio comunale di Ventimiglia che arriva l’immagine – ripresa dalle videocamere – di un esponente di Fratelli d’Italia che si esibisce più volte con il braccio teso. E anche noi, come chiesto dal presidente del consiglio comunale, vogliamo vedere chiaro in quanto è accaduto, tanto più che il fatto è stato motivato dal consigliere come una maniera per chiedere la parola, ma stigmatizzato da esponenti dello stesso centrodestra. Concordiamo con le forze politiche– Pd e Linea Condivisa – che hanno chiesto, qualora l’intenzionalità del gesto venisse confermata, l’intervento del prefetto di Imperia. Peraltro, attendiamo di conoscere, dopo gli interrogatori previsti nel prossimo mese di gennaio, le decisioni giudiziarie in merito ai tre consiglieri di Cogoleto, sul cui gesto anche la prefettura di Genova aveva aperto un suo approfondimento e che nel caso di processo, noi saremo presenti come “parte offesa”. Riteniamo che debba finire una volta per tutte la stagione in cui qualche eletto nei partiti di destra si richiama apertamente, con parole o con gesti, al Ventennio fascista e ai suoi riti, cercando poi una giustificazione banale. È necessario che, come indica in una nota l’Anpi provinciale di Imperia, siano fatti tutti gli accertamenti necessari, sia sotto il profilo giudiziario che quello politico, perché chi siede in un’assemblea elettiva è solo grazie alla Costituzione repubblicana e democratica – di fatto irrisa con il saluto romano – che può esprimersi. Ma soprattutto, basta con gli alibi: ci sono le leggi, dalla Scelba alla Mancino, che puniscono chi compia “manifestazioni usuali o esponga simboli riconducibili al disciolto partito fascista o di organizzazioni naziste”. Solo con il massimo rigore si può impedire che qualcuno continui a giocare con un passato condannato dalla storia. Non ci possono essere indifferenza o indecisioni nel combattere come previsto dalle leggi e dall’etica repubblicana, fenomeni che si sono espressi anche con metodi violenti. Lo dobbiamo a chi ha dato la vita per la nostra libertà e a chi quei valori li ha trasformati nelle radici della nostra Costituzione che va rispettata e più che altro applicata sino in fondo».

«Come se non fosse bastato quello successo nel Consiglio comunale di Cogoleto, quando tre consiglieri di centrodestra avevano votato esibendo il saluto romano nel Giorno della Memoria; due giorni fa il consigliere di Ventimiglia Isnardi, di Fratelli d’Italia, ha riprodotto l’indegno gesto per ben due volte, suscitando anche lo sconcerto del Presidente del Consiglio Comunale e di alcuni colleghi del centrodestra – commenta il Pd della Liguria in una nota -. Unendosi alla dura condanna espressa dal Partito Democratico della Federazione di Imperia, che ha anche giustamente chiesto una chiara presa di posizione del Sindaco Scullino, il Partito Democratico della Liguria si auspica e chiede che tutte le forze politiche si facciano carico non solo di sanzionare questi comportamenti, ma di dare un segnale inequivocabile di incompatibilità con le istituzioni democratiche di comportamenti che non possono essere né trascurati né relegati a qualche scadente forma di provocazione, del tutto fuori luogo. Posizioni ambigue, lassiste e minimizzanti diventano infatti, a fronte del ripetersi di queste indegne esibizioni, colpevoli quanto il gesto».

Certo che se quello di Isnardi fosse riconosciuto come un saluto romani, il consigliere sarebbe nei guai anche nel suo partito. Giorgia Meloni, leader del partito, nell’ottobre scorso aveva dichiarato: «In FdI non c’è spazio per nostalgici, razzisti e antisemiti. Utili idioti della sinistra».

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