Home restaurant, ecco le regole della legge regionale per la Liguria

various food and drinks on a dining table at a restaurant

Nel nostro territorio è stata approvata nel luglio 2020 dal Consiglio regionale (con tutti i voti a favore meno due astenuti), su proposta dell’assessore alle Attività produttive Andrea Benveduti, un’integrazione alla legge regionale del 2007 (Testo unico del Commercio) che descrive specificamente requisiti e limiti degli “home restaurant” in Liguria. La legge non è mai stata impugnata dal Governo né davanti al Tar ed è quindi tutt’ora in vigore da Ventimiglia a Sarzana

In Regione Liguria, si applicano queste norme per l’esercizio dell’attività di nome restaurant che sono state introdotte nella Legge regionale 2 gennaio 2007 nel luglio 2020. L’atto di programmazione è stato approvato con voto all’interno dell’Assemblea legislativa (il consiglio regionale) del 7 luglio 2020 , nº 10. Le modifiche alla legge 2 gennaio 2007 sono state votate lo scorso anno con il voto favorevole di tutti i consiglieri di maggioranza e opposizione salvo due astensioni. Nessun voto contrario è stato registrato.

Citiamo testualmente gli articoli della legge regionale approvati e in corso di validità

LEGGE REGIONALE 2 GENNAIO 2007 N. 1 E S.M.I


Art. 51 ter. (Home restaurant)

  1. Costituisce attività di home restaurant l’evento caratterizzato dalla somministrazione di alimenti e bevande che viene effettuato presso la propria abitazione da parte di persone fisiche, in possesso dei requisiti di cui agli articoli 12 e 13.
  2. Per l’esercizio dell’attività devono essere rispettate le vigenti normative igienico-sanitarie e di sicurezza alimentare, consentendo l’accesso ai locali da parte delle competenti autorità; deve essere utilizzata la modulistica approvata con deliberazione della Giunta regionale, in recepimento degli Accordi della Conferenza unificata in materia.
  3. Gli home restaurants devono rispondere ai requisiti previsti dalla programmazione regionale in materia di somministrazione di alimenti e bevande di cui all’articolo 3 e non possono effettuare vendita per asporto. 4. Per le violazioni delle disposizioni di cui al presente articolo si applicano le sanzioni previste dall’articolo 142.
    Art. 142. (Decadenza e sanzioni amministrative per l’esercizio dell’attività di somministrazione di alimenti e bevande).
  4. La decadenza e le sanzioni amministrative relative all’esercizio dell’attività di somministrazione di alimenti e bevande sono disciplinate dall’articolo 64 del d.lgs. 59/2010 e successive modificazioni e integrazioni

ESTRATTO DALLA PROGRAMMAZIONE REGIONALE (votato dal Consiglio regionale – assemblea legislativa della Liguria)

Deliberazione n. 10
OGGETTO:

INDIRIZZI E CRITERI DI PROGRAMMAZIONE COMMERCIALE E URBANISTICA IN MATERIA DI SOMMINISTRAZIONE DI ALIMENTI E BEVANDE, IN ATTUAZIONE DEL TESTO UNICO IN MATERIA DI COMMERCIO (LEGGE REGIONALE 2 GENNAIO 2007, N. 1 E SUCCESSIVE MODIFICAZIONI E INTEGRAZIONI). IL CONSIGLIO REGIONALE ASSEMBLEA LEGISLATIVA DELLA LIGURIA

HOME RESTAURANT
Ai sensi di quanto previsto dall’articolo 51 ter (Home restaurant), gli home restaurants vengono definiti come eventi caratterizzati dalla somministrazione di alimenti e bevande presso la propria abitazione da parte di persone fisiche in possesso dei requisiti di cui agli articoli 12 e 13.
L’attività degli home restaurants deve essere svolta nel rispetto delle vigenti norme, delle prescrizioni e autorizzazioni in materia igienico-sanitaria, nonché di sicurezza alimentare. I titolari devono consentire l’accesso da parte delle competenti autorità per effettuare controlli.

