I no vax/no green pass bloccano corso Italia. Centro sociali tra piazza Acquaverde e De Ferrari

Enormi difficoltà per il traffico per il 18º sabato di fila della manifestazione no vax a cui si sono aggiunte quelle determinate dalla protesta per lo sgombero del centro sociale Terra di Nessuno con percorso differente. Le due manifestazioni insieme hanno paralizzato la viabilità

Il corteo no vax/no green pass è partito poco dopo le 16 da piazza della Vittoria e ha percorso via Cadorna piazza Borgo Pila, corso Buenos Aires, corso Torino, via Barabino, la Galleria Barrili, via Piave, corso Italia con arrivo in piazza Rossetti. Al momento è bloccata corso Italia.

Partito quasi in simultanea il corteo dei centri sociali da piazza Acquaverde con itinerario: via Balbi/Annunziata/Largo Zecca/Portello/Corvetto/XII Ottobre/Lomellini/XX Settembre e arrivo piazza De Ferrari. Nel mirino l’amministrazione comunale per lo sgombero del Tdn al Lagaccio.

«Lo sgombero del CSOA Terra Di Nessuno rientra in un progetto più complessivo di svendita della città sull’altare del profitto. L’obiettivo è quello di eliminare tutti gli spazi che possono essere usufruiti liberamente, dove sono ancora possibili forme di socialità non mercificata, che sia bere una birra seduti sugli scalini di piazza delle Vigne o ascoltare un concerto a prezzo popolare in un centro sociale – si legge sulla pagina dell’Aut Aut 357 – La città di Bucci può essere vissuta solo da chi può permettersi di pagare: quella che viene condotta da questa giunta è evidentemente una guerra di classe dall’alto verso il basso, che ha assunto la sua forma più aggressiva con le ordinanze di qualche tempo contro chi chiede l’elemosina o dorme in strada. Si combattono lə poverə, mentre non si affrontano le cause della povertà, alimentando anzi una società sempre più ingiusta.
Svuotare la città dei posti accoglienti e solidali è parte del progetto di svuotare la città dai ceti popolari, confinarli ai margini, in periferie che diventano sempre più quartieri dormitori, mentre il centro gradualmente viene “pulito e riqualificato” in funzione del turismo. Il turismo che si insegue e si vuole attrarre è un turismo rapace, mordi e fuggi, che non produce incontro e ha pochissime ricadute economiche per la città nel suo complesso. Il turismo da crociera, che attraversa il centro per poche ore in corridoi ripuliti e militarizzati, ne è il principale esempio. Un’economia in funzione della quale si vogliono sperperare milioni di euro, con la costruzione, ad esempio, della funivia che dal terminal crocieristico arriverebbe ai forti, passando proprio sopra il quartiere dove sorgeva TdN; nel frattempo i trasporti pubblici continuano a essere insufficienti ai bisogni dellə abitanti della città e soprattutto di quellə delle periferie. Per perseguire questo progetto di città si moltiplicano i pattuglioni di polizia di stato, carabinieri, esercito, polizia locale, si riempiono le strade di telecamere rendendo Genova probabilmente la città più militarizzata d’Italia. L’obiettivo è rendere Genova una città asettica, uguale a tante altre, privarla della sua natura popolare, multietnica, ribelle. La resistenza allora può arrivare solo dal basso, difendendo i nostri spazi, ma soprattutto uscendone per vivere le strade e i quartieri, moltiplicando i momenti di incontro, condivisione, scambio e lotta. Costruiamo alleanze, cospiriamo fitto, difendiamo la città di sotto, riprendiamoci tutto».

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