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Chat no green pass istiga a impiccagioni, fucilazioni e gambizzazioni. 17 perquisizioni della Polizia

Sono in atto in diverse città d’Italia per ordine dei magistrati del pool terrorismo ed eversione della Procura di Torino. Nel mirino i più esagitati frequentatori della chat Telegram “Basta dittatura”. Il lavoro della Polizia Postale e della Digos ha permesso di scoprire nel canale in cui si organizzavano le proteste frasi violente. Le ipotesi di reato configurate sono, a vario titolo, quelle di istigazione a delinquere con l’aggravante del ricorso a strumenti telematici e di istigazione alla disobbedienza delle leggi

Nel mirino dei no vax-no green pass c’erano i medici, i giornalisti, ma anche le forze dell’ordine. Si leggevano insulti per tutti, anche per la stragrande maggioranza della popolazione che si è vaccinata e veniva definita “schiava dello Stato”. Alcuni degli indagati hanno precedenti per i più svariati reati, dalla resistenza allo spaccio, dalla rapina all’estorsione. Ci sono poi mestatori di professione, già conosciuto come organizzatori di blocchi stradali e ferroviari.

Sulle chat ancora aperte (“Basta dittatura” è stata chiusa da tempo dallo stesso Telegram), alla notizia delle operazioni della polizia, si stanno organizzando nuove manifestazioni, rigorosamente senza mascherine.

Tutto questo mentre Trieste, dove più forte è stata la protesta no vax/no green pass, con i relativi assembramenti senza mascherine, i contagi stanno crescendo più velocemente che altrove. Il Friuli Venezia Giulia è l’unica regione italiana che rischia a breve la zona gialla.

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