Follia no vax: tafferugli a Rotterdam. Intanto Austria e Baviera tornano al lockdown

In Olanda, che è stato il primo Paese a ristabilire il lockdown parziale, auto delle forze dell’ordine date alle fiamme, Centinaia di persone hanno sparato petardi, fuochi d’artificio, bombe carta e molotov. Colpiti anche i Vigili del fuoco che stavano cercando di estinguere gli incendi

Mentre è ormai chiaro che i non vaccinati si infettano cinque volte di più e che quasi solo loro finisco in rianimazione e muoiono e che il virus ha ripreso forza proprio a causa della resistenza all’inoculazione del vaccino di una fascia della popolazione (tanto che molti paesi stanno pensando all’obbligo di vaccino), la follia no vax sconfina sempre di più nella violenza. In Italia la Polizia Postale e la Digos hanno sgominato un’associazione segreta. I reati ipotizzati allo stato sono costituzione e partecipazione ad associazione segreta e istigazione all’interruzione di pubblico servizio. Finito il percorso di formazione l’aspirante guerriero doveva superare un esame e veniva guidato da un tutor per la realizzazione delle prime operazioni. Gli appartenenti all’associazione erano indotti a compiere azioni di vandalismo ai danni di centri vaccinali, ad intralciare e sabotare la campagna di vaccinazione, e a pubblicare in maniera coordinata e ad orari prestabiliti, tramite account falsi, post denigratori che prendevano di mira in particolare politici, infettivologi e giornalisti. In Olanda, dove è scattato il primo lockdown, ieri sera a Rotterdam sono scoppiati disordini contro le prime restrizioni europee. Una protesta di una violenza inaudita con lancio di artifici pirotecnici, ma anche molotov e bombe carta. Al grido di “libertà”, sono stati anche aggrediti i vigili del fuoco che spegnevano gli incendi e contro le forze dell’ordine è partito il lancio di oggetti. Sono state anche incendiate auto di servizio. Una guerriglia urbana in piena regola. La Polizia, che ha schierato i reparti anti sommossa, ha risposto sparando colpi d’avvertimento. Due sarebbero i feriti. Si fa largo l’ipotesi che dietro a tutto, a trascinare la folla, ci siano le stesse istanze eversive che si sono intraviste anche in Italia nei fatti di Roma e grazie alle indagini della Polizia.

Nella Repubblica Ceca i non vaccinati cercano di infettarsi per evitare la vaccinazione. C’è chi mette inserzioni su internet per cercare malati da cui comprare (e pagare) il contagio, incurante che ci potrebbe lasciare la vita. In Austria e in Germania impazzano i “coronaparty”, sempre nel tentativo di ammalarsi a cui certi genitori fanno partecipare anche i figli minori. Un 55enne austriaco è morto dopo aver contratto il virus a una di queste “feste”. Secondo l’unità Covid di Bolzano alcuni party del contagio sono stati organizzati anche vicino alla città e in altre zone dell’Alto Adige, dove si stanno preparando i mercatini di Natale che in Baviera sono stati, invece, cancellati. La Baviera ha anche ha annunciato la chiusura di bar, discoteche e locali notturni fino a metà dicembre oltre al lockdown nelle aree dove l’incidenza ha superato i mille casi per 100mila abitanti. I no vax, oltre a mettere in pericolo la salute del resto della popolazione, creano anche un forte danno economico alla collettività.

Lunedì prossimo in Austria scatterà il lockdown totale. Lunedì scorso era scattato quello per i non vaccinati, ma non è bastato. Dal primo febbraio è previsto l’obbligo di vaccino.

Secondo una ricerca della London School of Hygiene and Tropical Medicine, la pandemia in Europa può causare ancora almeno 300 mila morti e altri 900 mila ricoveri. Eppure i no vax tentano la rivoluzione per la loro “libertà”, il malinteso diritto di ammalarsi e morire, far ammalare e far morire gli altri.

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