All’attività di home restaurants sono imposti i seguenti limiti: – possono avere un massimo di quindici coperti per ogni singolo evento; – possono svolgere fino a dodici eventi all’anno; il soggetto che svolge attività di home restaurant è tenuto ad inviare tramite posta elettronica al Comune nel cui territorio svolge l’attività, almeno tre giorni prima del singolo evento, una comunicazione resa ai sensi dell’articolo 47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445 e successive modificazioni e integrazioni, con la quale informa dello svolgimento dell’evento e ne conteggia la ricorrenza (1 di 12, 2 di 12, 3 di 12 ecc…) onde consentire al Comune la verifica del rispetto del limite massimo annuo di eventi; – non è consentita la vendita per asporto; – le transazioni di denaro relative all’attività devono avvenire esclusivamente attraverso sistemi di pagamento elettronici o bonifici bancari.

Gli home restaurants già in attività alla data di entrata in vigore della programmazione sono chiamati ad adeguarsi alle disposizioni di cui sopra entro i termini stabiliti dai Comuni.


Abbiamo ricevuto in questi ultimi due giorni, dopo la maxi multa da 5 mila euro all’home restaurant di via Malta sanzionato dalla Polizia locale per esercizio dell’attività di ristorazione senza licenza, ripetuti messaggi email da parte dell’azienda Home Restaurant Hotel Srl di Reggio Calabria che parla, a seguito della notizia pubblicata da tutti i media genovesi, (riportiamo testualmente) di «sistema lobbistico massonico che vuole distruggere il settore Home Restaurant in quanto per fare home restaurant non è come sostenuto dalla nota stampa pubblicata cioè con numero massimo di coperti e limiti di aperture bensì il contrario  e lo si evince anche dalla sentenza del Giudice di Montopoli che ha  condannato il Comune che pretendeva la Scia da un nostro iscritto. Per fare Home Restaurant in Italia si deve provvedere alla  Comunicazione in Questura indicando 3 giornate massimo di apertura a  settimana, bisogna apporre la scritta home restaurant nel citofono di casa per i controlli di sorvegliabilità da parte di PS e bisogna rilasciare ricevute non fiscali fino a 5000 Mila euro annui netti o  6700 per redditi agevolati e se la ricevuta supera i 77 euro bisogna  apporre una marca da bollo da 2 euro. Se si superano i 5000 euro annui  in assenza di legge esiste il codice ATECO come Cuoco a domicilio e per 3 giorni a settimana puoi fatturare nel tuo domicilio. Non esiste limite di coperti ma essere ospitati bisogna prenotare».

Noi continuiamo a ritenere che una legge regionale, la nostra, mai impugnata dal Governo abbia validità. Montopoli si trova in Toscana e la Toscana non ha una legge regionale, mentre la Liguria sì.

Un primo disegno di legge nazionale per regolare l’attività, a firma Minardo (nº 3258 del 28/07/2015), era stato approvato il 17.1.2017 dalla Camera nel testo unificato n.º2647, ma non ha superato l’aula del Senato, anche a causa della bocciatura dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, pubblicata nel Bollettino n. 13/2017. Una nuova proposta di legge ordinaria di “Disciplina dell’attività di home restaurant” (nº 918) è stata presentata il 12 luglio 2018 a firma Moretto ed altri ed assegnata alla X Commissione Attività produttive in sede referente il 18 dicembre 2018, senza mai concretizzarsi in un provvedimento legislativo.

In assenza di normativa specifica, ad oggi l’attività di home restaurant è regolata nelle regioni senza norma propria (come ha, invece, la Liguria) dalle sole note e risoluzioni emanate dal Ministero dello Sviluppo Economico (MISE).

La Legge, però, in Liguria esiste e non è mai stata impugnata dal Governo né da privati al Tribunale Amministrativo Regionale ed è quindi al momento legalmente in corso di validità sul nostro territorio, legittima e applicabile nonché correttamente applicata, come ha fatto la Polizia locale nei confronti dell’home restaurant di via Malta. Chi volesse invalidare una legge, qualunque essa sia, deve seguire le procedure legali o gli iter abrogativi previsti dalle norme. Fino a quando non viene invalidata (sempre che l’uno o l’altro iter diano esito positivo) resta in vigore.

Il link al sito del Ministero dello Sviluppo Economico dove si trovano tutti i chiarimenti riguardanti le regioni non coperte da legge regionale e la documentazione allegata.


Resta solo da dire che per il contenuto e il tono delle ripetute mail inviateci dall’azienda “Home Restaurant Hotel Srl” di Reggio Calabria abbiamo dato mandato al nostro legale di valutare le iniziative che ritenga opportune a nostra tutela.

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